Teuco annuncia 108 licenziamenti,
la reazione: sciopero e impugnazione

MONTELUPONE - L'azienda ceduta lo scorso anno da Guzzini a Certina holding riduce al minimo il personale oggi di 184 unità. Cgil, Cisl e Uil: "Cassa integrazione per loro non più conveniente, nessuna attenzione al territorio, nessun piano di investimenti. Solo tagli che portano alla liquidazione"
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Manuel Broglia, Marco Ferracuti, Daniel Taddei e Vincenzo D'Alessandro

Manuel Broglia, Marco Ferracuti, Daniel Taddei e Vincenzo D’Alessandro

 

di Gabriele Censi

Teuco annuncia la mobilità per 108 dipendenti. Un taglio drastico e inatteso che riduce ai minimi termini le professionalità dell’azienda (194 lavoratori oggi rispetto ai 400 del 2007) con sede a Montelupone. La Spa, unica del settore arredobagno nel territorio, è di proprietà per l’80% di Certina Holding e per il 20% del gruppo Guzzini che l’ha fondata e ceduta nel 2015 all’investitore tedesco. I sindacati hanno annunciato lo sciopero e l’impugnazione del provvedimento che si aggiunge ad un ulteriore taglio di altri 50 lavoratori. Taglio quest’ultimo che era stato invece accettato dalle parti e con una uscita volontaria al 21 dicembre prossimo. L’incontro di oggi, nella sede della Cgil a Piediripa con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, le relative federazioni di categoria (Filctem-Femca-Uiltec), le Rsu e alcuni lavoratori, è servito per fare il punto sul travagliato percorso che l’azienda ha fatto dopo la cessione del 2015. “La situazione era difficile – spiega Marco Ferracuti della Cisl – ma c’è stata la disponibilità del lavoratori che hanno accettato contratti di solidarietà e cassa integrazione in attesa di una auspicata ripresa, ma le nostre perplessità iniziali si sono rinforzate dopo questi ultimi tumultuosi eventi. Manca soprattutto la trasparenza”. “La scelta improvvisa dell’azienda si inserisce in un quadro nazionale – spiega Daniel Taddei della Cgil – che con le nuove norme del Jobs act rende gli ammortizzatori sociali più costosi e quindi hanno preferito ridurre i costi con i licenziamenti, senza tenere in alcun conto delle ripercussioni sociali e territoriali. La conseguenza dell’arrivo di fondi e multinazionali è la spersonalizzazione dei rapporti, non più persone ma numeri, così stanno depredando in maniera devastante il nostro territorio”.

La protesta dei lavoratori dello scorso febbraio

Lo sciopero dello scorso 22 febbraio

 

“Investimenti non ce ne sono- dice Stefano Tombesi della Fillea –  le novità che si sono viste in azienda sono la sostituzione delle cartucce delle stampanti a colori con quelle in bianco e nero e un nuovo modello di cabina doccia che segue standard più cinesi che italiani”. “Tutto è un costo per Certina – dice Vincenzo D’Alessandro (Fillea Cgil) – con Guzzini c’era attenzione al sociale e al territorio. Un esempio era il trattamento per i lavoratori disabili, per la loro dignità partecipavano al reddito anche gli altri lavoratori. La prima richiesta all’insediamento della nuova proprietà è stata di portarli a zero ore. Ma anche da Guzzini ci aspettiamo oggi un’assunzione di responsabilità”. Manuel Broglia della Uil ritiene certamente attaccabile giuridicamente il provvedimento: “Si tratta di una forzatura della legge sulla mobilità e i precedenti sono tutte sentenze di annullamento, useremo tutte le armi per contrastare quella che si sta manifestando come una volontà di liquidare l’azienda” .

Lo sciopero dello scorso 22 febbraio

Lo sciopero di febbraio

Mercoledì (26 ottobre) sono previste le prime due ore di sciopero dalle 10 alle 12, poi dopo l’incontro con i vertici di giovedì prossimo saranno pianificate le altre iniziative. L’arma dello sciopero era stata usata già lo scorso febbraio (leggi l’articolo) ed aveva sollecitato anche l’interessamento dei sindaci di Recanati e Montelupone, Francesco Fiordomo e Rolando Pecora (oggi presente l’assessore Giordano Elisei), per un chiarimento. All’incontro di allora la società aveva presentato un piano che prevedeva ancora due anni di perdite e ulteriori sacrifici per i lavoratori. La nota positiva era la situazione di cassa ma gli ultimi sviluppi riportano di fronte a scenari negativi che coinvolgono anche altri soggetti. Erano presenti oggi anche due professionisti in rappresentanza di creditori dell’azienda che hanno auspicato un fronte comune “a difesa del lavoro e di tutta l’economia del territorio”.

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La riunione

 

 



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