Rogo alla Orim,
sopralluogo per messa in sicurezza

INCENDIO - Il controllo è stato programmato nel corso della riunione di ieri alla Soi. Attesa per la prossima settimana la pubblicazione dei dati sull'aria. L’associazione Frazioni e Centro ricostruiamo Macerata pone 7 domande
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Incendio alla Orim, svolto il sopralluogo che era stato concordato ieri nel corso della riunione alla Soi per la messa in sicurezza. Si tratta di attività legate ad evitare rischi di inquinamento ambientale anche in vista del maltempo previsto per la prossima settimana. Intanto per le tabelle con i dati relativi alle analisi dell’aria, l’Arpam spiega che dovrebbero essere disponibili intorno a mercoledì della prossima settimana. Il motivo per cui, a differenza dei dati su frutta e verdura, non sono stati diffusi ieri è che occorre completare il ciclo programmato con monitoraggi che vengono condotti per 7-8 giorni. Questa la spiegazione fornita dall’Arpam. Nel comunicato giunto nella serata di ieri veniva spiegato che le analisi avevano riguardato i parametri Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), metalli, diossine e furani. «I valori rilevati immediatamente dopo l’evento relativi al campionamento effettuato dalle 20,30 del 6 luglio alle 12,30 del 7 luglio 2018 hanno evidenziato concentrazioni modeste in relazione alla tipologia dell’evento e che sono risultate comunque in sensibile diminuzione nel secondo campionamento effettuato dalle 14 del 7 luglio 2018 alle 14 dell’8 luglio 2018». La conclusione era che: «Allo stato attuale secondo Asur i dati raccolti non destano preoccupazioni per la salute dei cittadini». L’incendio all’azienda Orim di Piediripa di Macerata è scoppiato il 6 luglio. Il rogo si è generato dal reparto dei solventi. I vigili del fuoco erano riusciti a spegnere l’incendio nel giro di tre ore. La procura ha posto sotto sequestro lo stabilimento e aperto un fascicolo per incendio colposo.

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Sulla Orim interviene anche Mattia Orioli dell’associazione Frazioni e Centro ricostruiamo Macerata. Lo fa ponendo 7 domande. La prima: è vero – si domanda – che l’impianto è classificato come industria insalubre di prima classe «per il fatto che l’azienda tratta i rifiuti solidi che rientrano (punto 100) nella lettera b) del decreto ministeriale 5 settembre 1994?». Altra domanda è se è vero che non dovrebbero esserci attività al pubblico nell’arco di 250 metri dall’azienda. Terzo: «ci risulta, salvo errori che l’articolo 216 del Testo unico delle leggi sanitarie prevede che le industrie insalubri “debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”. Così come l’articolo 4, comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 2001, stabilisce che le industrie insalubri di prima classe devono essere isolate in aree attrezzate e tenute lontano dall’abitato». Quarta domanda: «le Norme tecniche di attuazione (Nta) del Piano regolatore generale del comune di Macerata, all’articolo 22 “Zone Industriali” prevedono la “esclusione delle industrie insalubri di prima classe di cui al DM Sanità del 19/11/81”. E’ vero o no?». Quinto: si chiedono se sia vero o no che la legge regionale dell’8 marzo 1990 prevede che «Per gli insediamenti di industrie nocive e per gli allevamenti industriali i comuni individuano apposite zone attraverso varianti agli strumenti urbanistici generali». Sesto: «Nonostante la legge regionale sia del 1990 ci risulta, salvo errori, che il comune di Macerata non ha ancora individuato apposite aree destinate alle industrie insalubri attraverso la variante al Piano regolatore generale». Settimo, traendo le somme: «si deduce e potrebbe risultare che (salvo nostri errori di interpretazione o lettura di fonti normative errate) l’ubicazione dell’impianto di smaltimento dei rifiuti della Orim, nella zona industriale di Piediripa possa essere in contrasto in maniera palese con le Nta del Piano regolatore generale di Macerata, le quali vietano l’insediamento di un industria insalubre di prima classe all’interno della zona industriale, e viola anche le disposizioni legislative e normative in materia di ubicazione delle industrie insalubri di prima classe le quali tutte prevedono che tali industrie debbono essere “isolate in aree attrezzate” e localizzate lontano dai centri abitati.

Orioli aggiunge che le domande sono rivolte «alle varie istituzioni competenti a riguardo, ed in modo specifico e particolare al comune di Macerata, quale organo competente ad emettere il decreto di classificazione di industria insalubre o il provvedimento conclusivo di autorizzazione all’esercizio dell’attività comprensivo della Classificazione suddetta; atti che devono essere a firma del Sindaco in qualità di massima autorità sanitaria del Comune, al quale chiediamo immediata e diretta risposta. Chiediamo anche alle opposizioni cittadine tutte, di poter verificare l’esattezza delle nostre domande, e se tali fossero giuste, di chiederne risposta al sindaco di Macerata mediante interrogazione».

 



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