Strage, Pellicanò confessa:
il tubo del gas l’ha svitato lui

ESPLOSIONE DI MILANO - Il marito di una delle vittime è stato sentito dal gip nel corso della convalida del fermo. L'uomo si sarebbe assunto la responsabilità del gesto che portò alla morte della moglie e di due ragazzi della nostra provincia, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi
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I vigili del fuoco dopo l'esplosione

I vigili del fuoco dopo l’esplosione

 

Strage di Milano, Giuseppe Pellicanò sentito dal gip: l’uomo, sottoposto a fermo e unico indagato per l’esplosione della palazzina di via Brioschi, avrebbe confessato di aver svitato lui il tubo del gas. Emerge dal provvedimento del gip del tribunale di Milano, Giusi Barbara, che oggi non ha convalidato il fermo non ritenendo sussistere il pericolo di fuga ma ha confermato la custodia cautelare in carcere. A riferirlo è l’Ansa. La confessione di Pellicanò emerge dal provvedimento del gip. L’uomo avrebbe reso una piena confessione dicendo di aver usato delle pinze per svitare il tubo del gas in cucina. Differentemente da quanto emerso in un primo momento, Pellicanò avrebbe dunque detto di essere stato lui l’autore della violenta esplosione che il 12 giugno scorso ha ucciso, oltre alla moglie, Micaela Masella, anche i due ragazzi che vivevano nell’appartamento di fianco: Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi. Due giovani della nostra provincia che erano andati a Milano per inseguire i loro sogni. Le loro vite sono state spezzate dall’esplosione che si è generata forse per problemi che Pellicanò aveva con la moglie che stava per lasciarlo. L’uomo, assistito dall’avvocato Giorgio Perrone, avrebbe comunque negato l’intenzione di uccidere la moglie: “Né Micaela né le mie bambine”. Ha però anche spiegato al giudice che aveva preso dei farmaci, di quelli che annebbiano la mente.



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