San Severino a 10 anni dal sisma,
Piermattei: «Accelerare ancora»

RICOSTRUZIONE - Il primo cittadino fa il punto sulle opere pubbliche e private. Dall'Itss "Divini" al Palazzo comunale fino al restauro del castello di Pitino. Nel secondo stralcio delle opere anche la realizzazione della nuova casa di riposo "Lazzarelli"

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Il sindaco Rosa Piermattei e il commissario straordinario sisma Guido Castelli

«Dobbiamo accelerare ancora». Il sindaco di San Severino Rosa Piermattei fa il punto a 10 anni dal sisma del 2016 ricordando che il suo Comune è stato il primo del cratere a rimuovere tempestivamente le macerie per consentire il rapido avvio dei cantieri. Un’operazione che permette, a oggi, di registrare numeri significativi sul fronte della ricostruzione pubblica e privata.

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L’Itts “Divini” a San Severino

La ricostruzione dell’Itts Divini ha rappresentato un traguardo importante per la comunità settempedana. Con un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro la struttura è rinata come una scuola modello all’avanguardia, concepita secondo le più moderne tecnologie antisismiche e in classe Nzeb (nearly zero energy building) a emissioni quasi zero, in grado di ospitare fino a 800 studenti con 32 aule, laboratori innovativi, spazi esterni dedicati allo sport e una nuova palestra.

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Il palazzo comunale

Nel corso di questo decennio sono stati portati a termine numerosi interventi di recupero e restauro monumentale e funzionale come Palazzo comunale in piazza del Popolo e palazzo Governatori, attuale sede dell’ufficio Sisma del Comune. Sono stati completati i lavori all’Ipsia “Ercole Rosa” e la ristrutturazione dell’appartamento di Porta romana. Sul fronte scolastico e dei servizi socio-sanitari sono stati realizzati la nuova scuola di via D’Alessandro, il nuovo asilo Gentili, le strutture del centro socio educativo riabilitativo “Il Girasole”, il complesso residenziale “Dopo di Noi” dedicato alle persone con disabilità e gli interventi di ammodernamento al palasport comunale “Albino Ciarapica”.

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Il castello di Pitino

La programmazione ha visto inoltre l’avvio dei cantieri presso la storica palazzina Scuriatti e nei cimiteri frazionali di Pitino, Cesolo e Corsciano, unitamente al pieno completamento di tutte le opere pubbliche finanziate dal Pnc, tra cui il restauro completo del castello di Pitino, il recupero del giardino storico monumentale “Giuseppe Coletti”, la rigenerazione urbana di via Cesare Battisti e il ripristino della strada comunale di Straccialena.

Il Comune si avvia ora a concludere la fase progettuale per il recupero del plesso scolastico “Luzio”, mentre proseguono i percorsi per la rinascita dell’asilo “Talpa” e la realizzazione della nuova casa di riposo “Lazzarelli”. A breve partiranno inoltre i cantieri nel complesso dell’ex Gil, al cinema Italia, il primo stralcio della fontana delle Sette Cannelle e i lavori per il nuovo asilo comunale “Gentili”.

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Il giardino Coletti

«Sicuramente c’è molto da fare e la burocrazia rallenta il cammino della ricostruzione – ha detto il sindaco Rosa Piermattei -. Non ci ha aiutato il Covid che ci ha tenuti fermi per quasi tre anni. Poi si è aggiunta la guerra con il conseguente e considerevole aumento del costo delle materie prime che ha imposto di ricominciare e fare una rivalutazione di tutte le spese e di tutti i contributi praticamente in tutti i cantieri. Ma dall’altra parte, San Severino ha portato a termine le prime opere pubbliche riconosciute e ora sta lavorando sul secondo stralcio, un intervento complessivo di oltre 40 milioni di euro dove è ricompresa la realizzazione della nuova casa di riposo per la quale, a causa della burocrazia, stiamo perdendo del tempo prezioso. Sono trascorsi dieci anni, sono tanti, e molte persone della nostra comunità sono anziane, incontrano difficoltà e desiderano fortemente ritornare nelle proprie abitazioni. Mi auguro proprio, vista l’accelerazione che abbiamo avuto negli ultimi due anni, che il percorso possa proseguire ancora più celermente, in modo da consentire a tutti di tornare a una vita normale e di poter pensare al futuro e a come ripopolare questi luoghi».

Sul fronte della ricostruzione privata, ad agosto 2026, gli edifici inagibili sono 1256 e le pratiche presentate 1008. I contributi concessi per la ricostruzione privata hanno raggiunto un importo di circa 482mila euro per 782 interventi, affiancati da oltre 733mila euro destinati alla delocalizzazione delle attività, mentre le opere pubbliche hanno visto l’erogazione di oltre 40 milioni di euro euro e l’edilizia religiosa di 2 milioni di euro. Le pratiche concluse con contributo economico sono 526 mentre 47 sono state concluse senza finanziamento, 55 sono risultate rigettate, 57 hanno ricevuto un preavviso di rigetto, 15 hanno registrato la rinuncia al contributo e 5 sono state le revoche effettive.

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