Le preoccupazioni dei Sindacati: “Che fine farà Malattie Infettive?”
MACERATA - L'accorpamento con Neurologia è il primo punto che fa discutere. Secondo i sindacati la nuova collocazione non sarebbe adeguata e poi c'è il problema della riduzione dei posti letto da 19 a 6
di Erika Mariniello
Dopo il profondo disappunto già più volte manifestato dai Sindacati contro la riforma sanitaria regionale, i rappresentati di Cisl Fp e Cgil, viste le recenti decisioni prese dalla Direzione dell’Area Vasta 3 di effettuare una serie di accorpamenti e cambiamenti strutturali anche nell’Ospedale di Macerata, hanno voluto fare il punto sulla situazione ed esprimere la loro contrarietà su quanto sta accadendo alla sanità maceratese e del territorio.
Primo punto su cui si discute è il trasferimento all’interno della struttura ospedaliera principale del reparto di “Malattie Infettive” che dai 19 posti letti ha già subito una riduzione a 6 e che a settembre verrà definitivamente accorpata con la Neurologia. Si andrebbe così a modificare l’attuale posizione del reparto, oggi collocato in una palazzina indipendente che per anni ha ospitato pazienti di tutto il territorio e che ha visto avvicendarsi nel tempo molti specialisti tra cui il Dottor Carlo Urbani a cui è stata dedicata la struttura. Due le criticità fondamentali che comporterebbe l’accorpamento, secondo i Sindacati. La prima si ritrova nella collocazione considerata poco idonea, la seconda è legata alla riduzione dei posti letto e alla disposizione che prevederebbe due camere singole e una stanza con quattro letti con pazienti misti, uomini e donne.
“Non possiamo che essere contrari a questa “genialata” – ha detto Sistino Tamagnini, segretario della funziona pubblica- Accorpare il reparto comporta molti disagi, i pazienti ricoverati nella stanza che ospita quattro persone non avrebbero più la riservatezza e la privacy necessarie, i familiari dovrebbero attraversare il corridoio di tutta la nuova Unità Operativa per raggiungere il reparto. Inoltre non crediamo giusto che, essendo da tempo garantito un servizio di ottima qualità i casi acuti dovrebbero rivolgersi all’ospedale di Fermo e non più a quello di Macerata”.
E’ proprio questa la prima domanda che i Sindacati pongono alla direzione: “che fine farà e dove verrà dirottata l’Unità Operativa Complessa delle Malattie Infettive di Macerata?”. Quesito che si aggiunge a molti altri dubbi irrisolti legati alla mancanza di una Stroke-Unit per la cura dei problemi neurologici che non c’è nell’Area Vasta 3, alla poca efficenza del Centro di prevenzione e cura per l’infarto Miocardio Acuto, alla difficoltà di capire dove vengono trattati i politraumi minori e dove trovino assistenza e cura i pazienti lungodegenti. Problemi che preoccupano i Sindacati che non hanno ricevuto ancora alcuna risposta e che non possono stare a guardare senza dire nulla quanto si sta facendo nella riorganizzazione della sanità del territorio, ancor prima che gli organismi regionali preposti lo predispongano.
Preoccupazioni nei confronti non solo dei dipendenti che devono cambiare reparto in tempi stretti o devono lavorare in un clima di difficoltà, ma anche e soprattuto verso i pazienti. “In questa situazione centra molto anche la politica che sta facendo ben poco – ha aggiunto Orlanda Rampichini, rappresentante Cgl, funzione pubblica sanità – Noi non possiamo tacere ed essere così complici di quello che sta accadendo prima di tutto per rispetto nei confronti dei lavoratori e degli utenti. Vorremmo che i sindaci e le istituzioni capissero il problema e si coalizzassero per cercare una soluzione”.















Voglio proprio vedere ,in caso di un evento tipo SARS , una pandemia o un focolaio di TBC frequente nelle comunità di immigrati ( vedi il caso del fermano di 4 anni fa) dove recupereranno in breve tempo i posti letto persi, con la riconversione dell’attuale reparto di Malattie Infettive? Faremo uso degli ospedali da campo della Protezione Civile (magari quelli gonfiabili) dato che gli amministratori avranno smantellato un reparto appositamente strutturato. POVERA ITALIA,in mano a degli improvvisatori!
Sanità marchigiana? Preoccupazioni??? Non ci sono problemi né preoccupazioni!
Si sta risolvendo al meglio un problema ancestrale all’italiana.Se “per sbaglio” si dovesse verificare qualche epidemia meglio!!! Si sarebbe trovato un rimedio naturale, impeccabile per far fronte ai problemi economici di ospedali ausl sanità, qual non meglior occasione per far morire più persone?? Pensa anche al risparmio in pensioni, in ricoveri, in medicine,in personale e tutto quello che ci gira attorno, e pensa invece al rendimento proprorzionalemente inverso degli stipendi dei vari dirigenti, dei supervisori dei visori!! Ma ci pensi!! Pensa quale meraviglioso ricavo ne avrebbero questi poveri incollati alle sedie con già stipendio da suicidio!!!! I parassiti cioè i super pagati e vari “Ponzio Pilato” son già lì che brindano alla nostra faccia!! perché noi siam qui a lamentarci e a morire al momento più o meno giusto e loro se la ridono e se la godono. Ho una proposta indecente per voi (uomini e qualche rara donna) che dirigete (tanto per “voi incollati” le proposte indecenti sono moltoi ambite!!):”Fate partecipare anche noi!!! Non so a qualche festino a bordo piscina?? Sotto una palma tropicale?? e DAI invitate anche noi!! in fin dei conti la nostra parte ce l’abbiam già messa e da tempo!!!!!!!!!!!