Corridonia riabbraccia l’ospedale:
«Qui il 20% dei pazienti dimessi
dal pronto soccorso di Macerata»
SANITA' - Completati i lavori, riaperta stamattina la struttura. La sindaca Giuliana Giampaoli: «Obiettivo importante e irrinunciabile che abbiamo sposato fin da subito con fiducia». L'assessore regionale Paolo Calcinaro: «Settima opera completata e presto arriveremo a 10. La casa di comunità a regime nel giro di 2-3 mesi»

Il taglio del nastro di stamattina
di Mauro Giustozzi
Dopo oltre quattro anni Corridonia ritrova il suo presidio sanitario, trasformato in ospedale di comunità e casa di comunità. Un corposo investimento in due stralci di lavori per un importo totale di 7,4 milioni che ha adeguato sismicamente la struttura, che poggia ora su 30 isolatori sismici che garantiscono il massimo della sicurezza in caso di terremoto, con un tetto su cui è stato installato un impianto fotovoltaico che contribuisce ad abbattere i costi energetici.

Una delle camere
Tre i piani aperti. Al piano terra trovano spazio il Cup, un punto prelievi, un ambulatorio cardiologico ed uno infermieristico e l’Adi; al primo piano è stata collocata la casa di comunità mentre al secondo si trova invece l’ospedale di comunità, che conta su 18 posti letto per la rsa in camere di massimo due letti ciascuna in grado di decongestionare altre strutture limitrofe come l’ospedale di Macerata e dare risposte immediate alle esigenze sanitarie territoriali.

La benedizione di don Fabio Moretti
Oltre alle autorità istituzionali di Corridonia, presenti i vertici della sanità marchigiana e maceratese, dall’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro al direttore generale dell’Ast Alessandro Marini, al direttore sanitario Daniela Corsi: poi ancora Giovanna Faccenda direttore dell’Uoc organizzazione dei servizi sanitari di base, il consigliere regionale Leonardo Catena, i rappresentanti della ditta che ha eseguito i lavori, Elettrostella, sino al parroco di Corridonia, don Fabio Moretti, che ha benedetto la ristrutturata area sanitaria.

«L’edificio, completamente riqualificato e adeguato dal punto di vista sismico, si candida a diventare un polo integrato della medicina territoriale sicuro e moderno – ha detto la sindaca Giuliana Giampaoli – due presidi, la casa di comunità e l’ospedale di comunità, offriranno una risposta organica e concreta ai bisogni di salute dei cittadini. Ci sono servizi ambulatoriali, specialistici e degenze brevi. Grazie a questa riapertura c’è il ritorno sul territorio dei servizi restituendo a questa struttura quel profilo che si era perso negli ultimi decenni. Oggi celebriamo il raggiungimento di un obiettivo importante e irrinunciabile che abbiamo sposato fin da subito con fiducia, pur nella consapevolezza della complessità della sfida e degli ostacoli che avremmo incontrato lungo il percorso effettuato. Vedere oggi la qualità dell’intervento effettuato ripaga dei tanti sacrifici fatti per centrare il risultato. Un grazie alla Regione Marche ed all’Ast di Macerata che ci ha supportato in questa sfida».

Paolo Calcinaro e Giuliana Giampaoli
L’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro, nel visitare la struttura si è soffermato a parlare con gli operatori sanitari corridoniani ma pure con diversi medici e primari dell’ospedale di Macerata che hanno voluto partecipare alla inaugurazione del ristrutturato polo sanitario. «Con questo ospedale di comunità raggiungiamo nelle Marche la quota di sette strutture completate – ha affermato Calcinaro – ed entro settembre contiamo di raggiungere quota 10 perché nelle rimanenti tre siamo proprio alle finiture. Questo ci consentirà di avere più posti letto per i marchigiani ricoverati e soprattutto un supporto per gli ospedali e pronto soccorso per quei pazienti stabilizzati da dimettere, ma anche per limitare la presenza di barellati nei corridoi o negli spazi dei pronto soccorso. Questa di Corridonia è una struttura logisticamente strategica: sarà un supporto importante per l’ospedale di Macerata per le dimissioni dal pronto soccorso, parliamo di un 20%, mentre il 30% sarà per le dimissioni dai reparti acuti. Poi la casa di comunità che, nell’arco di due-tre mesi, potrà funzionare a pieno regime: sarà un’alternativa per i codici bianchi e verdi, quelli meno gravi, per non intasare i pronto soccorso. Questo è l’aspetto che disegneremo nei prossimi mesi. Ci sarà l’ambulatorio dei bisogni indifferibili dove i cittadini potranno rivolgersi nei casi di lieve entità, l’infermiere di comunità che ci sarà dalle 8 alle 20 e poi la specialistica territoriale con medici, che cercheremo di implementare sempre di più. Proveremo a fornire anche la piccola strumentazione per svolgere esami come ecografi ed altri macchinari simili. Siamo poi disponibili ad ospitare in questa struttura anche medici di medicina generale».

Calcinaro a colloquio con un’operatrice
Infine il direttore Ast, Alessandro Marini, ha rimarcato il percorso portato avanti dal febbraio 2025 per arrivare al recupero completo di un ospedale che era una ferita aperta per Corridonia e la sua popolazione. «C’è stata una fortissima determinazione di gruppo per riuscire a portare a casa questo risultato che rappresenta non un punto di arrivo ma un punto di ripartenza della sanità provinciale – ha detto Marini – non era facile operare su un edificio chiuso da anni e quindi numerose sono state le verifiche che abbiamo dovuto effettuare ed i lavori successivi che sono stati peraltro molto impattanti e non semplici. Cronoprogramma rispettato, tant’è che circa due settimane fa erano state completate le stanze degli ambulatori e della degenza breve di un rinnovato distretto sanitario, finanziato anche con fondi Pnrr. Un grande contributo può essere dato dai medici di famiglia che possono contribuire al miglior utilizzo di questo polo che deve ricoprire non solo aspetti sanitari ma anche sociali con attività collegate. Questo ospedale ha una funzione nuova ma assolutamente adeguata ai tempi ed ai bisogni della sanità territoriale».

Alessandro Marini, direttore dell’Ast






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Molti anni fa in ogni comune c’era un’ospedale poi per risparmiare tutti chiusi così si sono intasati quelli rimasti complimenti vivissimi a questi geni.Poi se ci mettiamo paghe non all’altezza turni massacranti gli operatori alla fine o vanno nel privato o all’estero. P.S.ieri ho chiesto a Google chi guadagna di più un poliziotto italiano o polacco pari grado? Io pensavo l’italiano ma poi mi sono dovuto ricredere pensate un po’ come siamo messi qui in Italia