Rogo al Cosmari, agricoltori in crisi
“Non vendiamo più niente”

LA RABBIA - Decine di coltivatori non riescono più a trovare clienti per la loro frutta e verdura. "Hanno paura che siano contaminati, Coldiretti doveva fare chiarezza". Il Movimento 5 Stelle: "Il comune di Macerata chiederà un risarcimento?"
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Un momento della conferenza stampa

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Graziella Staffolani, produttore agricolo

di Marco Cencioni

(foto di Lucrezia Benfatto)

Il grido d’allarme è di quelli impossibili da non ascoltare. Lo lanciano due produttori agricoli della zona vicino al Cosmari, Lino Vissani e Graziella Staffolani che, dopo l’incendio che ha colpito il consorzio, non vendono più la loro frutta e verdura. Sono nel boom della loro produzione e la merce non la compra nessuno. Il perché è molto semplice. La paura che gli ortaggi siano contaminati è troppo forte e, per loro, il danno economico è ingente. La cosa ancor più grave è che non sanno nemmeno loro se i prodotti sono buoni oppure no. Dicono di non aver ricevuto controlli, di non avere avuto informazioni in merito. «E’ un problema che non riguarda solo noi ma decine e decine di produttori agricoli di Macerata, Tolentino, Corridonia e Urbisaglia che, oggi, non non sono venuti a parlare – dice Graziella Staffolani nel corso di una conferenza organizzata dal Movimento 5 Stelle di Macerata – Nessuno, dopo quanto avvenuto, compra più da noi. Siamo davvero arrabbiati: abbiamo tante spese senza alcuna entrata. Ci sentiamo dire, al mercato, che noi non dovremmo nemmeno vendere. Non c’è stata chiarezza da parte di Coldiretti, nessuno che ha fatto i controlli nei nostri campi, nessuno che è venuto a dirci cosa dobbiamo fare. Non abbiamo la certezza che i nostri prodotti siano buoni ma vale anche il contrario. Abbiamo delle spese per l’irrigazione, per comprare le piante e il concime, spese che poi recuperiamo con la vendita. Nessuno, anche se oggi siamo solo in due a parlare, vende più nulla nella nostra zona. I più fortunati hanno fatto dei controlli, mettendo di tasca loro i tanti soldi che servono per fare la analisi specifiche, mentre noi rimaniamo con i nostri problemi senza che nessuno ci aiuti: basterebbe un po’ di chiarezza».

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I produttori agricoli presenti alla conferenza stampa

La stessa che invocano gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Macerata, tra cui Carla Messi. Il capogruppo consiliare pentastellato chiede che ci sia maggiore informazione su come affrontare le situazioni di criticità che si possono creare in caso di emergenza, spera che l’attenzione dei media sulla questione non scenda – visto che il discorso incendio Cosmari riguarda tutti –  e che venga sempre più garantita la sicurezza. Infine, invoca maggiore attenzione sui controlli in tema inquinamento: «Non metto in dubbio che siano stati fatti bene, ma dieci campionature prese come riferimento per un territorio così vasto sono davvero troppo poche». «Questi agricoltori ed il Movimento 5 stelle, chiedono al comune di Macerata, socio maggioritario della Cosmari, se si farà promotore di una iniziativa di risarcimento del danno certamente subìto per la mancata vendita delle coltivazioni prodotte» affermano gli esponenti 5 Stelle che, soprattutto, invocano la giusta, e corretta, informazione sulla vicenda. Dopo aver annunciato che stanno preparando un’interrogazione che riguardi la questione sotto tutti i suoi molteplici aspetti e che solo Anna Menghi, oltre ai tre consiglieri del gruppo, ha firmato la proposta di istituire un Consiglio comunale aperto sul tema, affermano: «Nonostante le rassicurazioni dell’Arpam per cui, nonostante l’incendio al Cosmari e la possibile dispersione in aria di fumi nocivi, tossici, dannosi, tutto rientra nella norma, ma sulle analisi che non hanno riscontrato nulla ci torneremo sopra, ci sembra molto strano come la politica cittadina finga che nulla sia successo – sottolineano – Sarebbe interessante sapere perché, nell’immediatezza dell’incendio, alcune amministrazioni hanno allertato la popolazione, tra l’altro con notevole ed ingiustificabile ritardo, in via precauzionale, mentre l’amministrazione di Macerata non ha fatto nulla, lasciando che i cittadini respirassero o rischiassero di respirare per ore ed ore i fumi sprigionati dall’incendio».

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Carla Messi durante la conferenza stampa di oggi

Gli interrogativi sono molteplici: «L’impianto di estinzione incendi della Cosmari era completamente utilizzabile o, per errore, qualche idrante era rimasto sotterrato per i lavori in essere? L’impianto dei sensori antincendio ha funzionato? Quali sono state le procedure, tempisitica e modalità, per attivare vigili del fuoco e Arpam? Chi è il responsabile Cosmari per la sicurezza dei lavoratori? Il Cosmari poteva lavorare con quelle modalità e in quei locali, secondo il certificato prevenzione incendi (Cpi)? Sarebbe bello che la cittadinanza sapesse che i verbali della conferenza dei servizi per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) riportano la richiesta del Comune di Macerata per la redazione di un protocollo delle azioni da mettere in atto a cura della Cosmari al generarsi di emergenze a tutela della salute e dell’ambiente – proseguono – Esigenza ritenuta dal Cosmari, ad oggi, non necessaria. Ci auguriamo che la Magistratura faccia, in breve tempo, chiarezza».

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