I lavoratori tra fiducia e preoccupazione
dopo gli incontri con Teuco e Certina

Dipendenti e sindacati giudicano non negativo l'ingresso del nuovo socio ma restano attenti e chiedono chiarezza e confronto. La finanziaria del gruppo Guzzini avrebbe scelto di firmare il preliminare di vendita con la società tedesca perché ha dato maggiori garanzie occupazionali rispetto ai taiwanesi di Ibs. Ferracuti (Cisl): “Non entusiasti ma senza preconcetti”. Più critico Taddei della Cgil: “Pesa il precedente con la Vitaviva di Castelraimondo”
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Lo stabilimento Teuco di Montelupone

Lo stabilimento Teuco di Montelupone

di Marco Ricci

Una non sfiducia, si sarebbe detto nel 1976 ai tempi del terzo governo Andreotti, quella che i lavoratori della Teuco hanno espresso oggi nei confronti dell’ormai più che probabile cessione dell’azienda da parte della finanziaria del gruppo Guzzini, la Fimag, dopo la firma del preliminare di vendita con la Certina Holding, società tedesca specializzata in ristrutturazioni aziendali (leggi l’articolo) e dopo gli incontri tra i sindacati con i vertici sia di Certina che di Teuco. Una non sfiducia all’ingresso del nuovo socio a cui andrà l’80% della società, accompagnata però da incertezze e preoccupazioni, a partire dalla garanzia del mantenimento dei livelli occupazioni, al piano industriale fino agli investimenti necessari per rilanciare un’azienda che, pur fatturando ancora 30 milioni di euro nel 2014, è in crisi ormai da sette anni. La firma definitiva dell’accordo vincolante dovrebbe avvenire all’incirca entro il 25 maggio, dieci giorni durante i quali i lavoratori vorrebbero avere chiare garanzie. In conferenza stampa, ad accompagnare alcuni lavoratori della Teuco, i rappresentanti della Femca Cisl, della Filtec Cgil, della Rsu interna, affiancati dal segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, e dal segretario provinciale della Cgil, Daniel Taddei.

Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil Macerata

Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil Macerata

Pesa sulla valutazione dell’operazione, in particolare nelle parole di Daniel Taddei, la non certo brillante conclusione della cessione a Certina di un’altra azienda del maceratese, la Vitaviva di Castelraimondo, ditta che poi chiuse i battenti non riuscendo a riprendersi dal momento di crisi. Situazioni diverse ed aziende diverse, si è più volte ripetuto oggi anche riportando le parole dei manager di Certina e considerando come il marchio Teuco abbia una sua posizione sul mercato. Sia i lavoratori che i rappresentanti sindacali, in ogni caso, sono perfettamente consapevoli della delicatezza della situazione di Teuco e magari della necessità, dopo il fallimento da parte del vecchio management nel rilanciare l’azienda, di nuovi soci. I rappresentanti dei lavoratori, nel ripercorrere le vicende, hanno ricordato gli sforzi sia della proprietà che dei dipendenti per mantenere in questi anni la continuità aziendale, anche attraverso l’utilizzo di diverse forme di ammortizzatori sociali, tra cui la firma di un recente contratto di solidarietà valido per tutto il 2015. Un percorso in qualche modo costruttivo che non è però sfociato, come si sperava, nella ripresa di Teuco a causa, così affermano i lavoratori, di scelte aziendali sbagliate, come il ritardato ingresso sui mercati emergenti a fronte di una crisi interna che ha ridotto le vendite in Italia.

Marco Ferracuti

Marco Ferracuti

“Né entusiasti ma senza preconcetti – ha spiegato Marco Ferracuti dopo gli incontri con Certina e Teuco– ci misureremo sulle questioni concrete, sul dove si vorrà investire e quando, augurandoci come il piano industriale, che ci sarà fatto vedere dopo la firma definitiva, lascerà spazio per i nostri suggerimenti. Se ci vorrà essere confronto noi ci saremo e saremo costruttivi, se le decisioni saranno altre e colpiranno i lavoratori o il futuro dell’azienda, ovviamente l’atteggiamento sarà diverso.” Dagli incontri avuti dai sindacati a margine dell’accordo, sarebbe emerso come la scelta della vecchia proprietà di firmare con la società tedesca sia stata dovuta principalmente alle maggiori garanzie di continuità operativa sul territorio date da Certina rispetto alle opzioni messe sul tavolo dalla taiwanese Ibs, l’altra società che insieme a Certina aveva presentato le uniche due offerte vincolanti.

Se di “preoccupazione priva però di pregiudizi” ha parlato anche Elisa Pergolesi, della Rsu di Teuco, rimane pur sempre palpabile la tensione tra i lavoratori, in particolare per l’incertezza sui termini dell’accordo, incertezza che, secondo alcuni, rischia di allargarsi alla filiera dei clienti e dei fornitori di Teuco. Si chiedono dunque risposte e un incontro con la Fimag accompagnato dall’impegno della proprietà a garantire e difendere il rispetto dei livelli occupazionali nel piano industriale in via di definizione, augurandosi che quella fiducia trasmessa a parole trovi al più presto una forma scritta. Molti dei dipendenti presenti infatti, pur lamentando la loro scontentezza per l’operato del management Teuco, danno un giudizio favorevole verso l’atteggiamento tenuto in questi anni dalla famiglia Guzzini a cui riconoscono l’impegno nel mantenere l’operatività aziendale. “Presa la mano – ha detto una lavoratrice di Teuco – ci auguriamo che ora non la lascino e ci dicano quali garanzie hanno avuto da Certina”. Una richiesta di chiarezza alla Fimag ma anche l’impegno a far valere quel 20% di quote societarie in difesa dell’occupazione e della continuità produttiva sul territorio.



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