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Pamela, «la disarticolazione?
Può anche essere opera
di qualcuno abituato con gli animali»

ORRORE A MACERATA - La 18enne è morta a causa delle ferite al fegato, nell'arco di alcune decine di minuti. Il medico legale che si è occupato dell'autopsia, Mariano Cingolani: «Non sono immediatamente mortali, lo diventano se la persona non viene assistita»
lunedì 9 aprile 2018 - Ore 19:54 - caricamento letture
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Il medico legale Mariano Cingolani

 

«A mio parere le dissezioni le ha fatte una persona esperta, ma non necessariamente un esperto di dissezioni umane, anche qualcuno abituato con gli animali potrebbe essere stato in grado di fare una simile operazione». Questo il parere del medico legale Mariano Cingolani che si è occupato dell’autopsia su Pamela Mastropietro i cui risultati sono stati forniti alla procura la scorsa settimana. La 18enne è morta, come già trapelato dai risultati preliminari, per le due ferite all’altezza del fegato. La difesa di Innocent Oseghale, uno dei tre nigeriani accusati di aver ucciso la ragazza romana, sostiene che non siano sufficientemente profonde da essere mortali. «Le ferite non sono immediatamente mortali – spiega Cingolani –, ma possono causare la morte, nell’arco di alcune decine di minuti, se la persona non viene assistita».

Innocent Oseghale

Morte legata «verosimilmente» a choc, «dissanguamento». Sul corpo della giovane c’era inoltre una ferita al capo, non mortale, e all’altezza del polso il buco di una siringa. L’autopsia ha confermato che Pamela aveva assunto eroina ma l’overdose è stata esclusa. La morte della ragazza viene fatta risalire tra le 11 del mattino del 30 gennaio e le 17 di quel giorno. Altri segni non c’erano. C’è poi il discorso di chi ha fatto a pezzi il corpo della ragazza. Cingolani, medico legale esperto, direttore dell’istituto di Medicina legale di Macerata e che in carriera si è occupato, oltre a quello di Pamela, di diversi altri casi che sono stati alla ribalta della cronaca, tra questi l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia (è stato uno dei consulenti del gip) dice che «a me per fare una operazione del genere servirebbero tre ore. Però con gli strumenti adeguati e in ambiente adeguato». Bisogna essere esperti per fare una operazione del genere? «Certamente sì. Ma una persona che ha esperienza con dissezioni di animali può essere capace a fare una operazione del genere». Oltre all’autopsia la procura di Macerata è in attesa del deposito delle indagini del Ris di Roma. Sin qui è emerso che sul corpo della 18enne c’erano tre tracce di dna. Una di Oseghale, una di un taxista che aveva trascorso delle ore con la ragazza e una terza che al momento non si saprebbe di chi è.

(Gian. Gin.)

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