Elezioni, l’utimatum di Rogani al Pd:
“Mi candido solo se c’è coalizione forte”

CIVITANOVA - Il commercialista, espressione della lista Uniti per le Marche puntualizza, la sua intenzione di partecipare con un gruppo compatto. Colloqui anche con lnsieme per Civitanova di Morresi e Marinelli
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Flavio Rogani

di Laura Boccanera

«Mi candido solo con una coalizione ampia, posso essere il candidato espressione di Uniti per le Marche a patto che dietro ci sia un progetto di unificazione del centrosinistra». E’ disposto anche a fare un passo indietro Flavio Rogani, annunciato come candidato sindaco qualche settimana fa dalla sua lista. Un passo indietro subordinato ad un progetto di unificazione dei partiti e delle liste per andare almeno al ballottaggio. Lo scenario politico in vista delle amministrative si complica e il nome di Rogani era uscito come un fulmine a ciel sereno, ma il commercialista civitanovese non vuole correre come primo cittadino solo con UpM, l’obiettivo è unire il centrosinistra, anche se dialoghi e incontri ci sono stati anche con la lista di Insieme per Civitanova di Morresi e Marinelli. «Non ci sto a fare il candidato di una lista che non ha la possibilità di competere, posso essere il nome espressione della lista, ma ci si sieda al tavolo e si cerchi un accordo fra le varie forze, dai moderati al Pd».
Rogani sa che bisogna anche accettare qualche di “inghiottire qualche rospo” ed è disposto ad esporsi a patto che ci sia una possibilità di vittoria: «alla mia età posso spendermi per la comunità, non certo perchè ambisco a fare il sindaco, sono candidato della lista, ma se non c’è una coalizione non farò il candidato sindaco – e lancia la striglia anche ai vecchi della politica – facciano tutti un passo indietro, dai Brini ai Marinelli, ma anche Costamagna, Gismondi e Silenzi. Il fallimento dell’amministrazione Corvatta non è politico, piuttosto sono prevalsi i personalismi. Non si identifichi la volontà delle liste con le volontà dei loro leader». Rogani ha fatto i conti e al suo fianco sa che servirebbe almeno il Pd e la Nuova città o quest’ultima e la civica di Marinelli per poter sperare di andare almeno al ballottaggio con i 5 stelle che rimangono gli avversari più temuti considerando la frammentazione che alberga anche nel centrodestra. E infine l’appello a smuovere le acque: «è tempo che il Pd dica che cosa vuole fare».



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