Centrodestra verso il voto:
c’è la coalizione, candidato cercasi

CIVITANOVA - A sorpresa spunta l'alleanza fra Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e la civica Libera che però non appoggiano nè Morresi nè Ciarapica. Domani la presentazione dell'ex vicesindaco di Massimo Mobili. Incontro al vertice tra Brini e Ceroni
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Da sinistra Massimo Belvederesi (Fdi) Giuseppe Cognigni (Lega) Consuelo Fortuna (Fi) Giovanni Corallini (Libera)

di Laura Boccanera

Si forma la coalizione di centrodestra con Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e lista Libera. Non appoggia (per ora) nè Morresi nè Ciarapica. Assume le sembianze di un Risiko la politica civitanovese in vista delle prossime elezioni amministrative. E con un tempismo da manuale questa mattina, un giorno prima della presentazione ufficiale del candidato Claudio Morresi, i referenti cittadini dei partiti di centrodestra comunicano che hanno trovato un accordo programmatico, un “patto di sangue” lo chiama Massimo Belvederesi di FdI per andare uniti. Una risposta alle fughe in avanti dei due candidati di riferimento dell’area di centro destra e destra Claudio Morresi e Fabrizio Ciarapica. Come a dire che i partiti si sono riuniti tra loro, che studieranno un percorso comune, che ciascuno farà un nome e poi si deciderà chi è il sindaco della coalizione.
Un messaggio forte e chiaro per i candidati già lanciati verso i quali fa sapere la coalizione “non c’è alcuna pregiudiziale” anche se il gioco di potere per la supremazia è sottile. Presenti questa mattina Massimo Belvederesi per Fratelli d’Italia, Giuseppe Cognigni per la Lega nord, Consuelo Fortuna per Forza Italia e Giovanni Corallini per Libera. «I partiti che sono presenti qui sono quelli che hanno governato Civitanova per 18 anni – dice Belvederesi – da qui si deve ripartire. Il centrodestra è questo. Abbiamo deciso non di partire dal guidatore, ma dal carro. Prima il programma e poi vedremo di individuare una figura credibile e presentabile che vada bene a tutta la coalizione. Ma chi è dentro poi non può tirarsi fuori se non viene scelto il proprio candidato, è un patto di sangue. Non vogliamo imporre, ma neanche imposizioni, ognuno sia libero di fare il proprio nome». L’invito è rivolto anche ai due candidati già pubblici, ma è chiaro che per loro sarebbe rinunciare ad una sorta di primogenitura e sottoporsi al giudizio collettivo dei partiti rischiando di perdere la corsa a Palazzo Sforza prima ancora del giudizio degli elettori. Un metodo differente che viene ribadito anche da Cognigni della Lega: «nelle prime riunioni indette da Massimo Mobili si parlava di sindaci, di moderati, di buonisti. La Lega non è nè moderata nè buonista. Tra le linee guida del nostro programma al primo posto c’è la sicurezza. Dal giorno dopo la vittoria ripristineremo l’ordinanza anti accattonaggio, nessuno può chiedere l’elemosina, e poi controlli sulle residenze, un ufficio sicurezza e uno anticorruzione e aumento di personale per la polizia municipale».  Punterà nel programma su famiglia e sociale Forza Italia rappresentata dalla referente comunale Consuelo Fortuna che dichiara che «l’esigenze principale è tornare a occuparci delle priorità di Civitanova, giovani, scuola e istruzione». Soddisfatto per la “quadra” Giovanni Corallini che ammonisce: «finisce qua la politica di accontentare chi bussa, delle spese di propaganda. In questi giorni valuteremo i rapporti con le altre civiche, non andremo oltre la metà di febbraio per il nome del candidato sindaco, auspichiamo un centrodestra unito e il ritorno del figliol prodigo».

Ma con altrettanto tempismo questa mattina anche un’altra riunione era in atto in città: seduti allo stesso tavolo Remigio Ceroni, coordinatore regionale di Forza Italia, Ottavio Brini, Giuseppe Baioni e Corrado Perugini. Rimane da capire quale sia la posizione ufficiale di FI se da un lato il coordinatore regionale ragiona con l’ “apparato storico” del partito mentre la referente locale dichiara di unirsi in coalizione con gli altri partiti. «Ci sono regole che vanno rispettate – dichiara Ceroni – Civitanova si deve rapportare per fare accordi con la direzione nazionale, altrimenti qualsiasi iniziativa deve reputarsi nulla. Solo ieri Berlusconi ha nominato la commissione per le coalizioni a sindaco nei comuni sopra a 15mila abitanti. La Fortuna non ha concordato alcuna linea politica con il partito quindi ha agito a titolo personale».



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