Il vescovo Giuliodori:
“La statua di Matteo Ricci
deve essere fatta”

Presentati i concerti ricciani
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Monsignor Claudio Giuliodori, Romano Carancini, Adriano Ciaffi

di Alessandra Pierini

Continuano i festeggiamenti per il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci e le iniziative volte a celebrare il gesuita famoso nel mondo e riscoperto a Macerata sono numerose e interessano tutti i campi, politici, economici, culturali e artistici. Questa mattina il Vescovo della Diocesi di Macerata, il sindaco Romano Carancini e il Presidente del Comitato Festeggiamenti hanno presentato tre eventi musicali nel corso dei quali i testi di canzoni per i quali l’eclettico gesuita aveva scritto anche le musiche, andate perse, torneranno a vivere nell’arte di famosi artisti cinesi. Non poteva mancare, nel corso della conferenza,  un riferimento alla realizzazione della statua di Padre Matteo Ricci in piazza Vittorio Veneto, inserita sin dall’inizio tra le iniziative proposte dal Comitato, ma a rischio per mancanza di fondi e criticata da Massimiliano Bianchini, ex assessore alla cultura e attuale capogruppo in consiglio di “Pensare Macerata”.
Monsignor Giuliodori ha spiegato la sua ferma volontà di realizzare i monumento per mano di Cecco Bonanotte, artista da lui selezionato: «Nonostante i tagli del Governo e le difficoltà economiche, tutte le iniziative che avevamo programmato sono state fatte. Il monumento deve quindi restare tra i nostri obiettivi e servirà a dare anche a Macerata un riferimento ricciano, intanto in Cina sono già state realizzate 4 o 5 statue. All’interno del Comitato ci siamo divisi i compiti e a me è toccata la scelta dell’artista che è caduta su Cecco Bonanotte, artista di fama mondiale nato a Porto Recanati. Basta guardare il suo sito internet e qualcuno, allargando gli orizzonti si renderà conto del suo prestigio.»
Il Vescovo ha precisato anche la questione economica: «L’artista ha ridotto il costo della realizzazione da 750.000 a 600.000 euro e ci è venuto incontro rateizzando notevolmente il pagamento. La Fondazione Carima ha già deliberato un finanziamento di 200.000 euro, saranno Comune, Provincia e Regione Marche a pagare il resto. Siamo consapevoli che è una cifra impegnativa ma questa è la cosa più importante che possiamo fare in questo momento. Sappiamo quanto sono costate le mostre e lo Sferisterio Opera Festival nell’edizione “A maggior gloria di Dio” dedicata a Padre Matteo Ricci ma queste sono cose che passano, la statua invece rimarrebbe per sempre. Non vorrei che Macerata si rivelasse ancora una volta miope e non pronta alle grandi imprese, se rinunciasse alla statua farebbe un’operazione di autolesionismo.»
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Sul valore immateriale del monumento si è soffermato a lungo anche Ciaffi: «L’operazione Padre Matteo Ricci è un investimento e non un mero consumo celebrativo. Non ci sono i soldi e nel 2010 non si è speso un euro per le celebrazioni ma il monumento sarà un segno materiale che coronerà la città.» Il Sindaco, non intervenuto durante la conferenza, ci ha comunque detto la sua: «E’ un dato di fatto che il monumento lo vogliono tutti e va realizzato. Questo è però un momento delicato e, fermo restando il nostro impegno, il Comune di Macerata non potrebbe permetterselo. Dobbiamo quindi essere attenti a scegliere il momento adatto per destinare queste risorse e a come impattarle nel tempo.»
I concerti dedicati a Padre Matteo Ricci, dal titolo “Armonie fra oriente e Occidente” sono invece in programma al Teatro Lauro Rossi domenica 7 quando si esibirà Dehai Liu, il liutista più famoso al mondo con “Poemi di Ricci e canti liturgici di Amiot, musica cinese di corte tra il Seicento e il Settecento” e venerdì 12 novembre  con la “Weltweitw Klange Orchestra” di Norimberga. E’ previsto un appuntamento musicale anche per gli studenti nella mattinata del 12 novembre.

Il concerto che si doveva svolgere nella Chiesa di San Giovanni andrà invece in scena in Cattedrale: «Sono caduti degli stucchi quindi dovremo ridurre ulteriormente l’utilizzo della chiesa. Il sopralluogo dei vigili del Fuoco saprà darci indicazioni precise. Intanto non crediamo sia il luogo più adatto per ospitare dei ragazzi.»
Romano Carancini ha anche presentato una sua idea per i festeggiamenti: «Non dobbiamo pensare che le celebrazioni ricciane siano giunte al termine perché faremo di tutto per far cresce e ricordare questa figura. Allargheremo questo cammino senza meta, ad esempio mi piacerebbe molto nel corso del mio mandato, realizzare un gemellaggio con una città cinese.»

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Il vescovo Claudio Giuliodori

Dello stesso avviso Adriano Ciaffi: «In questa fase le iniziative ricciane che hanno coinvolto diverse parti del mondo di epicentrano a Macerata, dove incontrano un’altra importante iniziativa, l’anno della Cina in Italia, che dà ancora maggiore importanza.»
Il vescovo Monsignor Giuliodori ha anche spiegato come è nata l’idea dei concerti: «Questi eventi sono un dono e sono stati gli stessi artisti a cercarci per esibirsi a Macerata in onore di Padre Matteo Ricci.»
Dehai Liu, il grande suonatore di liuto ha anche inviato un suo messaggio personale per l’evento: «È con emozione che partecipo al concerto di Macerata del 7 novembre, concerto completamente inedito perché riunisce alcune proposte poetiche e musicali di alto livello e poco conosciute riguardanti gli scambi culturali tra Oriente e Occidente. Per la prima volta farò ascoltare delle grandi pagine dell’arte musicale cinese per liuto in un programma che ridisegna anche la storia del Seicento e Settecento musicale del mio paese. Inoltre, è di grande portata simbolica per me suonare il solo concerto italiano della mia tournée europea di quest’anno nella città natale del gesuita Matteo Ricci, figura così importante e pioniere del dialogo tra le culture, e in particolare tra Cina e Europa. Sottolineo infine che suonerò in compagnia di due musicisti di eccezione, la liutista Lingling Yu e il cantante Kelong Shi, rarissimi musicisti che conoscono e continuano a trasmettere l’arte musicale dell’antica Cina».



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