Pettinari: “Noi i moderati
Capponi e i suoi
sempre più a destra”

L'INTERVISTA - Il candidato del centro sinistra spiega le ragioni della sua candidatura in vista della presentazione ufficiale con Spacca, Letta e Casini
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di Matteo Zallocco

Incontriamo Tonino Pettinari, candidato presidente della coalizione Pd-Udc-Idv, nella sede elettorale allestita nella zona industriale di Corridonia, a palazzo Zenit, a poche centinaia di metri dal quartier generale scelto da Capponi a Piediripa per le elezioni del 2009. Come mai questa scelta, è una zona portafortuna?
“No, questa è la sede dell’Udc. Volevo prenderne una al centro di Macerata, poi ho preferito un posto più comodo con un accesso veloce. Questa zona è l’unica ad avere una viabilità che funziona in tutta la provincia”.

Quali sensazioni ha raccolto dai primi incontri e contatti con la gente?
“Sento un interesse crescente, la gente inizia a comprendere che questa è un’alleanza naturale. L’eccezione per l’Udc è stata quella del 2009 quando ci siamo alleati con il centrodestra alle provinciali ma non abbiamo accettato di confluire nel Pdl difendendo non solo un simbolo ma la nostra identità e la nostra cultura cattolico-democratica”.

Cosa è cambiato rispetto a due anni fa?
“Oggi lo scenario nazionale ci consegna un Paese sempre più diviso e in difficoltà per l’incapacità del Governo di affrontare le questione vere. Il Pdl si è appiattito sulla Lega ed è completamente scivolato a destra. Proprio come l’attuale coalizione di Capponi che ha perso le forze moderate e oltre a La Destra e alla Lega Nord ha accolto anche Fiamma Tricolore diventando uno schieramento di destra e non più di centrodestra”.

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Come mai è saltato il Terzo Polo?
“Non è saltato, il Terzo Polo ha un suo peso a livello nazionale dove si pone come oppositore del bipolarismo. A livello locale si può arrivare ad una convergenza  programmatica con altre forze politiche e da nessuna parte nelle Marche si è presentato il Terzo Polo. Un apparentamento per il ballottaggio non avrebbe avuto alcun senso, ripetere la scelta fatta in Regione con un programma e un candidato condiviso era naturale. Le condizioni sono le stesse: noi non inglobiamo tutti come sta facendo la destra che in questo momento pensa ad aumentare i numeri diminuendo però la possibilità di governare bene. Oltretutto il percorso intrapreso in Regione ha portato buoni risultati in questo primo anno”.

Teme la coalizione Sel-Federazione della Sinistra e la candidatura di Acquaroli?
” Secondo me questa alleanza non è ancora sicura, per rispondere bisogna vedere come si definiranno gli assetti. Non do giudizi affrettati e mi dispiace che vengano fatti su di me, in particolare da diverse persone che scrivono su Cronache Maceratesi”.

Si riferisce ai commenti dei lettori?
“Si, mi è dispiaciuto essere stato preso di mira e venire continuamente accusato di pensare solo alle poltrone. La mia storia dice il contrario, sono l’unico segretario regionale che non ha mai fatto nè il Parlamentare nè il consigliere regionale e rivendico con grande orgoglio questi miei anni trascorsi in Provincia con grande impegno, serietà e trasparenza: sono stato consigliere di maggioranza dall’85 al ’95, assessore ai trasporti dal ’90 al ’95 per poi fare opposizione dal ’95 al 2009”.

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Un manifesto elettorale di Pettinari danneggiato nella zona dell'ospedale di Macerata

Ed ora la candidatura a presidente che era nell’aria da tempo…
“Voi di Cronache Maceratesi a settembre avevate già scritto che si sarebbe fatta l’alleanza Pd-Udc e che io sarei stato il candidato presidente, ma è stata solo un’intuizione giornalistica perchè all’epoca non si sapeva niente, poi c’è stato un percorso complicato e sofferto che ha riguardato il mio partito e gli altri, ma nulla è stato deciso nelle segrete stanze. Se si fosse già deciso prima sarei un pazzo ad iniziare la campagna elettorale solo oggi”.

A proposito di campagna elettorale, come nasce lo slogan ‘scelta razionale’?
“Per quello che ho detto prima, è una candidatura che si basa su serie condizioni politiche, ideali e programmatiche”.

Manifesti che sono stati presi di mira dai vandali…
“Sì sono comparse scritte in rosso su tre manifesti a Civitanova, tra lunedì e martedì, e la parola ‘razionale’ è stata trasformata in ‘irrazionale’. Ho presentato la denuncia in Questura, è stata sicuramente un’azione preordinata visto che tutte le scritte sono uguali”.

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I malumori all’interno dell’Udc, ad eccezione del presidente della Comunità Montana dei Monti Azzurri Feliciotti che sembra intenzionato a candidarsi con la lista di Magdi Allam, sembrano rientrati. Come è riuscito a ricompattare il suo partito in così poco tempo dopo l’assemblea provinciale della scorsa settimana?
“Inanzitutto Feliciotti è iscritto all’Udc solo da pochi mesi, altri invece hanno detto e scritto chiaramente che pur avendo delle perplessità su questa alleanza hanno piena fiducia in me. Per le regionali dello scorso anno la scelta è stata sicuramente più difficile visto che io ero ancora vice presidente della Giunta Capponi, Giorgi era assessore e Ciampechini capogruppo in Consiglio provinciale. Ma si sono tutti fidati e di questo sono molto soddisfatto”.

Con Franco Capponi siete ancora amici?
L’amicizia va praticata altrimenti non ha nessun significato. Da parte mia i sentimenti non sono cambiati, l’ho sostenuto lealmente nel 2004 e nel 2009, ma non sono il suo autista, ora c’è un discorso politico che supera Capponi”.

E a Treia chi voteranno?
“Spero Pettinari, nel 2009 l’Udc ha preso il 32% dei voti, un record nazionale trattandosi di un comune di diecimila abitanti”.

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Se Capponi era un amico, l’ex presidente Silenzi era un suo grande nemico, politicamente parlando. Ora se lo trova come alleato…
“Durante la legislatura Silenzi ho fatto una forte opposizione così come l’ho fatta con Pigliapoco. Non ho fatto mai sconti, riportando le istanze dei cittadini, ma non erano mai questioni personali”.

Tonino Pettinari terrà domani (giovedì) alle 15 una conferenza stampa per presentare la sua candidatura. Venerdì alle 18.15 presentazione ufficiale al teatro don Bosco di Macerata con Gian Mario Spacca, Enrico Letta e Pier Ferdinando Casini. La sua campagna elettorale parte in quinta con l’arrivo del leader dell’Udc…
“A lui mi lega una condivisione totale di questo percorso, in particolare nelle scelte fatte dal 2008 a oggi, ma anche una grande stima personale: lo considero un leader equilibrato, sarebbe un ottimo presidente del Consiglio. Altro che Berlusconi!”

(foto di Guido Picchio)

 

 

 



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