Orim, i residenti chiedono il trasferimento
Il sindaco: «Ci vuole tempo, non sarà facile»
Arpam e Asur rassicurano sulle analisi

MACERATA - In più di 200 hanno partecipato ieri sera all'incontro con gli enti preposti al controllo ed al monitoraggio delle realtà industriali. Non sono mancati momenti di tensione. Il comandante dei vigili del fuoco Patrizietti: «In regola con la prevenzione incendi ma un rischio zero non c’è per un’azienda che tratta questo genere di rifiuti speciali». Il dirigente della Provincia Scarpecci: «Per ora abbiamo autorizzat solo la messa in sicurezza». Tiziana Bentivoglio dell'Area vasta 3: «I dati sono certificati, se qualcuno ne ha altri ce li porti»
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Più di 200 persone all’incontro pubblico di ieri sera

di Mauro Giustozzi

(Foto Fabio Falcioni)

Delocalizzare il sito Orim ed intanto chiedere alla proprietà di abbassare il rischio innalzando i sistemi di sicurezza. E bonificare al più presto l’azienda e le strade circostanti per abbattere i cattivi odori che continuano a sprigionarsi nelle zone adiacenti.

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Il sindaco Romano Carancini

Questo l’esito dell’affollato, oltre 200 persone, incontro che si è tenuto ieri sera e si è protratto per circa due ore mezzo tra la cittadinanza dei residenti nelle frazioni Piediripa e San Claudio con gli enti preposti al controllo ed al monitoraggio delle realtà industriali. Organizzato da Adas Macerata e moderato da Marco Bernabei che ha avuto il suo bel daffare per evitare che la tensione superasse i limiti di guardia. La discussione è stata franca, aperta ed ha visto presenziare anche numerosi esponenti politici di maggioranza ed opposizione comunale tra cui Sacchi, Pantana, Tacconi, Marcolini, Canesin, Iesari, Renna, Cherubini.
Non sono mancati momenti di tensione nel dibattito, soprattutto in merito ai dati dei campionamenti effettuati subito dopo l’incendio Orim. Oltre che al passato, nel riepilogare quelli che sono stati i passaggi fatti, il sindaco Romano Carancini ha ipotizzato soluzioni per il futuro, sollecitato da una platea che, a gran voce, ha chiesto che, alla luce dei numerosi incidenti occorsi alla Orim nel corso della sua attività (6 dal 2000 ad oggi come ha affermato il comandante dei vigili del fuoco, Patrizietti) uno spostamento del sito che tratta rifiuti speciali e pericolosi. Il comandante dei vigili del fuoco Patrizietti«Siamo in presenza di un’azienda che vanta un diritto acquisito sin dal 1984 di stare nel posto dove si trova –ha affermato il sindaco- e dobbiamo cercare di contemperare le esigenze di salute dei cittadini con quelle dell’impresa. E’ chiaro che sarebbe l’ideale trovare un luogo dove ci sono le condizioni dove trasferire la Orim. Ma non è semplice ed io oggi non ho risposte in merito da darvi. Due però sono i passaggi che si potrebbero ipotizzare. Il primo riguarda la sicurezza, chiedendo alla proprietà di fare investimenti sul sistema che garantisca un abbassamento del rischio e poi un controllo periodico della Orim in quanto soggetto recidivo in situazioni di incidenti avvenuti in passato. Il secondo passaggio quello di individuare un tempo limite, dico ad esempio 5 anni, per delocalizzare l’azienda in un’area, anche comunale, in grado di ospitare questo tipo di azienda lontana da centri abitati. Ma questo secondo passaggio non sarà facile, lo dobbiamo sapere tutti». Tra gli interventi quello che ha maggiormente rassicurato la popolazione è venuto da Maurizio Scarpecci dirigente ambiente della Provincia. «L’Aia (autorizzazione integrata ambientale) è sospesa –ha detto- e la Provincia ha dato precise indicazioni in questo momento all’azienda per complessive 16 operazioni da effettuare che riguardano la messa in sicurezza dell’area e niente altro. Non sono autorizzate altre operazioni se non quelle comunicate alla Orim. In un secondo tempo si valuterà la revisione dell’Aia attraverso una nuova conferenza dei servizi per capire se ci sono le condizioni perché possa essere rilasciata una nuova Aia alla Orim. Ma stiamo ipotizzando uno scenario futuro anche perché il sito continua ad essere sotto sequestro giudiziario in questa fase».

