Strage a Milano, il fratello di Chiara:
“Non si può dire che l’esplosione
sia partita da casa loro”

TRAGEDIA - Parla Alessandro Magnamassa. La sorella è rimasta uccisa nell'abitazione di via Brioschi insieme al fidanzato Riccardo Maglianesi. "Lasciamo alle indagini in corso chiarire i fatti. Ringrazio tutti quelli che ci sono vicino". Il cugino di lui: "I corpi non erano ustionati, questo fa pensare che abbiano subito un'onda d'urto". I sindaci di Morrovalle e Monte San Giusto proclameranno il lutto cittadino nel giorno dei funerali che non sono ancora stati fissati
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A sinistra l'appartamento di Chiara e Riccardo (nel cerchio rosso), con il balcone e i muri del bagno rimasti integri dopo l'esplosione

A sinistra l’appartamento di Chiara e Riccardo (nel cerchio rosso), con il balcone e i muri del bagno rimasti integri dopo l’esplosione (Immagine tratta dal Tg3)

Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa

Riccardo Maglianesi e Chiara Magnamassa

 

di Marina Verdenelli

«Questo è un dramma, non vanno fatte conclusioni affrettate sull’esplosione. Vedendo le immagini di quello che rimane dell’appartamento dove mia sorella viveva con Riccardo non si può dire che la deflagrazione sia partita da lì. Il bagno e il balcone sono integri. Lasciamo alle indagini in corso chiarire i fatti. Io e la mia famiglia ringraziamo quanti ci sono vicini, stiamo ricevendo molto affetto da tante persone, questo ci aiuta. Ci hanno inviato tanti messaggi, non siamo riusciti a rispondere ma ringraziamo tutti di cuore». Parla così Alessandro Magnamassa, fratello di Chiara, la 28enne di Monte San Giusto morta ieri a Milano con il fidanzato Riccardo Maglianesi, di Morrovalle, per una esplosione avvenuta nella palazzina di via Brioschi, dove abitavano da settembre, vicino ai Navigli. Insieme ai genitori e ai familiari del fidanzato della sorella, ha potuto rivedere Chiara e Riccardo da un vetro, all’obitorio di via Ponzio. Le salme sono ancora sotto sequestro in attesa che venga fissata la data dell’autopsia (probabilmente mercoledì). I due fidanzati vivevano in un monolocale di 40 metri quadrati, con balcone e un bagno con la finestra a tetto. Camera e cucina erano separate da un armadio. Non si erano ancora alzati dal letto quando è avvenuta l’esplosione, poco prima delle 9, stavano ancora dormendo.

I vigili del fuoco dopo l'esplosione

I vigili del fuoco dopo l’esplosione

Riccardo Maglianesi

Riccardo Maglianesi

«Domenica si sarebbero riposati – dice Marco Quagliatini, cugino di Riccardo – lo aveva detto alla madre il giorno prima, per telefono. Lunedì infatti Riccardo doveva iniziare il lavoro alla banca Intesa San Paolo e quindi voleva essere preparato. Nessuno degli inquirenti ci ha confermato da dove è nata l’esplosione. Escludiamo che sia partita dal loro appartamento. Chiara e Riccardo non hanno ustioni, i loro volti sono quasi integri, hanno piccole lacerazioni. Questo ci fa pensare che loro hanno subito l’esplosione, un’onda d’urto. Non c’è stata una fiammata, solo la finestra del bagno si è rotta, i muri e il balcone sono rimasti. Completamente sventrato invece l’appartamento a fianco. Se l’esplosione fosse partita dalla loro abitazione non ci sarebbero ancora muri in piedi». Un cugino di Chiara era stato nel monolocale, mesi fa. «Funzionava tutto – commenta Francesco Bastianelli – e loro erano molto prudenti. Si sarebbero accorti se qualcosa non andava. Chiara starà sempre con noi, purtroppo quello che ieri era un incubo oggi è realtà».

Chiara Magnamassa

Chiara Magnamassa

I genitori di Riccardo oggi avrebbero raggiunto Milano per andare a trovare il figlio visto che doveva iniziare a lavorare in banca, per lo stage conclusivo del master in Finanza alla Bocconi e le cui lezioni erano finite a maggio. Il Comune di Milano ha messo a disposizione dei familiari di Chiara e Riccardo degli hotel dando loro tutto il supporto possibile. Le due famiglie sono seguite dagli avvocati Danilo Bompadre, del foro di Macerata e Paola De Pascalis, del foro di Milano. Domani il legale De Pascalis incontrerà il pm che sta seguendo le indagini. Chiederà informazioni anche sull’autopsia per conoscere il giorno in cui sarà eseguita. «Per ora sappiamo solo che non è fissata per domani» dice l’avvocato Bompadre. La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, per disastro colposo. Ancora da fissare i funerali dei due giovani ma si pensa già ad una unica cerimonia non appena arriverà il nullaosta alla sepoltura. I sindaci di Morrovalle e Monte San Giusto, che nel pomeriggio hanno raggiunto Milano per stare vicino alle due famiglie, proclameranno il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

 

L'interno della palazzina interessata dall'esplosione

L’interno della palazzina interessata dall’esplosione

 



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