
Alcuni bambini etiopi

La scuola di Lenda
di Alessandro Feliziani
Le difficoltà che la città di San Severino sta attraversando a seguito del terremoto non hanno spezzato il filo di solidarietà che da anni unisce la comunità sanseverinate con alcune delle zone più povere dell’Etiopia. Nei giorni scorsi alcuni componenti della onlus “Sorrisi per l’Etiopia”, costituita tempo fa a San Severino, si è recata nel paese africano per portare aiuti, ma anche per individuare nuove necessità e verificare lo sviluppo delle iniziative già finanziate in passato. Prima fra tutte la costruzione di tre edifici scolastici sorti in questi ultimi anni nel villaggio di Lenda. La scuola attualmente ospita ogni giorno 450 alunni che, grazie al costante finanziamento assicurato dall’associazione settempedana, possono usufruire oltre che dei sussidi scolastici anche di un pasto quotidiano. La delegazione – guidata da Fabio e Vincenza Scuriatti, coordinatori della onlus – è stata accolta festosamente dalla scolaresca di quella località, dove i bambini hanno anche esposto per l’occasione il tricolore italiano.

La delegazione nella clinica di Kenafa
A Kenafa, un’altra delle località visitate, la generosità dei settempedani ha permesso di fornire venti letti e centinaia di farmaci per un nuovo padiglione di una clinica recentemente costruita da una onlus scozzese. A Soddo, dove c’è una missione del francescano marchigiano padre Marcello di Pesaro, i volontari di San Severino hanno visitato la casa famiglia gestita da due italiani, consegnando un computer per una delle ragazze lì accolte, la quale è riuscita a frequentare l’università. In questo stesso villaggio, l’associazione “Sorrisi per l’Etiopia” sostiene già dallo scorso anno una comunità di non vedenti, dove gli aiuti sono finalizzati soprattutto ad aiutare una scuola nella quale s’insegna ai bambini a leggere con i sussidi dotati della scrittura “braille”.

La casa famiglia di Soddo
L’attenzione della comunità di San Severino per l’Etiopia nasce diversi decenni fa con la missione del religioso cappuccino settempedano, Domenico Marinozzi, rimasto nel paese africano per oltre trent’anni. Lì nel 1982 è diventato vescovo (nominato nel 1982 da papa Giovanni Paolo II) di una vasta zona nella provincia del Wolayta, a 350 chilometri a sud di Addis Abeba. Oggi che mons. Marinozzi è rientrato in Italia (vive a Loreto) la presenza dei cappuccini di San Severino Marche in Etiopia trova continuità con padre Gino Binanti, il quale coopera con altri frati marchigiani nella gestione di varie missioni e nel tenere i contatti con le Marche per numerose adozioni a distanza. Della delegazione rientrata in questi giorni dall’Etiopia hanno fatto parte anche padre Gianni Pioli, del convento di Renacavata di Camerino, profondo conoscitore di quel paese africano e il fotografo settempedano Claudio Scarponi, autore delle foto qui pubblicate.

La scuola dei bambini non vedenti

Lenda

La comunità di non vedenti

La clinica di Kenafa

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