Laura Boldrini a Senigallia:
“Io sto con Max”

La presidente della Camera in visita privata a Max Fanelli ha assicurato il suo appoggio alla sua battaglia per l'eutanasia legale, sottolineando che un Paese che non permette a un individuo di scegliere, non può dirsi democratico

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Laura Boldrini con Max Fanelli

Laura Boldrini con Max Fanelli

La presidente della Camera Laura Boldrini si è recata nella giornata ieri, in visita privata nell’abitazione di Max Fanelli, il senigalliese malato di Sla che da mesi combatte in prima persona affinché venga discussa in tempi brevi la legge di iniziativa popolare sul fine vita depositata quasi due anni fa dal comitato “Eutanasia Legale”. La presidente Boldrini appena arrivata ha espresso una profonda ammirazione per la vita di Max, a cui lo accomuna un passato di cooperazione nel sud del mondo. Max, infatti, tutt’oggi gestisce, attraverso la sua associazione “I Compagni di Jeneba”, importanti progetti umanitari a sostegno dei bambini della Sierra Leone. Grazie al lettore ottico, Fanelli ha spiegato la sua situazione di malato terminale di Sla, costretto a vivere attaccato a macchinari grazie ai quali respira, mangia, comunica. Ricordando che, quando il suo occhio destro, l’unica parte ancora non paralizzata, non si muoverà più, lui non riuscirà più ad esprimere pensieri, stati d’animo e di salute, risultando, nei fatti, murato vivo dentro il suo corpo. Si chiede se c’è dignità in tutto questo e in un Paese che non permette di poter decidere sulla propria vita, imponendo di fatto le scelte altrui.

Laura Boldrini, visibilmente commossa e partecipe, ha assicurato il suo appoggio e la piena disponibilità ad essere al fianco a Max nelle sue battaglie, sottolineando che un Paese che non permette a un individuo di scegliere, non può dirsi democratico. Max Fanelli ha quindi consegnato, attraverso la moglie Monica, una lettera e alcune delle migliaia di cartoline che da tutta Italia stanno giungendo per sostenere la campagna #IoStoConMax per una legge sull’eutanasia legale, unitamente ad altrettante buste destinate ai capigruppo di Camera e Senato, nella speranza di aprire un dibattito che la classe politica italiana ancora ha timore ad affrontare.


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