Impianto smaltimento macerie,
Medori: «Progetto peggiorato»
CIVITANOVA - Prevista il 30 luglio la conferenza dei servizi per l'iter autorizzativo all'impianto da 100mila tonnellate annue previsto a Santa Maria Apparente. L'ingegnere e il collega Angelo Quintabà hanno presentato controdeduzioni: «Ridotte le opere di mitigazione e previsto un accesso da una strada inesistente»

Prosegue l’iter autorizzativo per il progetto dell’impianto di trattamento delle macerie del terremoto del 2016 previsto in via del Torrione, a Santa Maria Apparente. La Conferenza dei servizi in modalità telematica è stata convocata per il prossimo 30 luglio, mentre il comitato contrario all’opera torna a contestare il progetto, definendolo «peggiorato» rispetto alla versione iniziale.

Giorgio Medori
L’impianto avrebbe una capacità di trattamento di 100mila tonnellate di rifiuti all’anno e dovrebbe sorgere nelle vicinanze del santuario di Santa Maria Apparente. L’iter si era interrotto il 22 dicembre 2025, quando la società proponente aveva chiesto una sospensione di sei mesi per rispondere alle osservazioni presentate da Comune di Civitanova, cittadini, consiglieri comunali e dagli ingegneri Giorgio Medori e Angelo Quintabà.
Lo scorso 30 giugno la Provincia di Macerata ha pubblicato la documentazione integrativa e, trascorsi i termini previsti per ulteriori osservazioni, risultano depositate le controdeduzioni dei due professionisti. «Dall’analisi della documentazione integrativa presentata dalla ditta proponente si evince che il progetto è addirittura peggiorato – dicono Medori e Quintabà -nella versione iniziale tutto l’impianto era circondato da un terrapieno piramidale largo 5 metri ed alto 2, 5 metri, mentre ora tale terrapieno sul lato sud, è stato praticamente cancellato, a meno di due piccoli tratti, facendo sì che proprio le attività che si trovano di fronte rimangano prive di tale mitigazione, trovandosi di fronte 4 cumuli di materiale polverulento alti 8 metri. Inoltre dalla documentazione presentata il proponente dichiara di poter accedere all’impianto da via Sidney Sonnino, una strada sbarrata da blocchi di cemento, quindi inesistente. Inoltre, se via del Torrione è classificabile come strada urbana di tipo F di 6 metri contro i 6,50 metri richiesti dalla legge con marciapiedi di 3 metri non esistenti, non rappresenta una strada idonea al transito dei mezzi pesanti previsti nel progetto, la nuova previsione via Sidney Sonnino è puramente fantasiosa attualmente. Solo una variante specifica proposta dal Comune per aprire la strada in oggetto con le giuste caratteristiche tecniche potrebbe permettere l’accesso al futuro impianto ad oggi inesistente».
Il comitato ricorda inoltre che nell’ottobre 2025 era stata avviata una raccolta firme per chiedere l’istituzione di una zona di rispetto attorno al santuario di Santa Maria Apparente ai sensi del codice dei beni culturali. La richiesta, corredata dalle firme raccolte, era stata presentata alla Soprintendenza delle Marche.