Le preoccupazioni dei Sindacati: “Che fine farà Malattie Infettive?”

MACERATA - L'accorpamento con Neurologia è il primo punto che fa discutere. Secondo i sindacati la nuova collocazione non sarebbe adeguata e poi c'è il problema della riduzione dei posti letto da 19 a 6
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Marcello Evangelista, Orlanda Rampichini, Sistino Tamagnini

Marcello Evangelista, Orlanda Rampichini, Sistino Tamagnini

 

di Erika Mariniello

Dopo il profondo disappunto già più volte manifestato dai Sindacati contro la riforma sanitaria regionale, i rappresentati di Cisl Fp e Cgil, viste le recenti decisioni prese dalla Direzione dell’Area Vasta 3 di effettuare una serie di accorpamenti e cambiamenti strutturali anche nell’Ospedale di Macerata, hanno voluto fare il punto sulla situazione ed esprimere la loro contrarietà su quanto sta accadendo alla sanità maceratese e del territorio.

Primo punto su cui si discute è il trasferimento all’interno della struttura ospedaliera principale del reparto di “Malattie Infettive” che dai 19 posti letti ha già subito una riduzione a 6 e che a settembre verrà definitivamente accorpata con la Neurologia. Si andrebbe così a modificare l’attuale posizione del reparto, oggi collocato in una palazzina indipendente che per anni ha ospitato pazienti di tutto il territorio e che ha visto avvicendarsi nel tempo molti specialisti tra cui il Dottor Carlo Urbani a cui è stata dedicata la struttura. Due le criticità fondamentali che comporterebbe l’accorpamento, secondo i Sindacati. La prima si ritrova nella collocazione considerata poco idonea, la seconda è legata alla riduzione dei posti letto e alla disposizione che prevederebbe due camere singole e una stanza con quattro letti con pazienti misti, uomini e donne.

Sistino Tamagnini

Sistino Tamagnini

“Non possiamo che essere contrari a questa “genialata” – ha detto Sistino Tamagnini, segretario della funziona pubblica- Accorpare il reparto comporta molti disagi, i pazienti ricoverati nella stanza che ospita quattro persone non avrebbero più la riservatezza e la privacy necessarie, i familiari dovrebbero attraversare il corridoio di tutta la nuova Unità Operativa per raggiungere il reparto. Inoltre non crediamo giusto che, essendo da tempo garantito un servizio di ottima qualità i casi acuti dovrebbero rivolgersi all’ospedale di Fermo e non più a quello di Macerata”. 

E’ proprio questa la prima domanda che i Sindacati pongono alla direzione: “che fine farà e dove verrà dirottata l’Unità Operativa Complessa delle Malattie Infettive di Macerata?”. Quesito che si aggiunge a molti altri dubbi irrisolti legati alla mancanza di una Stroke-Unit per la cura dei problemi neurologici che non c’è nell’Area Vasta 3, alla poca efficenza del Centro di prevenzione e cura per l’infarto Miocardio Acuto, alla difficoltà di capire dove vengono trattati i politraumi minori e dove trovino assistenza e cura i pazienti lungodegenti. Problemi che preoccupano i Sindacati che non hanno ricevuto ancora alcuna risposta e che non possono stare a guardare senza dire nulla quanto si sta facendo nella riorganizzazione della sanità del territorio, ancor prima che gli organismi regionali preposti lo predispongano.

Preoccupazioni nei confronti non solo dei dipendenti che devono cambiare reparto in tempi stretti o devono lavorare in un clima di difficoltà, ma anche e soprattuto verso i pazienti. “In questa situazione centra molto anche la politica che sta facendo ben poco – ha aggiunto Orlanda Rampichini, rappresentante Cgl, funzione pubblica sanità – Noi non possiamo tacere ed essere così complici di quello che sta accadendo prima di tutto per rispetto nei confronti dei lavoratori e degli utenti. Vorremmo che i sindaci e le istituzioni capissero il problema e si coalizzassero per cercare una soluzione”. 

 



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