Ancona si mobilita per il porto
Ceriscioli incontra Delrio
Visita in mare stamattina per il presidente della Regione che il 14 luglio incontrerà il ministro dei Trasporti, per fare il punto sulle infrastrutture nelle Marche ma anche per parlare della legge di riordino dei porti
Il 14 luglio prossimo il presidente della Regione Luca Ceriscioli incontrerà il ministro dei Trasporti Graziano Delrio per fare il punto sulle infrastrutture nelle Marche ma anche per parlare della legge di riordino dei porti. Regione Marche, Autorità portuale, Comune, parlamentari sostengono con forza l’autonomia della locale Authority, respingendo ipotesi di accorpamento con Ravenna. «E’ un errore – ha ribadito oggi Ceriscioli a margine di una visita guidata in mare sullo stato dei lavori di dragaggio alla nuova Banchina lineare e del molo sopraflutto – accorpare le due realtà che hanno forte capacità di rimanere autonome, si occupano di cose diverse e ci danno tante ragioni per dire che nel disegno è possibile mantenere questa autonomia su scala regionale».
«Le due comunità e i parlamentari – ha ricordato Ceriscioli -esprimono unanimemente questo concetto. E’ una buona sintonia che ci fa ben sperare per quello che ci aspetta: anziché lo scontro tra poveri, un accordo tra opportunità che tutti quanti vogliamo portare avanti».
Sulla stessa linea il comune di Ancona che, ha riferito il sindaco Valeria Mancinelli, riunirà il 10 luglio le forze sociali, di categoria per scrivere una lettera aperta e consegnarla, tramite Ceriscioli, al ministro nell’incontro programmato per il 14 luglio, a nome di tutte le realtà organizzate delle Marche. «Per dare forza – ha detto Mancinelli – al presidente di Regione nella prospettazione delle ragioni tutte di merito e relativa alla politica industriale dei porti: non ci sono motivazioni per per arrivare a una fusione tra Ancona e Ravenna che non ha un senso. Non c’è niente di difesa campanilistica o atteggiamento conservativo: non bisogna avere paura dei cambiamenti ma non tutti i cambiamenti proposti sono positiva».
«E’ stata una reazione talmente forte condivisa e collettiva – ha chiosato il presidente dell’Authority Rodolfo Giampieri riferendosi all’opposizione all’ipotesi di acorpamento Ancona-Ravenna – che ha sortito un effetto immediato: il documento del Consiglio dei ministri non prevede né il numero di Autorità né quali sono e lascia aperto lo spazio. Il caso Ancona ha trovato immediata condivisione: una regione che sta risentendo della crisi più che nel resto d’Italia, non può nè perdere, né diluire in interessi generali nè sacrificare, né marginalizzare una struttura che vuol dire sviluppo». Anche il consiglio comunale di Ancona, ha riferito il presidente Marcello Milani, ha fatto pervenire al presidente del consiglio Matteo Renzi e alle più alte cariche istituzionali la deliberazione presa all’unanimità il 10 giugno scorso a sostegno dell’autonomia del porto di Ancona.

