Frasi choc su Facebook,
Troiani incassa la fiducia dei suoi
«Vittima di un attacco politico»
CIVITANOVA - Respinta in Consiglio la mozione con la quale si chiedevano le dimissioni del vicesindaco dopo il caso degli insulti pubblicati sul suo profilo. Dibattito teso in aula, affrontata anche la questione della querela presentata dalla giunta contro il consigliere grillino Stefano Mei

di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)
«Verso di me un attacco politico e personale molto ben organizzato, capillare, per colpire questa amministrazione che sta lavorando bene dopo 5 anni di niente. Post decontestualizzati e tirati fuori in maniera scientifica e politicamente disonesta per farmi apparire un uomo volgare, il Papa? Io non l’ho mai citato, l’avete tirato fuori voi, io ho detto Francesco». Il vicesindaco di Civitanova Fausto Troiani ha relazionato in consiglio in merito alle esternazioni comparse sulla sua pagina Facebook per le quali è in corso un’indagine della Procura (sono partite anche le segnalazioni ai personaggi noti insultati da Troiani, dalla Littizzetto fino a Laura Boldrini, Junker e gli altri politici europei e perfino a Papa Bergoglio) ed è in corso la valutazione di un procedimento disciplinare da parte dell’Asur per la quale Troiani lavora come chirurgo.

Fausto Troaini
Ieri sera il consiglio comunale ha discusso il punto dopo un’ora di contestazioni dell’opposizione che aveva chiesto un consiglio ad hoc e di rinviare la discussione ad un’orario più consono. E alla fine l’opposizione farà partire l’ennesimo esposto per la violazione dell’articolo 36 del regolamento. Il dibattimento è iniziato verso le 1,30. Con la mozione l’opposizione aveva richiesto la censura da parte del sindaco dell’atteggiamento di Troiani, invitando il sindaco a rimuoverlo dal suo incarico. Mozione respinta, ma molti gli interventi da entrambe le parti fino a che il dibattito è scivolato in una “fiera dell’ipocrisia” con rimpalli da una parte all’altra: la consigliera Monia Rossi ha rinfacciato al consigliere Silenzi la frase “consigliera di passerella” spostando la discussione sul sessismo e ricordando le parole di un ex assessore della giunta Corvatta che scrisse su Facebook di voler fare uno scendiletto con la pelle dei Leoni neri (un gruppo di estrema destra). Ma si è parlato anche degli insulti alla manifestazione antifascista (un coro rivolto contro il sindaco). La maggioranza, pur stigmatizzando le parole di Troiani, scinde la sfera umana da quella privata e rinnovano la fiducia all’assessore. La più dura della maggioranza la Ruffini che comunque apprezza le scuse del vicesindaco: «non credo che sia corretto parlare di goliardata o leggerezza, non deve passare il messaggio che queste cose vadano bene, non dovrà riaccadere».

Giulio Silenzi
«Le parole sono importanti e anche se i post non sono recenti rimandano all’idea che Troiani ha delle donne, divise fra chiavabili e inchiavabili, è molto grave» sostiene Mirella Franco del Pd. Uomo da un lato, il politico dall’altro invece per Baioni che afferma come sia necessario «scindere il comportamento della persona da quello del politico». «Non c’è sfera del privato cittadino per chi ricopre una carica pubblica, Troiani col suo turpiloquio ha minato l’autorevolezza di questa città. Quando si presenta davanti agli altri sindaci è questo che vedono, degradando tutti noi – l’invettiva dell’ex sindaco Corvatta. Un «comportamento da bar e non compatibile con la carica» secondo il consigliere Ghio. «Questo è il festival dell’ipocrisia, Ciarapica parla di goliardata per Troiani e poi querela Mei», ha sentenziato Silenzi. Infine le conclusioni affidate al vicesindaco che ha incassato al termine dell’intervento l’applauso della sua maggioranza.

Stefano Ghio
«Da settimane si cerca di mettermi in bocca cose che mai ho detto – afferma Troiani – ho riportato quello che girava su stampa e social nazionali e internazionali. Non ho inventato nulla. Ma a questo occorre dare un’impostazione politica: ritengo che tutto il livore vomitato in queste settimane sia dovuto ad un’acredine prodotta da una cattiva digestione della sconfitta delle elezioni, non avete digerito il risultato del 25 giugno 2017 quando l’ elettorato vi ha consegnato alla storia della città come l’amministrazione comunale più degradante di tutti i tempi. Si tira fuori sempre il fascismo in caso di necessità, meno male che c’è stato, altrimenti non sapete cosa dire. Sono nato nel 1958 come faccio a essere fascista, però siccome ho studiato ho l’oggettività di dire ciò che il fascismo ha fatto di bene e di male. Da 80 anni in questo paese la colpa è sempre dei fascisti, dei massoni dell’Opus dei o non so di chi. Sono vittima di un attacco politico e personale molto ben organizzato e capillare. Sono entrati in maniera scientifica e organizzata nel mio profilo Facebook e in quello dei miei amici e in maniera politicamente disonesta hanno decontestualizzato le mie frasi e gli scambi con i miei amici per farmi apparire come un uomo volgare. Non vi siete resi conto che siete politicamente finiti e ciclicamente tirate fuori lo spauracchio della deriva fascista. Quello che avete decontestualizzato erano frasi di un cittadino privato. Il Papa io non l’ho citato, Francesco sì, anzi apprezzo lo sforzo che il Santo Padre sta compiendo per modificare alcune cose all’interno della Chiesa. Per le calunnie ricevute forse agirò per vie legali».

Stefano Mei
Ma il consiglio di ieri sera ha discusso in apertura anche un’interrogazione urgente presentata dal consigliere Silenzi sulla denuncia della giunta fatta al consigliere Stefano Mei: Silenzi ha chiesto di sapere le frasi precise per le quali a giudizio della giunta vi fosse una portata diffamatoria nella diffida proposta dal grillino. «Non esiste un comune in Italia nel quale la giunta ha denunciato un consigliere comunale, Ciarapica non risponde nel merito, quali sono queste frasi diffamatorie». E alla fine dell’intervento espone un cartello con l’hashtag #querelancheme. Voto costruttivo all’unanimità invece per la mozione presentata da Mei, emendata dal consiglio e approvata con la quale si dà l’incarico alle commissioni di redigere un regolamento per la riduzione della tassa di occupazione di suolo pubblico per i commercianti che intendono abbattere le barriere architettoniche con l’installazione di pedane ad hoc. Ad oggi chi volesse inserire una pedana per superare i gradini deve pagare per quel manufatto l’occupazione di suolo pubblico. Con la mozione è prevista invece una riduzione sostanziale da definire per chi agevola l’abbattimento della barriera architettonica.



















…mah..l’opposizione, dopo il “querela anche me”, potrebbe far stampare un altro bigliettino, da mostrare, con la scritta “insulta anche me”, così, per il 2019, avrebbe qualche altro serio argomento su cui dibattere!! gv
Quello che mi colpisce dell’articolo sono i volti distesi e lo sguardo ironico ( verso chi non si capisce ) di Ciarapica e uno dei suoi assessori. Per il resto un velo pietoso sulla maggioranza. Devo complimentarmi però’ con l’autodifesa di Troiani, neanche il peggiore avvocato d’ufficio avrebbe saputo dire di meglio. Solo una domanda: ” Troiani, ma chi è Francé?”.