Emanuele Tacconi,
ultima mail dai luoghi della strage:
“Oggi mi dedico alla Maceratese”
L'inviato Onu si trova in Costa d’Avorio. Ivano, il papà del ‘Maceratese nel mondo’: "Non siamo preoccupati anche se ancora non abbiamo notizie di lui: la capitale è a 40 chilometri da Grand Bassam, dove hanno colpito i terroristi"
di Maurizio Verdenelli
L’ultima mail (in ordine di tempo, naturalmente) questa mattina a mamma Marisa diceva pressappoco così: «Qui tutto bene, il lavoro è aumentato ed è tanto. Questo pomeriggio però lo dedico al piacere della diretta della Maceratese, alla radiocronaca da Ferrara». Poi più nulla. Una diretta Ferrara-Abidjan, migliaia e migliaia di chilometri distanti, per Emanuele Tacconi. Che, di sicuro, non ha avuto il tempo di esultare allo splendido poker rifilato dai ‘suoi’ amatissimi biancorossi alla ‘stellare’ capolista Spal. Perché proprio sul finire della partita, alle 16.38, le agenzie di tutto il mondo rilanciavano la notizia in esclusiva del canale francese TF1 sull’ennesima strage in Africa rivendicata dal gruppo jihadista al Murabitu, attivo in Africa Occidentale. Secondo quando ha comunicato il presidente Alessane Quattara, recatosi sul posto, quattrodici civili (4 europei), due soldati sono morti insieme con sei dei 10 terroristi e molti feriti nell’assalto della Jihad in tre resort a Grand Bassam, nota località turistica della Costa d’Avorio. Dove Emanuele Tacconi, premio ‘Maceratese nel mondo’ si trova come inviato Onu da circa un anno per un ampio progetto di sminamento a seguito della guerra intestina che qualche anno fa ha devastato il Paese africano.
Del quale è peraltro originario il bomber della Maceratese, Daniel Zinon Kouko (è nato a Abidjan il 28 dicembre 1989): uno degli ‘eroi’ di Ferrara, autore di una delle 4 reti alla Spal e trascinatore della squadra in attacco. Tuttavia Emanuele non ha avuto modo di brindare dato lo stato d’assedio della capitale e l’allerta in tutta la Costa d’Avorio mentre polizia e forze speciali si portavano a Grand Bassam mettendo in fuga, dopo uno scontro a fuoco, gli assalitori venuti dal mare, armati di granate e kalashnikov. «Abbiamo cercato di metterci in contatto con lui dopo la mail alla madre, la sua passione per la Maceratese, sin da piccolo ci è nota – ha detto il papà Ivano, consigliere comunale veterano dell’assise – Sia al satellitare sia via mail, ma inutilmente: di sicuro Emanuele in questo momento è molto impegnato. Non siamo però in ansia per lui. I fatti sono accaduti a 40 chilometri dalla capitale, dov’egli è di stanza». In Costa d’Avorio, dopo una lunga missione ‘elettorale’ a Kabul (coronata dal successo, ponendo fine ad un’interminabile scrutinio del voto per le presidenziali) il maceratese Tacconi era andato circa un anno fa. A Macerata era tornato per il periodo natalizio, presentando inoltre l’8 gennaio a Matelica insieme con il sindaco Alessandro Delpriori e l’assessore Cinzia Pennesi il suo bel libro ‘I Martiri bambini’ (Ilari editore, prefazione di Lorenzo Bianchi) sulla lunga esperienza nei campi profughi siriani in Turchia.
Tornato in Costa d’Avorio, il ‘Maceratese nel mondo’ da Abidjan era stato inviato nel Mali, a Bamako, altro obiettivo insanguinato dell’Isis subito dopo le stragi di Parigi. Una spirale del terrore africana -nel mirino ci sono le rotte del petrolio- per l’esercito del Califfato. Un’area calda che poco prima d’essere ucciso aveva deciso di tenere sotto stretta osservazione Enrico Mattei, inviando nell’ottobre del ’62 nel Mali un giovane dirigente di sua fiducia, Giuseppe Accorinti (leggi l’articolo). In una mail da Bamako, Tacconi (già dipendente dell’Eni come il padre Ivano) a chi scrive aveva fatto non a caso riferimento a questa vicenda molto significativa per chi come Mattei guardava ed interpretava come nessun altro il futuro. Il ritorno di Emanuele a Macerata è previsto, per qualche giorno di licenza, alla fine di aprile in coincidenza con il convegno che il professor Giuseppe Rivetti e l’Università di Macerata stanno preparando nel nome di Mattei (il 29 aprile coinciderà con i 110 anni della sua nascita) presentando contestualmente il libro: “Enrico Mattei, il futuro tradito” su una vicenda per tanti versi ancora poco conosciuta eppure tanto vicina a noi, investendo la storia moderna d’Italia e del mondo.