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La platea

Particolarmente sollecitato anche il comandante dei vigili del fuoco Pierpaolo Patrizietti sugli interventi effettuati nel corso degli anni alla Orim e sulla situazione trovata nell’azienda in merito all’impianto antincendio. «Dal 2000 ad oggi sono stati 6 gli eventi per i quali siamo intervenuti alla Orim –ha ribadito- di cui due per incendi che, nel primo caso hanno riguardato 700 mq di stabilimento e l’ultimo 5000 mq. L’azienda è sempre risultata in regola sul fronte della prevenzioni incendi. Pure in occasione dell’ultimo evento abbiamo utilizzato anche un idrante del loro impianto antincendio per spegnere e fiamme. Certo, quello che sappiamo e che tutti devono sapere è che un rischio zero non c’è per un’azienda che tratta questo genere di rifiuti speciali».
Molto bersagliato dalla platea anche Tristano Leoni responsabile Arpam sui dati dei campionamenti e sui metodi usati. «Abbiamo effettuato i campionamenti seguendo un preciso protocollo ed i successivi esami in collaborazione con l’Asur –ha detto Leoni- anche perché l’area della ricaduta polveri della nube era molto estesa e andava da Corridonia a Montecosaro. Il campione è stato rappresentativo di 8/10 tipi di vegetali ed abbiamo avuto, come pubblicato nelle analisi, ricadute scarse, ad esempio praticamente simili su campioni di verdura sporca e pulita. La ricerca sulle polveri ha riguardato le pm10 perché sono quelle indicate chiaramente nel decreto legge in casi del genere. Il picco c’è stato subito dopo l’incendio ma poi i valori già dal giorno successivo erano rientrati nei parametri previsti. Dico una cosa in più. Per scrupolo abbiamo fatto verifiche sulla possibile presenza di amianto sul tetto in eternit della fabbrica: ebbene è stato riscontrato che su 300 fibre di cellulosa 1 era di amianto. Una quantità impercettibile. In una copertura acquistata dalla Orim nel 2000 quando l’amianto era peraltro stato già messo al bando dalla legge e quindi non sarebbe stato neppure obbligatorio tale controllo».
Orim_IncontroPubblico_FF-3-325x217Sulla salute ha concluso Tiziana Bentivoglio, direttore del Dipartimento prevenzione di Av3. «Se aleggiano dubbi sulla nostra professionalità nell’eseguire i controlli –ha affermato la Bentivoglio- allora mandateci pure a casa. I dati riguardanti ciò che ha sprigionato la nube fuoriuscita dalla Orim sono certificati: se qualcuno ne ha di diversi ce li porti. Non è vero che non si sa quello che è bruciato in azienda: hanno preso fuoco solventi che bruciano rapidamente. Abbiamo fatto anche analisi sui foraggi che entrano più facilmente nella catena alimentare e sono risultati negativi. Così come quelli sugli uccelli morti ritrovati davanti alla Orim. Nessuna correlazione è stata riscontrata con l’incendio e nessuna traccia di diossina, metalli o ipa è stata trovata nei volatili. Io sono certa che se la situazione fosse stata più grave il sindaco Carancini avrebbe ordinato l’evacuazione delle aree limitrofe la Orim. Un ultimo dato è quello che ci è venuto dal 118 che il giorno dell’incendio e il successivo ha registrato un accesso al pronto soccorso ed una richiesta di consiglio per come comportarsi il giorno dell’incendio. Nessun cittadino si è presentato per malori dovuti all’incendio. Io credo che noi tutti abbiamo agito nella comunicazione del rischio col massimo della verità e della trasparenza».

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