Caso angiografo, la Fondazione Carima:
«Ast rispetti gli impegni presi.
Sospendiamo nuove donazioni» (Video)
MACERATA - Oggi si è svolto il Cda sulla questione del macchinario: «Stop all’invio di nuove apparecchiature in un'ottica di prudente e responsabile gestione delle risorse istituzionali, ci riserviamo di darvi nuovamente corso non appena acquisiti gli elementi di chiarimento attesi. Piena disponibilità a collaborare, nelle forme che saranno ritenute più opportune, affinché l'angiografo possa tornare quanto prima pienamente operativo»

Il cda della Fondazione di oggi pomeriggio
(video di Alessandro Vallese, foto di Fabio Falcioni)
Caso del costoso angiografo fermo al palo all’ospedale di Macerata, la Fondazione Carima: «valuteremo ogni iniziativa volta a esigere gli impegni presi dall’Ast. Ci vediamo costretti a sospendere temporaneamente l’avvio di nuove iniziative di donazione di apparecchiature sanitarie. Piena disponibilità a collaborare affinché l’angiografo possa tornare quanto prima pienamente operativo».

La Fondazione in una nota di pochi minuti fa, dopo la riunione del Cda nel pomeriggio, è intervenuta sulla vicenda del costoso angiografo donato all’Ast di Macerata e che al momento è inutilizzato. La questione non è l’angiografo, che funziona bene, ma sono i gruppi di continuità per alimentarlo. L’Ast è al lavoro per sistemare la cosa, ha comunicato, in seguito all’articolo comparso su Cronache Maceratesi (inchiesta dell’avvocato Giuseppe Bommarito) per denunciare il problema col macchinario.
Oggi prima della nota, abbiamo sentito presidente e segretario generale della Fondazione: «La situazione ha preso delle vie che non ci sono tanto piaciute – dice in una videointervista a Cronache Macerata Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, presidente della Fondazione -, un po’ dubbiose. Ho letto l’ultimo articolo dell’avvocato Bommarito.
Noi sinceramente non ci sentiamo tra quelli che hanno fatto una brutta figura». Sulla vicenda lo spiega con una semplificazione: «è come se io regalassi un computer a una persona che non ha il wireless. Non posso mica andarci di mezzo io che ho regalato il computer». Sulla donazione dell’angiografo: «Siamo soddisfatti, molto fieri della donazione. Le donazioni fatte all’Ast sono donazioni che servono a tutti noi. Tutti noi abbiamo bisogno della strumentazione medica».
Gianni Fermanelli, segretario generale Fondazione Carima: «Abbiamo appreso che l’Angiografo sembrerebbe essere fermo da qualche mese, in questo caso la normativa di settore, gli adempimenti che ci derivano dall’essere fondazione a servizio del territorio ci impone di non fermarci alla donazione ma a verificare che i beni vengano utilizzati».

Francesco Sabatucci
Tornando alla nota, la Fondazione premette che: «persegue da sempre, nell’ambito delle proprie finalità istituzionali, l’obiettivo di contribuire al miglioramento della tutela della salute dei cittadini della provincia di Macerata, sostenendo il progressivo ammodernamento tecnologico dei presidi ospedalieri del territorio». Un impegno che nel corso degli anni si è tradotto in numerosi interventi e campagne di donazione di apparecchiature sanitarie, programmati e attuati in costante raccordo con l’Azienda Sanitaria Territoriale.

Gianni Fermanelli e Francesco Sabatucci
Sulla sospensione temporanea dell’operatività dell’angiografo vascolare Philips Azurion in dotazione all’Uoc di Radiologia Interventistica dell’ospedale di Macerata, la Fondazione: «ritiene opportuno fornire alcuni elementi di chiarimento, nel consueto spirito di trasparenza che ha sempre contraddistinto la propria attività.

