Consiglio caldo sulle partecipate
Corvatta rischia la caduta

CIVITANOVA - Il primo cittadino potrebbe non avere la maggioranza domani sera (30 giugno) quando all'ordine del giorno comparirà anche la riorganizzazione delle aziende municipalizzate. Corrono voci di una mozione per modificare la proposta riguardante Gas Marca

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Flavio Rogani presidente Gas Marca

Flavio Rogani presidente Gas Marca

di Laura Boccanera

Aziende partecipate, Corvatta rischia di cadere. Il sindaco potrebbe infatti non avere la maggioranza nel consiglio comunale di domani sera (30 giugno), quando all’ordine del giorno comparirà anche la riorganizzazione delle aziende municipalizzate. Il progetto di riorganizzazione è pronto dopo una gestazione durata anni nonostante fosse sul programma del 2012. Difficoltà e criticità che sono sorte con la volontà di vendere Gas Marca e Farmacie comunali e che ora potrebbe trovare il “niet” della lista Uniti per cambiare di cui fa parte anche Flavio Rogani, presidente di Gas Marca.

Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova

Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova

Ieri all’ora di pranzo davanti al Miramare la lista si è riunita e corrono voci di una mozione per modificare la proposta riguardante Gas Marca. Al momento non sarebbe stata formulata, come afferma Flavio Rogani, presidente di Gas Marca che, qualora la vendita al 100% andasse in porto ha già annunciato dimissioni immediate: “Sarebbe la bocciatura del mio percorso con l’azienda” – ha detto. Tra coloro che vogliono a tutti i costi la mozione c’è il presidente Ivo Costamagna che dovrà giustificare a livello politico, qualora la mozione arrivi in consiglio, la sfiducia nei confronti del sindaco e verso la volontà dell’amministrazione. Questa mattina Rogani ha voluto incontrare la stampa per spiegare la propria posizione. La conferenza era stata convocata anche da Carlo Centioni, presidente delle Farmacie, che però non si è presentato. Rogani ha spiegato la proposta che aveva fatto al sindaco in merito alla vendita e che prevede di lasciare un 10% in mano al pubblico. “La mia idea era di andare sul mercato – ha detto Rogani – , vendere il 49% delle quote subito, poi del restante 51% cederne il 41% e lasciare un 10% in mano pubblica. Una scelta che aveva un forte valore sociale dal momento che in vista della riorganizzazione tempo fa feci modificare lo statuto inserendo una clausola che prevede la permanenza della sede a Civitanova e la possibilità a chi possiede più del 90% delle quote di modificare lo statuto. Quel 10% era uno zoccolo duro di garanzia. Ora invece l’amministrazione intende cedere il 100% dell’azienda. Nessun altro Comune l’ha fatto, non so perché Civitanova voglia procedere su questa strada. Io lancio un appello a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione affinché sappiano che vivo questa vicenda come un atto di sfiducia verso la mia gestione e che se si concretizzerà lascio questa maggioranza. Non voglio incarichi politici. Ho portato l’azienda ad aumentare il suo valore e le ho conferito un ruolo nel sociale. Quella che si vuole compiere è un’operazione di sfascismo”. Occorrerà attendere domani sera quando il consiglio comunale si insedierà per capire come voteranno i singoli consiglieri. C’è da aspettarsi che la minoranza, di solito un po’ latitante quella di centrodestra, partecipi al completo. Resta da capire come voteranno alcuni consiglieri di maggioranza, tra cui Pierpaolo Rossi di Uniti per Cambiare e Livio De Vivo, ormai indipendente. Resta ancora consigliere Gustavo Postacchini, non ancora formalizzato come assessore. Ogni voto in questa fase potrebbe essere davvero fondamentale per la tenuta dell’amministrazione Corvatta.


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