La mamma di Daniele a Sfera:
«Non giocare con i sogni dei ragazzini»
TRAGEDIA DI CORINALDO - Donatella Magagnini, madre del 16enne che ha perso la vita nella discoteca Lanterna Azzurra, ha scritto al trapper per gridare la sua rabbia per quello che è accaduto. «Il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla coscienza sei morti»
«Non giocare con i sogni dei ragazzini che sono morti nell’attesa che tu arrivassi. Gionata, in bocca al lupo per la tua carriera da grande artista». E’ il passaggio più forte del post rivolto al trapper Sfera Ebbasta scritto ieri da Donatella Magagnini, madre di una delle vittime della discoteca Lanterna Azzurra, nel gruppo facebook ‘Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra’. La mamma del 16enne Daniele Pongetti non concede scusanti al cantante che nei giorni della festività natalizie, a poche settimane dalla tragedia di Corinaldo, ha ricominciato a pubblicare nuove foto e commenti sui social media, considerati discutibili anche da alcuni follower.
«Premetto che la mia considerazione per Sfera è meno di zero – commenta nel suo post la mamma di Daniele – ma questo essere comincia a farmi incavolare. Prima di tutto perché si è fatto vivo solo dopo molti giorni dalla tragedia. Poi, per salvarsi la faccia, si è tatuato le stelline e ancora dopo mi ha fatto arrivare una sua lettera privata, scritta e firmata in stampatello, dove diceva che era molto provato e pronto a mettersi a disposizione per qualsiasi cosa. Poco dopo ha pubblicato la stessa lettera sui social – prosegue – senza dire che il suo vero nome era Gionata. Una bella differenza, ciò a dimostrare il suo immenso dolore. Sui social terminava ricordando le date dei concerti come se niente fosse accaduto. Ecco caro Sfera ti rispondo sui social, è più cool».
Donatella Magagnini, con il dolore per la scoprasa del figlio che pesa come un macigno sul cuore, offre anche una serie di consigli al trapper. «Io al tuo posto, se è vero che stavi arrivando alla Lanterna, sarei venuto a verificare, a vedere che cosa era successo – evidenzia –. Non riesco nemmeno a considerarti ma ce l’ho a morte con i tuoi collaboratori, i manager, la casa discografica. Penso che sia il loro lavoro preoccuparsi di organizzare al meglio i tuoi concerti o dj set. Verificare i locali dove devi cantare. Eh sì perché la tua fama è mondiale e non puoi cantare in ex magazzini. Tu e i tuoi collaboratori imparate a non giocare con i sogni dei ragazzini che sono morti nell’attesa che arrivassi. Ciao Gionata in bocca al lupo per la tua carriera da grande artista. Ps: ricordati che il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla coscienza sei morti».


















…mah, difendere a spada tratta, e credo solo per partito preso, il rapper, è fuori da ogni logica del buon vivere civile; questo “ragazzo”, con le assurdità e le schifezze che canta con le sue canzoni, ci guadagna un bel po’ di soldini, alla faccia dei ragazzini che, inconsapevoli, gli vanno dietro deliranti (assecondati, molto spesso, anche dai genitori che non sanno più dire di no..), seguono il gregge, il gregge che poi, per star dietro a tutte queste parole assurde delle sue “canzoni”, beve smodatamente e si droga, che è ancora peggio. Quindi fare i paladini di un “ragazzo” che, secondo molti, non ha nessuna colpa, è assolutamente fuori luogo, meglio tacere e considerare quel che è accaduto come qualcosa che non deve più accadere, come le canzoni del rapper non dovrebbero più invasare e distruggere i nostri giovani. gv
Sottoscrivo in tutto cio’ che ha scritto il sig. Vallesi.
Quello che vorrei sottolineare e’ che un
“artista ” del genere ,lui e tanti come lui,
con un abile promozione sui social,pane dei nostri ragazzi,anche molto piccoli,diffonde il messaggio che il materialismo sfrenato,la ricerca ossessiva della visibilita’ e il TUTTO libero ,sia lecito e dovuto.. e qui mi aggancio alla difficolta’ dei genitori che per evitare una “guerriglia in casa con il figlio” acconsentono a farli partecipare a questi concerti.. E’ QUI che sta la colpa del decelebrato Sfera, anche se non c’era.. portare ragazzini in quel locale per quello sch.ifo che canta.
Secondo me le responsabilità sono anzitutto di coloro che in relazione all’evento hanno violato, e di molto, le norme di sicurezza, a cominciare dal superamento del limite di partecipazione all’evento stesso. Poi sono di chi con incoscienza estrema ha spruzzato lo spray.