Esplosione di Milano,
c’è un indagato per strage

DRAMMA - Si tratta di Giuseppe Pellicanò, l'inquilino dell'appartamento accanto a quello di Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, i due fidanzati rimasti uccisi nello scoppio. L'uomo è stato iscritto nel registro degli indagati e potrà nominare un proprio consulente per gli accertamenti tecnici sul tubo del gas della sua abitazione che saranno svolti lunedì
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A sinistra l'appartamento di Chiara e Riccardo (nel cerchio rosso), con il balcone e i muri del bagno rimasti integri dopo l'esplosione

A sinistra l’appartamento di Chiara e Riccardo (nel cerchio rosso), con il balcone e i muri del bagno rimasti integri dopo l’esplosione

 

Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi

Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi

 

di Gianluca Ginella

Esplosione della palazzina di Milano, indagato per strage Giuseppe Pellicanò il marito di una delle tre vittime, Micaela Masella, 43 anni. La procura lo ha iscritto nel registro degli indagati in vista di un accertamento tecnico che verrà svolto lunedì sul tubo del gas dell’appartamento dei coniugi Pellicanò-Masella.

Potrebbe esserci un gesto volontario dietro la strage di Milano dove hanno perso la vita Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa. L’esplosione era avvenuta la mattina del 12 giugno, una domenica, in via Brioschi. Tre le vittime: i due ragazzi della nostra provincia e la 43enne Micaela Masella. Erano rimasti feriti in modo grave anche il marito della donna e le due figlie. Ora la procura di Milano che sta conducendo le indagini su quanto avvenuto quella mattina ha iscritto nel registro degli indagati Pellicanò. Il reato ipotizzato è quello di strage. L’iscrizione nel registro degli indagati consentirà a Pellicanò di nominare un proprio consulente per partecipare agli accertamenti tecnici sul tubo del gas della cucina della sua abitazione e su altri che la procura potrebbe decidere di svolgere nel prosieguo delle indagini. La procura ha posto al proprio consulente alcuni quesiti. Uno di questi è verificare se vi sia stata la manomissione del tubo del gas, un altro riguarda la conformità del tubo, se vi siano segni di usura, se la manutenzione sia stata corretta. Inoltre verranno rilevate le impronte digitali. All’accertamento saranno presenti anche i legali delle famiglie dei due ragazzi morti, gli avvocati Danilo Bompadre e Paola De Pascalis che nomineranno un loro consulente per partecipare all’accertamento. L’analisi del tubo del gas potrebbe dire parecchio sulle cause che hanno generato l’esplosione la mattina del 12 giugno. Pellicanò è ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano per le gravi ustioni su diverse parti del corpo riportate nell’esplosione. Insieme a lui ci sono le sue due figlie, di 11 e 7 anni. Da quanto accertato Pellicanò e la moglie erano in pratica separati in casa, una crisi matrimoniale che nelle ipotesi degli inquirenti potrebbe aver dato origine a quanto successo il 12 giugno. Le indagini finora svolte avrebbero chiarito che la fuga di gas è nata nell’appartamento di Pellicanò e della moglie, anche perché dall’autopsia sui corpi di Chiara e Riccardo, era emerso che non avevano respirato gas ma che erano morti a causa dell’onda d’urto generata dall’esplosione.



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