Pamela, una lettera di scuse da Oseghale:
«Non gli credo, non trasmette
nessuna sensazione di verità»

MACERATA - Alessandra Verni, madre della 18enne uccisa nel 2018, lo ha svelato nel corso di una trasmissione tv: «Non posso accettare che si continui a giocare sulla memoria e sul dolore mio e di mia figlia»

- caricamento letture
Rigoli-verni

Alessandra Verni con l’avvocato Stefano Rigoli

Innocent Oseghale avrebbe scritto una lettera di scuse ad Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa a Macerata nel gennaio 2018. A svelarlo, nel corso della trasmissione televisiva “Incidente Probatorio”, in onda su Canale 122 Fatti di Nera, è stata proprio la Verni, affiancata dall’avvocato Stefano Rigoli, titolare dello studio legale Rs Group di Torino.

ProcessoOseghale_3aprile_FF-4

Innocent Oseghale

L’iniziativa del detenuto, condannato in via definitiva all’ergastolo, è stata respinta sia dalla famiglia della vittima sia dai legali che la assistono. Secondo quanto affermato da Verni e dal suo avvocato durante la trasmissione, il contenuto della lettera solleverebbe alcuni dubbi sulla spontaneità del testo. In particolare, la struttura linguistica, il registro e il contenuto, secondo quanto sostenuto dalla famiglia e dai suoi legali, farebbero ipotizzare una stesura suggerita o dettata da terzi. Sarebbero inoltre emerse alcune contraddizioni rispetto alle recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dai difensori di Oseghale. «Leggere quelle parole scritte a mano non mi ha trasmesso alcuna sensazione di verità – ha detto Verni – ho percepito immediatamente che quelle non erano parole sue, ma un testo suggerito o dettato per uno scopo preciso. Non posso accettare che si continui a giocare sulla memoria e sul dolore mio e di mia figlia: il vero pentimento si dimostra con la verità integrale, con la piena assunzione di responsabilità, non con lettere costruite ad arte».

pamela mastropietro evidenza

Pamela Mastropietro

«Ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo maldestro di manipolazione – ha detto l’avvocato Stefano Rigoli – riteniamo che questa lettera sia il frutto di un’operazione studiata a tavolino, volta unicamente a costruire i presupposti formali per ottenere a breve o medio termine benefici carcerari, permessi o sconti di pena. Non vi è alcuna traccia di reale pentimento né alcuna evidenza di progressi nel percorso di recupero del detenuto, e ancora meno di apertura verso la verità».

Alessandra Verni aveva incontrato in carcere Oseghale a marzo 2025 e si era presentata vestita come lo era Pamela nel giorno dell’omicidio: anche in quella occasione aveva sottolineato che non voleva si trattasse di un modo per l’uomo per ottenere premi o benefici.

Articoli correlati


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X