Studenti in piazza: “Perchè dobbiamo pagare noi gli sbagli della politica?
MACERATA - Giovani e giovanissimi protestano contro l'austerity e gli effetti dei tagli sulla loro istruzione
Una folla di studenti ha invaso questa mattina le vie del centro storico di Macerata. Giovani e giovanissimi si sono incontrati in piazza della Vittoria per poi percorrere corso Cavour e arrivare fino in piazza Cesare Battisti dove è stata illustrata l’attuale situazione italiana, per poi lasciare spazio al comizio con interventi liberi.
«Gli studenti non possono più tollerare la situazione della scuola pubblica – hanno fatto sapere gli organizzatori – sempre più presa di mira dai tagli che questa politica di Austerity comporta. Non ultimo, il DDL Stabilità ha suscitato una protesta di quasi tutti i professori che si traduce sostanzialmente in abolizione delle gite scolastiche e di tutte le attività extracurricolari. Inoltre, un altro disegno di legge ancora oggetto di discussione prevede la possibilità per le aziende di entrare a far parte del consiglio di istituto e la totale autonomia decisionale per le scuole di regolare gran parte dei diritti degli studenti (ora sanciti da testi di legge validi a livello nazionale)».
Gli studenti sono rimasti in piazza per l’intera mattinata e sul costante sottofondo musicale hanno espresso le loro ragioni, mentre in tutte le altre piazze d’Italia accadeva lo stesso.
«La scuola pubblica – insistono – è ormai da anni martoriata da tagli e politiche poco lungimiranti. L’istruzione italiana, con la sua didattica obsoleta e i fondi che scarseggiano sempre più, non è al passo con quella del resto dell’Europa e del mondo. La conseguenza di tutto ciò è che gli studenti, la cui condizione è già resa difficile da una scuola pubblica martoriata dalle riforme della Gelmini e di Profumo, si ritrovano privati di servizi di cui hanno sempre usufruito: viaggi d’istruzione, corsi di recupero, attività extracurricolari, certificazioni di lingua; si tratta di tante attività che, pur non essendo curricolari, hanno un valore formativo pari a quello di una lezione in classe e contribuiscono a suscitare l’interesse dello studente. Il disagio dei professori, dunque, va a pesare sulle spalle degli studenti, già gravate economicamente dalla stessa legge di stabilità che va a colpire le loro famiglie.
È giusto che siano gli studenti a dover pagare la politica sbagliata del governo? È giusto che i giovani, che sono il futuro economico, politico e sociale del paese, siano i primi da cui prendere soldi nei momenti di crisi?»
Anche la Rete degli Studenti Medi commenta la manifestazione: «Macerata è stata invasa da circa 1700 studenti provenienti da tutta la provincia, che hanno manifestato il forte disagio palpabile in tutte le scuole dovuto appunto a tutto ciò. Al nostro fianco, uniti da una causa comune, sono scesi in piazza anche molti professori che hanno portato la loro testimonianza e ci hanno fatto capire quanto anche per loro sia difficile lavorare in una scuola che non ha più i fondi per andare avanti. La straordinaria affluenza di stamattina è sintomo di una situazione non più sostenibile, che gli studenti non accettano. Ma la manifestazione di oggi è soltanto il primo punto di una mobilitazione che continuerà. A Macerata come in quasi tutte le città italiane».
(Foto Cronache Maceratesi)











bravissimi i miei studenti e tutti quelli che oggi si sono trovati in piazza a manifestare insieme ai loro professori……
L’opinione di Nanà.
Una manifestazione pacifica, moderata e consapevole.
Complimenti agli studenti che hanno certamente manifestato per come si sta riducendo la scuola pubblica, ma lo hanno fatto dimostrando di aver perfettamente compreso come sono facile strumento di taluni o talaltri per i propri scopi.
Alcuni insegnanti, a volte, si “dimenticano” di essere anche educatori e non si trattengono dal tentare di pilotare le proteste studentesche a proprio favore (soprattutto quando si corre il rischio di vedersi aumentare considerevolmente le ore lavorative).
