FdI chiede al Cosmari un impianto
per riciclare pannolini

TOLENTINO - Francesco Colosi e Franco Feliziani hanno presentato una mozione per sollecitare la realizzazione

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I due consiglieri tolentinati di Fdi - An, Francesco Pio Colosi e Franco Feliziani

I due consiglieri tolentinati di Fdi – An, Francesco Pio Colosi e Franco Feliziani

Una mozione che impegna il comune a “sollecitare il Cosmari per installare un impianto per il riciclaggio di pannolini e assorbenti di vario tipo nell’interesse economico dei cittadini e dell’ambiente”. La presenteranno i consiglieri di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Francesco Colosi e Franco Feliziani nel prossimo consiglio comunale in programma il 25 giugno. Considerando che il Cosmari “aveva comunicato di volere installare il macchinario a seguito di un accordo con la società Fater di Pescara”, si legge nella mozione, i due esponenti della maggioranza “impegnano” il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi ad accelerare l’iter. Le considerazioni che hanno spinto la richiesta partono dal fatto che alcuni Comuni del nord Italia “si apprestano ad inaugurare, o l’hanno già fatto, dei sistemi per il riciclo di vari tipi di assorbenti, il loro ritiro ha registrato una notevole crescita che va dal 5 al 7 % , dai quali come risultato finale del ciclo industriale, si ottengono “materie prime seconde” come plastica e cellulosa, utili per intraprendere nuovi processi produttivi dai quali ottenete cartone da imballo, strutture e oggetti di arredo urbano” e che “questa filiera ha come obiettivo principale il riciclaggio della quantità più possibile di non riciclabile e, di conseguenza, la riduzione del quantitativo di rifiuto secco da smaltire”. Il risultato finale a cui punta l’iniziativa è non far nascere nuove discariche, puntando ad un “minor utilizzo delle cubature di quelle esistenti e per non far sorgere la necessità di costruire nuovi impianti termovalorizzatori”, con il vantaggio per il cittadino che vedrà “non aumentata con maggiori oneri la tariffa puntuale, che si pagherà per la sola quantità dell’indifferenziato conferito perché il differenziato non ha la qualità di rifiuto essendo “materia prima seconda”, sulla base di quanto previsto dalle disposizioni di legge”.


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