Discarica, venerdì c’è la short list.
La sinistra grida al complotto,
i Comuni sperano nell’aiuto “bipartisan”
QUERELLE - L'assemblea dei sindaci dell'Ambito territoriale ambientale definirà la nuova classifica, con tre comuni in cima: Pollenza, Montefano e Loro Piceno. A incidere potrebbero essere aiuti esterni per "salvare" qualche ente nella scelta. Da sciogliere anche il nodo dell'equo indennizzo a Cingoli per l'ampliamento del sito

di Luca Patrassi
Il grido, non si direbbe, ma da sinistra è quello dell’adunata: chiamata a raccolta dei cittadini in vista dell’assemblea dei sindaci dell’Ambito territoriale ambientale 3 convocata per venerdì prossimo per prendere atto della risultanza della nuova classifica emersa dopo l’aggiunta di ulteriori criteri per l’inserimento tra i siti idonei ad ospitare (in un futuro non prossimo) la nuova discarica di appoggio al Cosmari.
La classifica sarà ufficializzata appunto venerdì prossimo ma il terzetto selezionato è noto da un pezzo ed è formato da Montefano, Pollenza e Loro Piceno. Una volta deliberata la nuova graduatoria la palla passerà al Cosmari i cui organismi tecnici dovranno coordinare le operazioni del caso, dai sondaggi alla Valutazione di impatto ambientale.

E già qui pare di capire che c’è la prima divisione nel centrodestra: il Cosmari è “ben lieto” di vedersi arrivare addosso la grana delle discariche ma dai rumors si evince che, una volta fatti gli accertamenti, la palla tornerà tra i piedi dei sindaci con buona pace di qualcuno che pensava di far chiudere il tutto con una decisione del presidente del Cosmari.

Secondo punto collegato al primo: definizione dell’equo indennizzo al Comune di Cingoli. Il sindaco di Cingoli ha sempre assicurato che non è una questione economica ma si trattava soltanto di avere la garanzia che fosse già stata scelta la nuova discarica al momento del via all’ampliamento di quella di Cingoli.

Venerdì l’Ata appunto dirà chi ospiterà la discarica e a Cingoli dovranno dire se sono d’accordo o meno sul quantum, quello che secondo gli amministratori del Balcone delle Marche non era la questione prioritaria. Per la verità, nei corridoi, poco prosaicamente si è parlato di soldi: da una parte si dice che Cingoli chieda 1,8 milioni di euro per abbancare 50/60mila tonnellate e la maggioranza dei sindaci (e il Cosmari) non sono disposti ad andare oltre i 7/800mila euro. Peraltro – come evidenziato nella scorsa assemblea dal sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili – la proposta avanzata a Cingoli sarebbe di circa 15 euro a tonnellata mentre la stragrande maggioranza delle città che ospitano le discariche di euro ne prendono tre, una sola arriva a dieci ed è Pesaro che però sostiene costi di gestione più alti essendo un sito in esaurimento. Cingoli dice di non farne una questione di soldi ma gli altri amministratori si ricordano lo stato molto precario delle finanze del Cosmari, gli extracosti sostenuti per portare i rifiuti fuori provincia e le bollette Tari che aumentano ogni anno del massimo possibile, il 9%.
Altra questione non secondaria: il terzetto di municipalità balzate in testa alla classifica è amministrato da giunte di centrosinistra o civiche colorate verso il rosso e siccome in provincia di Macerata le “giunte rosse” si contano sul palmo di una mano il sospetto è che il centrodestra abbia voluto fare un regalino non gradito al centrosinistra.

Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci
Qui però entrano in gioco altre valutazioni: i siti sono tre ma non è detto che venga scelto il primo e non è detto che – in assenza dei requisiti dei primi tre – si scenda di classifica. La sindaca di Montefano Angela Barbieri ha già detto che farà ricorso al Tar e ovunque sarà possibile ma ecco che improvvisamente da Ancona – Palazzo Raffaello – si alza la voce dell’assessore regionale all’Ambiente, quel Tiziano Consoli appena arrivato nella Dorica dopo una esperienza come primo cittadino di Maiolati Spontini. Consoli ha chiesto chiarimenti al presidente dell’Ata Alessandro Gentilucci sui criteri aggiuntivi. Qualche osservatore amante dei retroscena vorrebbe far credere che Consoli si sia mosso perchè in realtà la discarica di Montefano guarda molto da vicino Filottrano ed Osimo ma è solo un pensiero malevolo.
E’ noto infatti che gli anglosassoni definiscono “nimga” (“non nel mio giardino”) la sindrome di chi si professa a favore di qualcosa che può essere impattante: nella fattispecie si sarebbe detto “non nel mio collegio elettorale”. Detto di Filottrano, l’altra cittadina in pole è Pollenza, anche questa amministrata da (centro)sinistra. Anche in questo caso Pollenza ha diversi sostenitori anche nel centrodestra: il sito è molto vicino a Tolentino che tra poco tornerà al voto e dove il centrodestra pensa di piazzare la bandierina. Poi anche qui il solito amante del retroscena sospetta che a difesa dell’identità ambientale di Pollenza sia già sceso in campo quel potentato economico già protagonista decenni fa della battaglia (sostenuta dal centrosinistra allora al governo a Tolentino ma avallata anche dal centrodestra) della battaglia contro l’insediamento di una comunità terapeutica di San Patrignano nell’area donata a Vincenzo Muccioli da un imprenditore benefattore, il pescarese Pietro Barberini che voleva così ricordare Ulisse Mercorelli. Anche Loro Piceno è nel terzetto e anche per Loro Piceno si spera in un sostegno esterno da parte di chi vedrebbe cambiare destinazione d’uso ai propri terreni.
Tu chiamale, se vuoi, emozioni.