I primi 54 giorni del commissario:
“Non sono montaliano,
nè ubaldiano”

PORTO RECANATI - Intervista al vice prefetto Passerotti. Sul dirigente all'Urbanistica: "Aspetto il parere del ministero". Sulla denuncia dell'ex sindaco di corruzione e metodi mafiosi: "Di questi episodi non so nulla ma chiederò ai carabinieri se ci sono stati sviluppi sul caso Bufalari"

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Il commissario Mauro Passerotti e, a sinistra, il responsabile del II settore Guido Cittadini

Il commissario Mauro Passerotti e, a sinistra, il responsabile del II settore Guido Cittadini

di Alessandro Trevisani

Al viceprefetto Mauro Passerotti, romano, 57 anni, un curriculum da capogiro tra Grandi Opere, Ministero dell’Interno e Garante per l’Editoria, bastano due minuti di conferenza stampa per scrostare la patina di grigia burocrazia che il luogo comune destinerebbe alla figura del commissario prefettizio. Anche perché i dettagli raccontano la persona ben oltre il ruolo e gli atti formali. Passerotti veste in polo (Lacoste); appena entrato scandisce un “buongiorno” che fa un po’ preside (tanto che per risposta scatta un “buongiorno” detto in coro); poi fa il giro dell’emiciclo e dà la mano a tutti i presenti, giornalisti, cameraman e curiosi inclusi, scandendo ogni volta un asciuttissimo “Piacere, Passerotti”; una volta seduto prende la parola senza accendere il microfono, dà un paio di affettuose pacche sulla spalla del responsabile dell’Ufficio del II settore Guido Cittadini; infine si concede qualche battuta. “Porto Recanati – dice a un certo punto – è una città di poeti, artisti e fedeli: mi sono svegliato alle 5 per l’alba di San Giovanni, ed era pieno di gente”. Insomma, è difficile aver da fare con Passerotti senza percepire simpatia.
Ma intorno al personaggio, complice forse il fatto che è in città un giorno a settimana – e sono assai sporadiche le sue uscite sulla stampa – sono fioriti aneddoti più o meno benevoli. Si va dal caffè offerto a tutti gli avventori al bar Il Gatto, in piazza Brancondi, qualche mattino fa, al giro di saluti in tutti gli uffici, appena arrivato in Comune, alla cena di pesce che si mormora avrebbe fatto con l’ex-ex sindaco Rosalba Ubaldi, mentre alla Montali non sarebbe toccato nemmeno un salutino. Ma allora Passerotti è un filo-ubaldiano? Partiamo da qui, con spudorata curiosità.

Il sindaco Sabrina Montali

Il sindaco Sabrina Montali

Commissario, ma è vero quello che si dice?
“E cioè?”.
Che ha cenato con la Ubaldi e non con la Montali, che era pur sempre il sindaco uscente.
“Ma queste non sono cose importanti. E poi io non sono né montaliano, né ubaldiano. Io sono il commissario”.
Quindi conferma.
“Ma insomma, io incontro tutti, sia per conoscenza personale, sia perché non è che posso conoscere tutte le cose successe prima di sciogliere il Consiglio comunale”.
Con la Montali niente cene, niente incontri?
“L’ho vista per il passaggio delle consegne. Ma se mi vuol vedere a cena deve almeno arrivarmi un invito”.
Commissario, da 40 giorni una decina di competenze, dal verde ai lavori pubblici all’urbanistica, sono affidate ad interim al segretario comunale. Tutto parte dall’accantonamento del dirigente, Tommaso Piemontese, che aveva un incarico a contratto, ma che potrebbe tornare in campo in base a una particolare interpretazione della legge (leggi l’articolo). Quando verrà sciolto il nodo?
“Siamo in attesa del parere del ministero della Funzione pubblica. Ad ogni modo quell’interpretazione non la trovo giusta”.

Rosalba Ubaldi

Rosalba Ubaldi

Ma lei ha in mente un successore per questo delicato incarico?
“Non ancora. Mi sto guardando intorno, ma non sono così sprovveduto da risolvere la questione su due piedi. Soprattutto preferisco aspettare l’arrivo del parere”.
È scoppiata una polemica intorno a Sabrina Montali, che ha parlato della necessità di difendersi da “corruzione e metodi mafiosi”, ricevendo piccate repliche dalla Ubaldi (leggi l’articolo) e dal Pd (leggi l’articolo). Tra l’altro Montali dice di avere, a tal proposito, “portato alla magistratura tutti gli elementi in mio possesso”. Lei che ne pensa?
“Io di questi esposti non so nulla. Ma ripeto: nessun episodio va sottovalutato. Anche i territori più civili possono conoscere il tentativo di farsi giustizia da soli, che è sempre inaccettabile. Quand’ero commissario in Calabria hanno incendiato le auto di certi dipendenti comunali che collaboravano con noi. Probabilmente non è il tipo di problemi che riguarda Porto Recanati. Ma come commissario chiederò ai carabinieri se ci sono sviluppi sul caso Bufalari”.
L’auto del collega Bufalari è stata incendiata la notte seguente al giorno della sua nomina: che idea si è fatto dell’episodio? E che impressione le ha fatto arrivare in un frangente così drammatico?
“Penso che l’episodio non debba andare trascurato né sottovalutato. Atti del genere possono dipendere da varie questioni. In comuni come questo, che non sono sciolti per motivi di mafia, viene da pensare all’atto vandalico. Ciò non toglie che l’episodio non deve passare inosservato: non è tollerabile che uno parcheggi la sua auto e se la ritrovi andata a fuoco, a prescindere dai soggetti e dai motivi”.


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