L’angiografo costituisce una delle diciassette apparecchiature sanitarie donate dalla Fondazione all’Ast di Macerata, fra il 2024 e il 2025, a beneficio dei presidi ospedalieri della provincia, per un valore complessivo di circa 1,6 milioni di euro. Con un valore di euro 518mila euro oltre Iva, esso rappresenta, per rilevanza economica e contenuto tecnologico, il bene di maggior valore tra quelli oggetto della liberalità. L’intero procedimento di donazione si è svolto in un quadro di piena collaborazione tecnica e istituzionale tra la Fondazione e l’Azienda Sanitaria. Le apparecchiature, unitamente alle relative configurazioni tecniche, sono state individuate sulla base delle esigenze cliniche rappresentate dalle strutture sanitarie destinatarie e successivamente validate dai competenti uffici tecnici dell’Ast, che ne hanno attestato la piena rispondenza alle necessità assistenziali, diagnostiche e terapeutiche.

Gianni Fermanelli
All’esito della prescritta istruttoria tecnico-amministrativa, la donazione è stata formalmente accettata dall’Azienda mediante determina del direttore dell’Uoc Acquisti e Logistica del 17 dicembre 2024 ed è stata successivamente perfezionata con atto pubblico notarile del 23 dicembre 2024. In tale atto sono analiticamente descritti tutti i beni oggetto della liberalità e viene espressamente dato atto della loro conformità alle richieste formulate dalla stessa Azienda Sanitaria. Col medesimo atto l’Ast ha assunto l’impegno di provvedere alla predisposizione e alla messa a disposizione di locali idonei all’installazione e all’utilizzo dell’apparecchiatura, realizzando gli interventi necessari a tal fine.

Successivamente l’angiografo è stato installato, sottoposto alle verifiche previste dalla normativa vigente e collaudato con esito positivo in data 30 dicembre 2025 dalle competenti funzioni dell’Ast, venendo dichiarato pienamente idoneo all’utilizzo clinico su pazienti».
La Fondazione aggiunge che «alla luce della documentazione disponibile e del rigoroso iter tecnico-amministrativo seguito dalla Fondazione, deve escludersi in radice qualsiasi nesso tra le criticità riportate dagli organi di stampa e la configurazione dell’apparecchiatura oggetto della donazione, definita in conformità alle richieste formulate dall’azienda sanitaria, validata dalle competenti funzioni tecniche e amministrative della medesima, positivamente collaudata e, all’esito delle prescritte verifiche, formalmente accettata dall’azienda.

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, le criticità sembrerebbero, piuttosto, riferibili alle attività di integrazione dell’apparecchiatura con le infrastrutture impiantistiche del presidio ospedaliero, profilo che esula dall’oggetto della donazione e, conseguentemente, dagli obblighi e dalle responsabilità della Fondazione».
La Fondazione continua sottolineando che segue l’evolversi della vicenda «nella piena consapevolezza dell’importanza strategica che questa tecnologia riveste per il sistema sanitario provinciale e, soprattutto, per i pazienti che quotidianamente ne beneficiano. Nel contempo, si riserva ogni opportuna valutazione e iniziativa volta a esigere il rispetto degli impegni assunti dall’Ast di Macerata, finalizzati ad assicurare il pieno utilizzo del bene donato, e a tutelare i propri interessi istituzionali e la propria immagine, nell’adempimento dei doveri che l’ordinamento di settore pone a carico dell’ente e dei suoi organi. Inoltre, nelle more dei necessari approfondimenti tecnici e nell’auspicio che ogni profilo possa trovare quanto prima piena e condivisa definizione, la Fondazione si vede costretta a sospendere temporaneamente l’avvio di nuove iniziative di donazione di apparecchiature sanitarie, in un’ottica di prudente e responsabile gestione delle proprie risorse istituzionali, riservandosi di darvi nuovamente corso non appena acquisiti gli elementi di chiarimento attesi».

