«Acquistare un locale in centro storico
non sembra una priorità.
C’è sovrabbondanza di spazi»

POTENZA PICENA - Tommaso Gaballo, consigliere comunale di opposizione, scettico sui contributi fino a 10mila euro per aprire attività nel borgo antico: «Stanziati solo 40mila euro per il 2026, per cui il rischio è che siano solo quattro i beneficiari. Sarebbe stato meglio investire per finanziare l’acquisto di beni strumentali per le nuove attività»

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Tommaso Gaballo

È davvero una priorità offrire la possibilità di un contributo massimo di 10mila euro per l’acquisto di un locale in centro storico? Tommaso Gaballo, consigliere comunale di opposizione, è scettico sull’effettivo impatto della misura, varata in via sperimentale dall’amministrazione comunale nell’ambito del progetto “Galleria naturale”.

«Un progetto nato nel 2022 dalla pregevole iniziativa dell’allora assessore Tommaso Ruffini che inizialmente prevedeva, oltre ad altre misure di incentivazione, un’agevolazione “a scalare” con la quale il Comune contribuiva al pagamento degli affitti delle nuove attività insediate in centro storico – ricorda Gaballo – il 27 luglio scorso l’amministrazione Tartabini ha modificato questa formula eliminando la Linea A che prevedeva sostegni fino al 50% per le attività nate nel triennio 2022-2024, lasciando invariata la Linea B per le nuove attività che vogliono insediarsi con sostegni “a scalare” fino all’80%, 70% e 50% per i soli primi tre anni, ed ha introdotto una nuova misura che prevede il contributo massimo di 10mila euro per l’acquisto di immobili finalizzato all’apertura di nuove attività. Si potrebbe discutere sull’opportunità di escludere dalle misure di sostegno chi inizialmente ha creduto nel progetto, come del fatto che gli stessi non abbiano accesso al contributo di 10mila euro per acquistare gli immobili nei quali hanno insediato la propria attività, ma è più interessante soffermarsi sull’ultima misura adottata. Siamo certi che l’acquisito di un locale sia effettivamente il primo problema che si trova di fronte un commerciante o un professionista che vuole aprire oggi la sua attività? Sembrerebbe di no, vista la sovrabbondanza di locali da affittare disponibili nel centro storico di Potenza Picena e la possibilità di usufruire di un contributo triennale messo a disposizione dal Comune per sostenere l’affitto».

La cosa, secondo l’esponente di Idea Futura, appare ancora più evidente se misurata con problematiche di scala più ampia come la nascita dei centri commerciali prima e l’espansione dell’e-commerce poi, che hanno progressivamente colpito il commercio di vicinato. «Siamo certi che al posto di 10mila euro di contributo per comprare un locale non sarebbe stato più utile investire queste risorse per finanziare l’acquisto di beni strumentali per le nuove attività? O ancor meglio cercare di aggregare i servizi a sostegno delle varie attività che aderiscono alla Galleria naturale? – afferma Gaballo – trasformare la Galleria Naturale in un soggetto giuridico in grado di aggregare servizi di consulenza, gestione delle piattaforme online e pubblicità, avrebbe forse consentito di dare un impulso maggiore al progetto? Anche perché finora gli investimenti del Comune in ambito pubblicitario non hanno sortito gli effetti voluti, e si sono moltiplicati i portali turistici e informativi con l’effetto di aumentare soltanto i costi. Il rischio è che questa misura, nata per implementare un sistema di attività commerciali messe in rete, si traduca nei fatti in un vantaggio per massimo quattro soggetti visto che a bilancio sono stanziati soltanto 40mila euro per il 2026».

Resta inoltre irrisolto un altro importante problema strettamente legato allo sviluppo commerciale del centro storico di Potenza Picena, ovvero quello della residenzialità. «È difficile immaginare un commercio di prossimità ed un centro storico “vivo” se questa rete non è inserita in un contesto che i cittadini vivono e frequentano tutto l’anno durante l’arco della giornata – continua Gaballo – anche per questo risulta insostenibile l’inazione dell’amministrazione Tartabini riguardo la revisione degli strumenti di pianificazione urbanistica, su tutti il Piano particolareggiato del centro storico ormai obsoleto. Andrebbero progettate misure analoghe a quella della “Galleria naturale” in ambito di edilizia privata favorendo le ristrutturazioni in centro storico, coinvolgendo gli istituti bancari locali e prevedendo l’erogazione di contributi da parte del Comune per l’abbattimento della quota di interesse dei mutui. Bisognerebbe intervenire sulla qualità del tessuto urbano riqualificando le aree degradate del centro (selciati, sottoservizi, illuminazione) per favorire gli investimenti dei privati, anziché spendere 1,5 milioni per inserire un ascensore nella Torre Civica. Infine un ulteriore tema per quanto scomodo esiste, ovvero il fatto che la misura sia rivolta soltanto al centro storico di Potenza Picena, escludendo altre zone storiche della città su tutte il Rione Casette di Porto Potenza, che andrebbe ripensato prendendo a modello il Borgo Marinaro di Civitanova in un’ottica di sviluppo commerciale e turistico. Insomma la stessa prudenza che esprime l’amministrazione Tartabini con questa misura definita “sperimentale” per il solo 2026 è d’obbligo, e le valutazioni vanno rimandate fra tre anni per valutare la riuscita di questa misura recentemente introdotta. Mi auguro che nel mentre l’amministrazione intervenga anche sui vari aspetti che sottolineo e che riproporremo in Consiglio comunale con il gruppo Idea Futura».

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