Teuco, i 189 dipendenti
incrociano le braccia
MONTELUPONE - L'azienda posticipa il versamento della tredicesima al 31 maggio. Nuova protesta di tutti i lavoratori e delle sigle sindacali: "Dalla Certina ancora nessuna azione concreta"
di Emanuela Addario
Gli operai della Teuco incrociano le braccia e iniziano lo sciopero. Oggi pomeriggio, dopo una riunione sindacale all’interno dello stabilimento lungo la strada Regina a Montelupone, i rappresentanti delle varie categorie sindacali sono usciti dallo stabilimento ed hanno spiegato i motivi della nuova protesta.«A dicembre la proprietà si era impegnata in Regione per il versamento della 13esima entro il 31 marzo. Ieri ci hanno comunicato che è stato posticipato tutto a maggio. Così non possiamo andare avanti» spiega Giuliano Caracini della Femca Cisl.
«In ballo c’è anche la cassa integrazione di molti operai e gli stipendi correnti che ora vengono pagati a fine mese» continua Vincenzo d’Alessandro della Cgil di Macerata. Ad incrociare le braccia per circa mezz’ora oggi i 189 dipendenti del gruppo che da un paio di anni è stato ceduto per l’80% dalla famiglia Guzzini alla Certina Holding, un fondo finanziario tedesco che aveva garantito di risollevare l’azienda. «Veniamo da un lungo periodo di difficoltà- dice D’Alessandro- C’è molta delusione tra gli operai anche perché ci sono molte incertezze anche sui fondi pensionistici. Sono due anni che andiamo avanti con le stesse problematiche senza che la proprietà si degni di muovere un dito”.
Tanta incertezza sul futuro e apprensione anche negli occhi di Manuel Broglia della Uil Tec. «Ad oggi non abbiamo visto nessuna azione concreta. Vista la gravità della situazione bisognerebbe riaprire un tavolo di confronto e trattative. Rispetto a prima siamo in due mondi completamente diversi. La famiglia Guzzini, dobbiamo dire, ha provato a dare una svolta prima di cedere le quote. Questa nuova realtà no» concludono gli operai incrociando le braccia di fronte ai cancelli d’entrata.













Quessa è una agonia…
Massima solidarietà agli operai.
Mi pare evidente che la famiglia Guzzini ha abbandonato al suo destino il territorio fregandosene di chi ha dato per tanti anni il sangue per loro…