di Monia Orazi
Bocciate con 15 voti contrari e 10 a favore le due mozioni sulla sanità in consiglio regionale. La prima presentata dai consiglieri della Lega Marzia Malaigia Sandro Zaffiri e Luigi Zura Puntaroni, sul servizio di emergenza urgenza e continuità assistenziale nell’entroterra maceratese, ha chiesto di mantenere ai sensi del documento approvato da sette sindaci della zona (leggi l’articolo), la guardia medica a Castelraimondo e Fiuminata e il medico di notte sull’ambulanza del 118 a Matelica. Nella seconda, a firma dei consiglieri Piergiorgio Fabbri, Sandro Bisonni e Peppino Giorgini del M5S, è stato chiesto di sospendere in autotutela tutte le determine e le delibere relative alla riforma sanitaria, nei settori emergenza-urgenza, reti cliniche ed ospedali di comunità, chiedendo un ripensamento e l’attivazione di un tavolo tecnico per aprire la discussione della riforma con i sindaci ed i territori.
«I territori dell’entroterra vanno tutelati e protetti» così il consigliere Sandro Zaffiri. Per Piergiorgio Fabbri «le case della salute non sono partite perché non c’è l’accordo con i medici di base. Sono state svuotate di ogni assistenza seria ospedaliera, il contentino dato ai sindaci dopo le pressioni, sarà riassorbito entro l’anno. E’ una riforma sanitaria che svuota gli ospedali dell’entroterra, forse per far entrare il privato».
«Questa mozione è sbagliata e contraddittoria – la risposta del presidente Luca Ceriscioli – non c’è nessuna finalità di rafforzare la sanità privata, visto che le strutture ed il sistema sono pubblici, entro il 29 dobbiamo adottare gli atti ministeriali, necessari per aprire le porte alle nuove assunzioni, che sono quello che manca alla sanità pubblica. Non ho trovato la volontà di discutere, ma solo quella di protestare. Per i punti di primo intervento la sostanza dice che quella definizione per legge non può essere più mantenuta, abbiamo scelto un’altra forma possibile per rispondere ai bisogni: gli ambulatori aperti di notte. Vi invito quindi a ritirare la mozione, non possiamo sospendere un atto che ci dà la possibilità di rafforzare il sistema pubblico».
Bisonni ha ricordato la protesta dei cittadini: «E’ mancato il confronto. I sindaci sono venuti a chiedere e c’è stato il mercato delle vacche. La riforma è basata su indici demografici e comporta l’abbandono dell’entroterra, cosa per me inaccettabile. Apriamo un confronto, se è fatta bene, lasciatecelo capire». Per Romina Pergolesi (M5S) le assunzioni sono «un’imposizione dell’Unione europea, la riforma sanitaria non c’entra». Ironico Zura Puntaroni: «Io abito vicino all’ospedale, in particolare di fronte alla camera mortuaria, fa tanta tristezza, se lo chiudete è meglio. Si fa tutto sul lungomare, i conti non portano. Dell’entroterra sfruttate il paesaggio per farvi belli, poi gli togliete la possibilità di sopravvivere. Il punto nascita ha un valore simbolico, non si possono ipotizzare nuove costruzioni, solo sul lungomare, qualcuno tra 15 anni dovrà spendere altri soldi per riequilibrare».
SAN SEVERINO, SPIRAGLI DALL’INCONTRO TECNICO – L’opposizione per protesta attacca un gigantesco manifesto vicino alla rotonda al bivio per l’ospedale: #danni irreparabili contro il nostro ospedale – si legge – la giunta Martini ha scelto la politica sanitaria del presidente Ceriscioli e del Pd regionale, noi no. E sotto lo striscione niente». Il riferimento è allo striscione posto sul balcone del municipio. Sotto al cartellone le firme dei cinque consiglieri comunali di Una città da vivere, Gilberto Chiodi, Gabriela Lampa, Giacomo Rastelletti, Fabio Eusebi e Romina Cherubini. Ieri i rappresentanti settempedani del tribunale del malato Veros Bartoloni e Roberto Pioli hanno partecipato ad un incontro tecnico a palazzo Raffaello, alla presenza del presidente Ceriscioli, del consulente economico Sara Giannini, del direttore sanitario Asur, Nadia Storti, dell’avvocato Bruna Buresti, e del rappresentante del personale sanitario Mauro Sclavi.
Durante l’incontro sarebbe emerso che a San Severino si potranno continuare a fare parti d’emergenza, secondo quanto affermato dalla dottoressa Storti. Al momento però non ci sono disposizioni ufficiali dell’Asur sul futuro del reparto settempedano, è probabile che la situazione resti congelata garantendo la piena operatività, in attesa dei ricorsi al consiglio di Stato. Tra i temi sono stati discussi quelli dei punti di primo intervento, con i rappresentanti territoriali e del Tdm che hanno tutti denunciato la difficile situazione dell’entroterra, chiedendo che i territori montani non restino privi delle necessarie strutture. Secondo quanto riferito dai partecipanti settempedani all’incontro per San Severino dovrebbe rimanere tutto lo stesso per medicina generale, saranno aumentati 6 posti letto di lungodegenza che si aggiungeranno ai 10 posti di cure intermedie e alle 18 ore settimanali di attività pediatrica. Su ostestricia, in base a quanto affermato dai rappresentanti regionali, Macerata è a norma, pronta per ricevere l’utenza, previo adeguamento dell’impianto antincendio. Il punto di primo intervento settempedano resterebbe attivo 24 ore su 24.
Il tribunale per i diritti del malato di San Severino ha rinnovato il proprio direttivo. Riconfermato presidente Veros Bartoloni, vice-presidente Roberto Pioli che con i suoi 24 sarebbe al momento il più giovane d’Italia. La carica di segretario è andata a Marco Massei, cassiere Luciana Crognali-Frezzini. Sono stati eletti delegati al congresso regionale di Cittadinanzattiva il presidente Bartoloni e il cassiere Crognali-Frezzini.
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Domani, giovedì, alle ore 18 circa, in Via Saragat a Civitanova Marche, Ceriscioli spiegherà, o meglio cercherà di convincere chi avrà, qualunque sia il motivo, voglia di andarci, ” le strade delle riforme ” Sicuramente notevole attenzione sarà data alla scomunica di chi sospetta una sua manovra per ammazzare il servizio sanitario pubblico a favore di quello privato. Non portate fiori. Una prece, ma bella grossa!!!