La Fondazione infine «conferma la propria piena disponibilità a collaborare, nelle forme che saranno ritenute più opportune, affinché l’angiografo possa tornare quanto prima pienamente operativo e i professionisti della Radiologia Interventistica dell’ospedale di Macerata possano riprendere la propria attività, nella convinzione che l’interesse della collettività, che costituisce la ragione stessa della liberalità, richieda oggi spirito di collaborazione e rapidità nell’individuazione delle soluzioni, più che contrapposizioni».
ASTinenza.
…Massimo, o anche…cASTinenza, eh… m.g. gv
…e poi, c’è la prossima mASTicazione…ma per rilass’arsi… m.g. gv
Che figura di……….
L’importante è evitare l’ASTio.
…Massimo, se io potessi, farei una mASTodontica donazione, ma non posso… m.g. gv
I problemi avrebbero dovuto essere enucleati e risolti nella fase, fondamentale, del collaudo, che doveva rappresentare il momento della consegna ufficiale. Ma, da quanto si legge, pare non abbia avuto luogo.
Ode a ‘a Fondazione Carima
O nobile Carima, gelida e luminosa,
figlia d’ ‘a legge Amato, sposa d’ ‘o dovere,
tu nun sì ‘a carità che canta ‘e rose,
ma ‘o marmo statuario ca nun trema ‘o core.
‘O ricco patrimonio, frutto ‘e ‘na Cassa antica,
nun è d’ ‘o privato ‘o capriccio gentile:
è mandàto pubblico, catena d’oro antica
che lega ‘o bbene comune a ‘o bbene civile.
Tu eroghi perchè ‘o statuto t’ ‘o cumanna,
nun pe’ pietà d’ ‘o povero o d’ ‘o malato;
ma ‘int’ ‘o rigore legale nasce ‘a luce d’ ‘a fiammella
che restaura ‘e chiese, sana ‘o spitale,
da ‘a borsa ‘e studio fa nascere ‘na stella.
Presidente e cunsiglieri, ‘e carne e ‘e osso,
cu’ ‘a sensibbilità d’ ‘o territurio ‘ncarnata,
so’ servi ‘e ‘na missione, nun padroni ‘e ‘o rosso:
‘o patrimonio nun è lloro, è ‘a cumunità.
Oh, ironia suprema d’ ‘o destino umano!
‘A filantropia cchiù pura nun è libera sceltà,
ma obbligo statutario, vincolo sovrano,
ca fa cchiù bbene ca mille cuori ‘e vanità.
Tu nun accumule ‘o tesoro pe’ guardarlo lucente,
ma ‘o fai fruttà pe’ ‘a Macerata, pe’ ‘o popolo, pe’ ‘o vviento:
duie, tre per cento ‘e rendimente,
ma ‘int’ ‘o dovere sta ‘a vera Bellezza, eterna e ardente.
E si ‘a burocrazia te fa lenta ‘a mano,
e si ‘o pubblico te mpaccia ‘o passo,
tu resti ‘o ponte d’oro tra ‘o ieri e ‘o dimane,
fundazione d’ ‘o dovere, nun d’ ‘o caso.
Salute a tte, Carima, regina senza corona,
ca ‘int’ ‘o freddo d’ ‘a legge cunosce ‘o vero calore:
‘a bontà cchiù raffinata è chella ca s’ ‘a pona
dinto ‘o dovere, e ce ride cu’ ammore.
‘A virtù nun è mai angelica, è istituzionale.
E certo che anche chi sul finire dell’800 portò l’elettricità a Macerata s’assunse una grossa responsabilita, ma non condanniamo perché all’epoca si pensò di fare bene.
La delibera della Fondazione Carima è un necessario richiamo al rigore istituzionale: la beneficenza del territorio non può fare da paracadute all’inefficienza pubblica. Accettare un angiografo salvavita da oltre mezzo milione di euro impegnandosi a renderlo operativo, per poi lasciarlo fermo per mesi, fotografa una grave inadempienza. Il fatto che la soluzione sia stata sbloccata d’urgenza e solo sotto la pressione dei media, svela la realtà di una gestione che si attiva per tutelare la propria immagine, non la salute dei cittadini. Ed è inaccettabile. Sospendere temporaneamente le future donazioni è un atto di responsabilità fiduciaria verso la collettività. Chi offre l’eccellenza tecnologica ha il diritto di pretendere che vengano garantite le condizioni minime di sicurezza e operatività; se questo ponte di fiducia si interrompe a causa di latenze e omissioni burocratiche, a pagare il prezzo dell’inerzia saranno solo i medici del reparto e i pazienti maceratesi.