E’ pur vero che, in quanto a strumentalizzazioni. l’Unione Province Italiane ha dato veramente il buon esempio: “se si tagliano le province, … togliamo i riscaldamenti agli studenti!” (forse perché – e lo dico da profondo sostenitore del mantenimento delle province, a patto di implementarne le funzioni – se avessero chiuso gli uffici pubblici provinciali nessuno se ne sarebbe accorto!).
Se poi a ciò vogliamo aggiungere la più grande scorrettezza della nostra epoca, che ha impunemente scaricato sulle future generazioni le inevitabili conseguenze di debito pubblico accumulato per voler vivere al di sopra delle proprie possibilità, …come non comprendere le proteste studentesche?
Ovviamente c’è’ molta strumentalizzazione, però io non capisco gli slogan tipo: anche un figlio di un operaio vuole diventare dottore… Perché i figli ” dei ricchi” se vengono fatti dei tagli alla scuola hanno dei vantaggi? Se vengono attuati dei tagli alla formazione non è Che vengono favorite le scuole private, poi c’è’ chi lavora 9 ore al giorno e guadagna 1.000 euro e ci sono professori che ne fanno 4 e guadagnano 1.800 euro e il pomeriggio fanno le ripetizioni in “nero”. Io direi invece mandiamo a casa gli insegnanti che stanno li a scaldare il posto, rivediamo un po’ i libri di testo e togliamo tutti gli indirizzi senza senso e in ultimo aggiorniamo i programmi didattici. Per quanto riguarda lo studio bocciamo un po’ di più perché ci sono troppi diplomati che entrano in azienda senza neanche saper scrivere una lettera!
Strumentalizzazione a go go, infatti pagano solo loro, l’IMU e il resto penso siano sacrifici di tutti…
vorrei invece capire perchè certe manifestazioni si possono fare e certe no, IERI alla manifestazione di FORZA NUOVA è successo un casino (Letame e scritte sui muri da veri vandali) e mi meraviglio che non ne parliate…
Cara Maria Letizia Renzi,
sorvolando sulla manifestazione in sè e su chi vi ha partecipato (…) trovo imbarazzante che una professoressa possa schierarsi in maniera così esplicita all’interno del dibattito politico, lasciando immaginare in quali filippiche lei si lanci quotidianamente dalla sua cattedra.
La crisi della scuola è colpa anche dei professori di sinistra che ancora continuano a filosofeggiare verso studenti che nella maggior parte dei casi si lasciano influenzare, come pecore di un gregge.
E un segno di come stanno andando e cambiando le cose .. noi paghiamo gli sbagli di chi ci ha guidato e anse hanno sbagliato nessuno pagherà mai e sopratutto sono ancora li a dividersi i pani e i pesci come niente fosse. Un grazie va alle forze dell’ordine che hanno fatto i l loro lavoro e sperando che siano sempre dalla parte del popolo…
x Renzi….”bravissimi i miei studenti e tutti quelli che oggi si sono trovati in piazza a manifestare insieme ai loro professori……Perchè lei dov’era? Ahhhh per la serie Armiamoci e partite. Complimenti………
Tutti a dire <<Ma se non si fa qualcosa, come possiamo sperare che le cose in Italia cambino?>>. Ecco, gli studenti lo stanno facendo ed è giusto che i professori siano accanto a loro per rendere la protesta sempre più consapevole e sensata. E’ giusto condannare GLI INDIVIDUI che in alcune manifestazioni si comportano in maniera irrispettosa e violenta ma non per questo LE MANIFESTAZIONI possono essere ridotte alle azioni di qualche invasato! Smettete di considerare noi giovani come degli idioti senza cervello, siamo stanchi anche noi! Ogni volta che c’è una manifestazione studentesca si sente dire <<Ma perchè non andate a studiare?>> oppure << Siete solo dei pigri>> o anche <<E’ un’occasione per far esplodere la propria violenza>> senza considerare minimamente le motivazioni che ci sono a monte! Allora invece di sparare a zero sui giovani e sui ragazzi METTETEVI AL LORO FIANCO E CERCATE DI CAMBIARE QUALCOSA, VERAMENTE!