“Non volevo violentare nessuno,
è stato uno scambio di tazza”

LA DIFESA - Il bidello finito in manette per tentata violenza sessuale su di un giovane, questa mattina ha dato la sua versione nell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice. "Il tè con le gocce di calmante era per mia madre ma per errore l'ho dato al ragazzo, quando me ne sono reso conto mi è preso il panico"

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di Gianluca Ginella

«Ho fatto un errore a servire il tè, dovevo darlo a mia mamma con le gocce di calmante ma ho confuso le tazze e l’ha bevuto il ragazzo. Non volevo violentare nessuno». Si è difeso così il bidello accusato di tentata violenza sessuale su di un 18enne, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina davanti al gip Enrico Pannaggi del tribunale di Macerata. Il bidello nel corso dell’udienza, affiancato dal suo legale, l’avvocato Andrea Nocchi, è apparso piuttosto teso, ma ha voluto rispondere alle domande del giudice per dire la sua versione su quanto gli viene contestato dalla procura di Macerata. Presente all’udienza anche il pm Stefania Ciccioli che ha coordinato le indagini dei carabinieri della stazione di Cingoli che hanno portato alla misura cautelare degli arresti domiciliari per il bidello. La sua versione è semplice: quel giorno di circa due mesi fa il 18enne era andato a casa sua, in un comune dell’entroterra, per sistemare il contratto per un lavoro di compravendita che aveva svolto. Nel pomeriggio gli aveva servito un tè, lo stesso che aveva preparato anche per la madre che vive con lui e che assume dei calmanti, regolarmente prescritti dal medico. «Per errore ho servito la tazza con il tè preparato per mia madre con dentro le gocce di calmante al ragazzo – ha spiegato il bidello –. Quando mi sono reso conto dello sbagliato mi ha preso il panico e l’ho portato sul letto per farlo riprendere dallo stordimento». Sul fatto che quando era arrivato il padre della fidanzata, che il giovane aveva contattato quando non si era sentito molto bene, gli avesse detto che in casa il giovane non c’era, ha spiegato di aver cercato di prendere tempo in maniera che il giovane si riprendesse. Quando lo aveva fatto entrare ha trovato il giovane disteso sul letto, semivestito. «Io non avevo nessuna intenzione di violentarlo» ha detto il bidello, fermo nel negare le contestazioni. «Tra l’altro il ragazzo è rimasto per due ore disteso sul letto e non è accaduto nulla, se il mio cliente avesse avuto l’intenzione di fare qualcosa ne avrebbe avuto tutto il tempo» dice l’avvocato Nocchi. Che in udienza ha chiesto la revoca della misura cautelare o una misura meno afflittiva di quella degli arresti domiciliari. Il giudice si è riservato di decidere. Non si è invece parlato in udienza dei presunti adescamenti a ragazzini che frequentano il liceo dell’Anconetano dove il bidello lavora: «Lo contesta il pm, ma non fa parte dell’ordinanza di misura cautelare» spiega Nocchi.


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