Strage di Milano, gli investigatori:
“Pellicanò ha svitato il tubo del gas”

ESPLOSIONE IN VIA BRIOSCHI - La procura avrebbe raccolto elementi tali da ricostruire quanto accaduto come un gesto volontario compiuto dal marito di una delle vittime. Per salvarsi si sarebbe protetto dietro un materasso. Lunedì gli accertamenti tecnici
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I vigili del fuoco dopo l'esplosione

I vigili del fuoco dopo l’esplosione

 

Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi

Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi

 

Esplosione di Milano, per gli inquirenti Giuseppe Pellicanò avrebbe manomesso il tubo del gas. Questa sarebbe l’ipotesi della procura di Milano (indagano i pm Elio Ramondini e il procuratore aggiunto Nunzia Gatto) che per lo scoppio nella palazzina di via Brioschi a Milano hanno iscritto nel registro degli indagati il marito di Micaela Masella, morta insieme a due ragazzi della nostra provincia, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi che vivevano nell’appartamento a fianco a quello dei coniugi. A Pellicanò, pubblicitario 50enne (assistito dall’avvocato Giorgio Perroni) viene contestato il reato di strage (leggi l’articolo). Da quanto emerso nel corso delle indagini, l’uomo avrebbe manomesso il tubo del gas, forse usando una pinza, e prima che si verificasse l’esplosione si sarebbe coperto dietro ad un materasso. L’uomo era rimasto ferito ed è ricoverato all’ospedale Niguarda in attesa di essere sentito dagli investigatori. Pellicanò, da quanto sinora emerso, non sarebbe riuscito ad accettare la volontà della moglie di andarsene di casa per iniziare una convivenza con un altro uomo. Avrebbe cercato di convincerla a restare, le avrebbe scritto lettere, trovate nell’abitazione esplosa il 12 giugno scorso. In base agli accertamenti, inoltre, l’esplosione sarebbe avvenuta nella casa dei coniugi Pellicanò. L’iscrizione dell’uomo come indagato è necessaria per consentirgli di partecipare ad accertamenti tecnici irripetibili nominando un consulente. Come quelli che saranno svolti lunedì sul tubo del gas dell’appartamenti dei coniugi Pellicanò che è stato trovato smontato dal rubinetto della cucina. Gli accertamenti dovranno chiarire sia se vi siano tracce che qualcuno lo abbia staccato volontariamente dal rubinetto, sia se la manutenzione sia stata corretta, se vi siano segni di usura. Saranno inoltre rilevate le impronte digitali sul tubo. All’accertamento saranno presenti i legali delle famiglie dei due ragazzi, gli avvocati Danilo Bompadre e Paola De Pascalis.



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