Protesta dei rifugiati, Bernabucci:
“Vicenda strumentalizzata”

L'INTERVENTO - Il presidente del Gus ha scritto una lettera per spiegare punto per punto ciò che è accaduto con la protesta di ieri dei richiedenti asilo: "La struttura dove erano ospiti non li voleva più, ne abbiamo trovata una nuova"

- caricamento letture
Rifugiati politici in marcia da Loro Piceno a Macerata

Rifugiati politici in marcia da Loro Piceno a Macerata

Paolo Bernabucci Gus

Paolo Bernabucci presidente del Gus Macerata

“Ciò che è avvenuto nel pomeriggio è stata, temo, una rappresentazione a beneficio di taccuini e di macchine fotografiche e lo spero con tutto il cuore decisa in autonomia. Tutti i ragazzi, infatti, mi hanno ripetuto di essere felicissimi di essere aiutati dalla nostra organizzazione”. Spiega così, in estrema sintesi, quanto accaduto ieri il presidente del Gus Paolo Bernabucci, dopo che 35 ragazzi afghani e pakistani richiedenti asilo politico hanno protestato in prefettura. Interviene anche lui sulla questione, per fare chiarezza e soprattutto mettere luce su quanto affermato dagli stessi che ieri mattina sono partiti da Loro Piceno percorrendo 25 chilometri a piedi, fino a Macerata, per reclamare (leggi l’articolo). Tutto è rientrato nel tardo pomeriggio. “Questi ragazzi richiedenti protezione internazionale erano ieri, lo sono oggi e lo saranno domani, aiutati dal Gus – afferma Bernabucci – Con la polizia hanno concordato e accettato di rientrare nella struttura in cui hanno alloggiato fino a ieri, appunto, a Loro Piceno, ma io non ho ritenuto che fosse una giusta soluzione per il concreto timore che gli altri ospiti rimasti potessero contrapporsi e creare dei problemi e, anche, per la richiesta pressante da parte della proprietà di non volerli più accogliere. Rapidamente – continua – ho individuato una diversa soluzione che permette al Gus di continuare con il quotidiano lavoro che ci compete. Già nella serata di ieri sono tutti stati ospitati nella nuova struttura” (leggi l’articolo). Riguardo alla protesta avanzata dagli stessi ragazzi, sul fatto che a loro non siano stati assicurati vestiti, scarpe o quanto di prima necessità, Bernabucci chiarisce: “I nostri ospiti, tutti anche il gruppo di cui stiamo discutendo, firmano una ricevuta per ogni oggetto o bene che viene loro consegnato: pocket money, capi di vestiario, scarpe e altro.

Il presidente del Gus Paolo Bernabucci in un selfie insieme con i richiedenti asilo

Il presidente del Gus Paolo Bernabucci in un selfie insieme con i richiedenti asilo

Quando sono ospitati in strutture collettive, quindi non in appartamento, non firmano per il vitto perché viene a tutti somministrato in orari stabiliti e concordati insieme, tenendo conto ovviamente delle ricorrenze religiose come il ramadan. Gli operatori del Gus hanno un registro dove annotano ogni attività importante e sensibile che viene realizzato per i singoli beneficiari (visite mediche, appuntamenti in questura). Per questo posso dire con assoluta sicurezza che non è vero che c’è un problema di cibo (basta chiedere agli altri che vivevano insieme a loro nello stesso Hotel), non è vero che non hanno avuto vestiti o scarpe (basta chiedere le ricevute delle consegne fatte per indumenti e scarpe, nuovi e non avuti per carità), non è vero che non sono seguiti dal punto di vista sanitario (basta controllare i nostri registri e quelli del servizio Stp dell’azienda sanitaria). Certo, molti non hanno potuto procedere con la scelta del medico curante, ma questo dipende dal fatto che prima si deve procedere con una serie di procedure di polizia e, solo dopo, si può avere il codice fiscale e iscriversi al servizio sanitario regionale. Riguardo al menù, è vero che essi avevano chiesto di avere nel menù la carne di halal, fino ad oggi, però, non era stata trovata l’unanimità con gli altri ospiti, ma questo era ed è un problema facilmente risolvibile. In ultimo confermo che ci sono stati dei problemi di convivenza tra questo gruppo (nella stragrande maggioranza giunto poche settimane fa dal nord italia) e un altro gruppo di ragazzi africani ospiti nella stessa struttura”. Le difficoltà riscontrate da altre etnie spesso emergono a causa di una differenza culturale anche nei confronti della visione dell’altro sesso. “Per questo – conclude Bernabucci – Capita che le persone a noi affidate accettino con fatica, qualche volta sentendolo come un sopruso, l’autorità che non sia maschile. Molti operatori sociali di Macerata sono donne e questo per alcuni beneficiari di diverse provenienze geografiche richiede uno sforzo notevole all’adeguamento”.

(Sa. San.)

Afghani da Loro Piceno a Macerata foto LB (14)

Afghani da Loro Piceno a Macerata foto LB (2)
Afghani da Loro Piceno a Macerata foto LB (8)

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X