«Approfitta della fragilità dello zio
e si fa lasciare l’eredità»
Rinviata a giudizio la nipote

TREIA - La donna è imputata per circonvenzione di incapace. Oggi l'udienza preliminare al tribunale di Macerata. Altri due nipoti dell'ex segretario comunale, assistiti dagli avvocati Federico Valori e Benedetta Tommasoni (in foto), sono parte civile

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Gli avvocati Federico Valori e Benedetta Tommasoni

di Alessandro Luzi

Il testamento di Romano Sarnari finisce al centro di un processo che si aprirà a febbraio al tribunale di Macerata. Oggi, nel corso dell’udienza preliminare, il gup Andrea Belli ha rinviato a giudizio Gianfranca Scarponi, nipote della moglie dell’ex segretario comunale di Sarnano, Visso, Montecassiano e Montelupone, morto il 7 ottobre 2021 a 93 anni. L’accusa verso la 56enne, domiciliata a Treia, è di circonvenzione di incapace.

Secondo quanto contestato dal pm Alessandra Alloggio, la nipote avrebbe approfittato del declino cognitivo di Sarnari, inducendolo a fare un testamento olografo in cui lei stessa è stata indicata come erede universale. Uno degli altri due nipoti, un 65enne residente a Macerata, ha scoperto di essere stato estromesso dall’eredità dello zio. Così, insieme all’altro nipote, un 59enne residente a Londra, ha deciso di denunciare tutto alla Guardia di finanza e da lì sono scattate le indagini su quanto accaduto.

federico valori e benedetta tommasoni

In base agli accertamenti svolti, la procura sostiene che l’imputata avrebbe approfittato dei disturbi dell’umore associato ad ideazione delirante e una sindrome depressiva di Sarnari per farsi indicare nel testamento come erede universale. Testamento che era stato redatto nel 14 giugno 2021. 

Nella costituzione di parte civile gli avvocati Federico Valori e Benedetta Tommasoni ricostruiscono le visite cui era stato sottoposto Sarnari già dal 2013. In quell’anno, si legge nell’atto di costituzione «Sarnari è stato accompagnato dal nipote 65enne, su richiesta della moglie dell’anziano che era molto preoccupata per le sue condizioni, dal medico Marilena Capriotti per una visita neurologica. All’esame è risultato che lo zio dei miei assistiti presentava “un’alterazione palese dell’esame di realtà, con spunti deliranti e non è pienamente in grado di intendere e di volere”».

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L’avvocato Giancarlo Giulianelli

Nel 2014 arriva un’altra visita «dallo psichiatra Pierdomenico Ruggeri, su consiglio del medico di medicina generale Luigi Pettarelli di Treia che aveva ritenuto opportuno fare un approfondimento diagnostico». Circa 5 anni dopo, il 25 febbraio 2019 «Sarnari è stato riconosciuto invalido civile al 100%, con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta». Condizioni psichiche che «sono peggiorate dopo la morte della moglie dell’ex segretario comunale, avvenuta il 21 aprile del 2019. Cosa attestata in una visita del 4 giugno dal medico Gianni Giuli di Macerata. In seguito alla morte della moglie, la nipote aveva ospitato Sarnari nella sua casa di Treia» si dice ancora nell’atto di costituzione.

Oggi la donna, difesa dall’avvocato Giancarlo Giulanelli, è stata rinviata a giudizio e i due nipoti si sono costituiti parte civile. Il processo per fare luce su quanto accaduto si aprirà il 23 febbraio davanti al giudice Cosimo Pedullà.

Per questa vicenda è in corso anche un processo civile al tribunale di Macerata. Su richiesta dei due nipoti, il giudice Quirino Caturano, l’estate scorsa, aveva disposto il sequestro conservativo fino a 200mila euro dell’eredità di Sarnari.

Tutta l’eredità di Romano Sarnari <br> intestata a una nipote, <br> gli altri contestano: sequestrati 200mila euro


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