facebook twitter rss

Serafini e Monceri:
“Non solo Vincisgrassi”

martedì 18 novembre 2008 - Ore 21:33 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

Maurizio Serafini e Luciano Monceri sono noti ai più come “I Vincisgrassi” ma ridurre le loro mille attività, molte delle quali complesse e dense di significato, alle simpatiche e divertenti canzoni in dialetto, che pure hanno una base di studio antropologico e un nesso indissolubile con la realtà maceratese e marchigiana, sarebbe piuttosto riduttivo e perderemo parte di quello che “Arte Nomade” rappresenta una risorsa del nostro territorio.
Iniziamo a conoscerli meglio dalle parole di Maurizio Serafini: “Luciano ed io siamo insieme tutti i giorno da venti anni. Avete presente moglie e marito? Ecco noi siamo così, ci completiamo a vicenda: io suono uno strumento a fiato, lui a corde, Luciano è un arrangiatore ed io un paroliere, io un sognatore pindarico e lui mette in pratica, insomma una combinazione ottimale.Talvolta ci dividiamo nei nostri viaggi perchè lui è un viaggiatore più sedentario, ma ad esempio in Mongolia e Nepal siamo andati insieme.”
Una accoppiata vincente che negli anni ha dato vita ad attività di ogni genere e ad un percorso artistico eclettico e trasversale che coinvolge le più diverse espressioni artistiche,  l’utilizzo di strumenti sia musicali che comunicativi tra i più disparati sempre con uno sguardo attento alle origini e alle caratteristiche sociali e culturali della nostra civiltà. Si passa dai Vincisgrassi, gruppo folcloristico e demenziale agli Ogam, di cui Maurizio e Luciano fanno parte e con i quali si occupano di rivisitare melodie celtiche e medioevali, per arrivare poi ai Mortimer Mc Grave e all’impasto vincente del rock celtico. Come se non bastasse i nostri amici si dilettano in una continua attività di ricerca e studio delle origini che ha portato a risultati importanti tra i quali la mostra dedicata all’orientalista Giuseppe Tucci che da Macerata si è trasferita a Pennabilli, dove è stata visitata dal Dalai Lama, poi al Museo delle Arti Orientali di Roma e ancora a Nuova Delhi, le tre spedizioni sulle orme di Tucci attraverso le quali il già ricco materiale sull’orientalistica raccolto negli anni è stato ulteriormente ampliato tanto da costituire una fonte essenziale per quanti vogliono studiare questo tema e ancora in collaborazione con “Terra di Teatri” della Provincia di Macerata lo spettacolo “Corpo di guerra” dedicato ai caduti di Montalto. Qual è la ragione di questo vagare nella storia, nella realtà e nella rappresentazione in tante varie forme? E’ lo stesso Maurizio Serafini a spiegarcelo: “La nostra indole comica si coniuga con la poetica, la ricerca e lo studio e prestiamo particolare attenzione ad offrire facilità di comprensione senza trascurare la parte contenutistica. Tanta frammentazione è probabilmente legata all’esigenza di coniugare tanti interessi senza perderne nessuno lungo il cammino. Quella per il passato è una passione, lo studio di ciò che era è molto divertente e lo stesso Tucci diceva ‘Non mi interessa quello per cui si arrabatta la gente tutti i giorni’ e lo stesso è per noi.”
Tra gli eventi organizzati, sicuramente il più importante è “Montelago Celtic Night”, giunto quest’anno alla sua sesta edizione: “Tengo molto a  Montelago – ci dice Maurizio- ed è per questo che voglio fare un appello per salvarlo: questa manifestazione che rappresenta per tutto il territorio un bacino di visitatori provenienti da tutta Italia e non solo e che è un momento davvero unico che raccoglie gente di ogni tipo in un’atmosfera magica rischia di scomparire. In primo luogo i media troppo spesso l’hanno rappresentato come una sorta di luogo di perdizione che non è assolutamente, d’altra parte le istituzioni non intendono prendere a cuore questa iniziativa che potrebbe essere uno strumento prezioso per rilanciare l’Alta Valle del Chienti.”
Interessanti anche i prossimi progetti: a dicembre si rinnova l’ormai tradizionale appuntamento con il fotoromanzo di Natale che quest’anno si intitolerà “Ciucus” e sarà un vero e proprio capolavoro di grafica. Nel nuovo anno invece potremmo assistere nelle sale della Regione a “Succo di Marca” primo lungometraggio dei Vincisgrassi, del quale Maurizio Serafini ci dà qualche anticipazione: “Come dice il titolo stesso il nostro film vuole rappresentare l’essenza della marchigianità. Prende il via dal “Viaggio in Italia” di Piovene, nel quale si parla delle Marche. Nel film Piovene è ancora vivo e torna per scrivere un secondo libro, per far ciò va in giro passando da Macerata e Camerino e si interroga su cosa è cambiato dal primo libro e su cosa è rimasto di quella marchigianità Al termine del cammino approda a Civitanova e si imbatterà nell’ostentazione della ricchezza e del lusso.”
Non ci sarebbe tutto questo se tanti anni fa Maurizio non avesse detto no a Pupi Avati: “Quando studiavo a Bologna facevo cabaret in un circolo, il Gran Pavese. C’erano Susy Blady, Patrizio Roversi i Fratelli Ruggeri e molti altri. Lì conobbi il fratello di Pupi, Antonio Avati che me lo presentò. Mi fece fare uno spettacolo al Bandiera Gialla poi mi propose una serie di attività che mi avrebbero tenuto costantemente impegnato per anni. Rifiutai e scelsi la libertà.” La stessa libertà che ha sposato Luciano Monceri e che ancora oggi contraddistingue i Vincisgrassi, gruppo senza colore politico, senza regole, senza limiti, ma con tanta passione ed emozioni da dare.
Qui sotto potete ascoltare il recente tributo al ciauscolo (vincitore del sondaggio sui prodotti tipici di Cronache Maceratesi) realizzato dai Vincisgrassi:
http://www.cronachemaceratesi.it/wp-content/audio/inno_al_ciauscolo.mp3

Alessandra Pierini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Pubblicità elettorale




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X