In aula l’Infinito di Leopardi:
al via il processo

RECANATI - Si è aperto questa mattina il procedimento che vede al centro la terza copia autografa del manoscritto del poeta, risultata essere un falso

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Il manoscritto dell'Infinito di Leopardi

Il manoscritto dell’Infinito di Leopardi

 

Falso manoscritto dell’Infinito di Leopardi: al via il processo al tribunale di Macerata. Due le persone che sono sotto accusa per aver detenuto al fine di metterla in vendita la terza copia autografa della poesia, poi risultata una copia.

E’ il caso che c’è due senza tre: di copie autografe dell’Infinito di Leopardi, ha accertato una perizia che era stata disposta dal gip, ne esistono solo un paio. Non di più. Per mesi però si era aperto un dibattito se la copia (sarebbe stata la terza) di proprietà di Luciano Innocenzi, fosse autentica. Dubbi che fin dall’inizio erano stati sollevati proprio da Cronache Maceratesi. Il manoscritto era pure finito al centro di un convegno organizzato dall’università di Macerata ed era stato messo in vendita alla casa d’aste Minerva auction di Roma con una valutazione che superava i 100mila euro e la Regione che pareva tra gli interessati all’acquisto. Vendita che era però stata bloccata dopo che il manoscritto era stato visionato da una funzionaria della Soprintendenza dei Beni culturali di Roma, che segnalò ai carabinieri che, a suo parere, era un falso. Erano così iniziate le indagini della procura di Macerata che aveva indagato Innocenzi e Luca Pernici, direttore degli istituiti culturali di Cingoli (era stato lui a scoprire il manoscritto in un archivio e a farlo esaminare da alcuni esperti). Per fare chiarezza il gip Domenico Potetti aveva affidato la consulenza ad un perito. Questo, esaminato il manoscritto, aveva detto che si trattava di una stampa che risale agli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Un falso, una sorta di fac simile o clone di quello autentico. L’indagine aveva portato inoltre ad accertare che la stampa era stata fatta con un torchio a piano, in una stamperia di Civitanova (che è risultata estranea ai fatti). Questa mattina per Pernici e Innocenzi si è aperto il processo davanti al giudice Claudio Bonifazi ed è stato rinviato all’8 giugno del prossimo anno per sentire i primi 4 testimoni. I due imputati si sono sempre difesi sostenendo di aver agito in buona fede e che in base ai test effettuati ritenevano fosse una copia autentica. L’accusa è sostenuta dal pm Lorenzo Pacini. Pernici è assistito dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni, Innocenzi è difeso dall’avvocato Marco Cercaci.

(Gian. Gin.)

 


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