Gianni Alemanno porta fiori in via Spalato
e chiede giustizia per Pamela:
«Ferita aperta per tutta la nazione»
MACERATA - L'ex sindaco di Roma nel capoluogo per il matrimonio di Paolo Diop, responsabile dell'immigrazione del Movimento per la sovranità nazionale da lui fondato. Sull'immigrazione: «C'è razzismo al contrario. Chi ha idee identitarie viene demonizzato». Il consigliere regionale Zinni: «La Regione completamente assente sull'omicidio che ha sconvolto il territorio»

La conferenza di questa mattina: da sinistra Paolo Diop, Gianni Alemanno, Giovanni Zinni e Deborah Pantana
di Alessandra Pierini
(Foto Fabio Falcioni)
«Macerata è un caso simbolo nel panorama nazionale, se non facciamo giustizia per Pamela, rimarrà una ferita per tutta l’Italia». Gianni Alemanno, segretario del Movimento nazionale per la sovranità, oggi in provincia per partecipare al matrimonio di Paolo Diop, responsabile del dipartimento immigrazione del partito, che si sposerà questo pomeriggio a Tolentino.
L’ex sindaco di Roma ha fatto tappa a Macerata dove ha portato un mazzo di fiori bianchi in via Spalato dove Pamela è stata uccisa. Prima una conferenza stampa per chiedere la verità su Pamela e per intervenire sui temi a lui cari, immigrazione e accoglienza. «C’è un nuovo razzismo verso chi ha idee identitarie o sovraniste diverse dall’immigrazionismo. Sono questi atteggiamenti a generare criminalità e violenza. Non bisogna demonizzare nessuno». Due le battaglie da combattere secondo Alemanno: «Una sul fronte della legalità ferrea, si dice ci siano 600 mila clandestini ma basandomi su Roma direi il doppio. E’ necessario un blocco navale in attesa di una gestione accettabile dei flussi. In Italia entri solo chi ha realmente diritto. Dall’altro lato una battaglia culturale perchè prima del diritto a immigrare c’è quello a non immigrare. Si faccia in modo che i flussi diventino circolari, vengano qui a formarsi per poi tornare nelle loro terre con una ricchezza in più». Al suo fianco il “quasi sposo” Paolo Diop: «Io sono l’esempio di come con numeri bassi di immigrati si riesce a integrare. Le Marche hanno saputo accogliermi. Oggi questo non è più possibile specie con le associazioni che sfruttano i migranti. Questa non è una terra fascista ma Macerata ha finalmente capito che il problema immigrazione va gestito».
Con loro il consigliere regionale del movimento Giovanni Zinni che ha puntato il dito contro il governo regionale per la completa assenza nella vicenda di Pamela: «Le Marche hanno storicamente l’immagine di un luogo sereno in cui crescere figli ma in realtà in questo momento c’è un numero di clandestini para legalizzati che crea problemi. la risposta non può essere ideologica ma sta nel rispetto di persone e legalità». Deborah Pantana, consigliere comunale di Forza Italia, se la prende come sempre con l’amministrazione comunale di Macerata «incapace di gestire l’immigrazione».















Ce mancava,avanti il prossimo.Me raccomando la clacca e i fotoreporter altrimenti non vale(comunnque se proprio dovete farlo,quando porgete dei fiori non guardate in direzione del fotografo ma verso la lapide o il luogo dove li deponete per rispetto del defunto,sempre che lo facciate per lui.Io ne dubito).
Quante sceneggiate, è ora che questa ragazza venga lasciata in pace, questi politici se voglio fare qualcosa ripulite questa nostra Italia, con i fatti e non con le parole
E’ ancora una ferita aperta, ci vorra’ degli anni quando x chiudersi definitivamente.
invitetei Cronache Maceratesi a non pubblicare più queste
notizie , forse sarebbe il miglior gesto per rispettare questa povera ragazza.
Non ci servono politicanti in cerca di fatui consensi!
Per Pasquarè. Il miglior modo per rispettare Pamela è trovare chi l’ha uccisa.
Lorena Poddine….hai tutta la mia solidarietà per quello che può contare.