Licenziamenti in tronco alla Sma
Cigl e Cisl: “Solo metà del personale
è stata reinserita”
RECANATI - In una nota congiunta le due sigle sindacali annunciano battaglia dopo le vicende societarie che hanno portato all'epurazione di 6 su 12 dipendenti dopo alcune vicende societarie dell'attività in franchising: "Ci attiveremo in tutte le sedi per dimostrare che il tornaconto personale di alcuni individui non può passare sulla testa dei lavoratori e delle loro famiglie"
Cgil e Cisl sul piede di guerra dopo il licenziamento di alcuni dipendenti al Punto Sma di Recanati. In una nota Filcams (Cgil) e Fisascat (Cisl) denunciano la repentina messa alla porta di 6 dipendenti su 12 dopo alcune vicende societarie dell’attività in franchising:
«Già in passato i dipendenti di questo punto vendita avevano dovuto sopportare varie vicissitudini – si legge nella nota congiunta- dal ritardo di mesi nel pagamento delle retribuzioni, a periodi di cassa integrazione in deroga, al contratto di solidarietà fino ad una procedura di mobilità e un successivo affitto di azienda che aveva consentito di traghettare tutti ad una nuova società alla fine dell’anno scorso. Tutti sacrifici e situazioni affrontate con fiducia e collaborazione da parte dei dipendenti nella prospettiva di intraprendere un percorso di risanamento e rilancio del punto vendita sempre più in difficoltà. Nonostante tutto i dipendenti hanno continuato a lavorare al fine di garantire i servizi alla clientela, che conoscono da tempo, non sono mancati al lavoro di domenica e nelle aperture dei giorni festivi, aperture sempre più numerose e sicuramente non redditizie, causate anche in questo caso dalla liberalizzazione delle aperture che ha spinto ad una rincorsa “autodistruttiva” tutti gli operatori del settore».
«Un comportamento di forte responsabilità mostrato dai dipendenti anche lo scorso anno – continua la nota – quando c’è stato il subentro della nuova società Pamaas Srl subentrata alla Tgs di Rosilio Manzotti nella gestione del punto vendita, operazione nata con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e seguita dalle stesse con la speranza di uscire dal guado mantenendo l’occupazione. Infine la doccia fredda, a seguito dello sfratto esecutivo intimato dal proprietario dello stabile a causa di situazioni societarie nelle quali poco hanno contato le sorti dei dipendenti (spesso monoreddito con famiglie a carico), gli stessi sono stati licenziati in tronco (non essendoci peraltro alternative da parte della società Tgs che a seguito dello sfratto era ritornata alla piena proprietà del punto vendita ma nell’impossibilità di continuarne l’attività). Ad oggi solo metà del personale è stato reinserito nella realtà subentrata nel contratto di affitto e negli accordi commerciali con Sma. Resta fermo l’impegno della Filcams Cgil e della Fisascat Cisl, sempre in prima linea in questi anni per cercare soluzioni a tutela dei posti di lavoro, nel sostenere il diritto alla conservazione di tutti gli occupati del punto vendita. Ci si attiverà in tutte le sedi per dimostrare che il risanamento di un’azienda o il tornaconto personale di alcuni individui non possono passare sulla testa dei lavoratori e delle loro famiglie».

