I risultati dei Ris inchiodano Oseghale
Intercettazione choc
tra Desmond e Awelima

ORRORE A MACERATA - Gli accertamenti svolti nei laboratori romani parlano di tre tracce biologiche trovate sul corpo della ragazza, due identificate, la terza è di un caucasico, sconosciuto, ma non coinvolto nel delitto. Su mannaia e coltello c'era il sangue della 18enne uccisa. Uno degli indagati definisce "cose da bambini" i fatti per cui è in corso l'indagine: «Abbiamo già fatto cose terribili». Innocent ha inviato 26mila euro in Nigeria nel corso degli anni, pur non lavorando
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Innocent Oseghale

 

di Gianluca Ginella

Omicidio di Pamela, tracce del sangue della ragazza trovate su coltello e mannaia sequestrati in casa di Innocent Oseghale, dna del nigeriano rinvenuto su di un mozzicone di sigaretta misto a quello della ragazza, e anche sul trolley di Pamela c’erano tracce di dna di Oseghale e di una persona rimasta sconosciuta.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Questi alcuni dettagli che emergono dai rilievi svolti dai Ris di Roma e depositati settimana scorsa. La procura ha inoltre ottenuto tre misure cautelari in carcere per i tre fermati per l’omicidio di Pamela (oltre a Oseghale sono Lucky Awelima e Desmond Lucky), per spaccio di droga. Nell’ordinanza del giudice si cita una intercettazione in cui Desmond Lucky dice: «abbiamo già fatto cose terribili» e con Awelima parla di come a loro avviso Oseghale avrebbe potuto disfarsi del corpo di Pamela.

Trovato solo il profilo di Innocent Oseghale e di nessun altro degli indagati. Questo emerge dalla perizia dei Ris di Roma. Tre le tracce di dna trovate sul corpo della ragazza. Una è di Oseghale, una è del taxista con cui la ragazza aveva passato delle ore il giorno precedente e poi c’è un terzo profilo genetico, appartenente ad un caucasico, che al momento non è stato identificato. Non si tratta comunque, secondo gli inquirenti, di qualcuno coinvolto con il delitto e la traccia risalirebbe a prima del 30 gennaio, giorno in cui la ragazza è stata uccisa.

L’avvocato Simone Matraxia, difensore di Oseghale

Altre tracce di dna di Oseghale sono state trovate sotto le unghie della ragazza uccisa. Per quanto riguarda invece la casa dove la ragazza è morta e dove poi era stata fatta una pulizia accurata, non sono state trovate tracce degli altri due fermati, ma del solo Oseghale. C’erano anche tracce di dna sia del 29enne misto a quello di Pamela su di un mozzicone di sigaretta. Altre tracce di Dna di Oseghale e di un altro sconosciuto erano sul trolley di Pamela. Altro fronte d’indagine è quello per lo spaccio di droga che viene contestato a tutti e tre gli indagati in stato di fermo. Per tutti la procura ha chiesto e ottenuto una misura cautelare in carcere che è stata emessa dal gip Giovanni Manzoni.

 

Il giudice ritiene sussistenti gli elementi a carico dei tre nigeriani in merito allo spaccio di eroina e (per Oseghale) di marijuana. Diverse le contestazioni ai tre nigeriani che si basano sia su testimonianze di clienti che su intercettazioni.

Desmond Lucky

A questo proposito inquietante una frase di Desmond Lucky che ad Awelima dice di essere stato un Rogged (appartenente ad una organizzazione criminale) e che i fatti per cui la procura procede sono «cose da bambini, abbiamo già fatto cose terribili». E poi parlano di come a loro avviso Oseghale poteva far sparire il cadavere di Pamela, dicendo cose raccapriccianti. Secondo il giudice i tre nigeriano sono associati nello spaccio di droga. Questo in base ad una conversazione in cui Desmond dice che Oseghale il 30 gennaio 2018 l’aveva chiamato presto per fare le consegne, tanto che lui aveva iniziato a spacciare fino a quando non l’aveva richiamato e gli aveva detto di consegnare una dose ad una persona che non aveva però trovato nel luogo indicato e a quel punto Oseghale aveva detto di riprendere da Awelima la dose destinata alla persona che non era stata trovata. Ci sono poi indagini patrimoniali dalle quali emerge che Oseghale, pur non avendo mai svolto alcuna attività lavorativa se non quella di spacciare droga, ha inviato in Nigeria 26mila euro fino al 20 maggio 2017.

 



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