Spostato il busto di Verdi:
«Una semplificazione riduttiva dire che
lo facciamo per creare due posti auto»

POLLENZA - Da ieri la statua traslata di circa 20 metri, davanti al municipio. Il sindaco Mauro Romoli ha tirato dritto nonostante le proteste di circa 500 cittadini, che avevano firmato una petizione: «Nessuna violenza alla storia o alla tradizione, anzi: una scelta funzionale alla valorizzazione dell'ingresso del teatro e per dare all'opera una centralità in una posizione con più respiro»

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Il busto spostato all’ingresso del municipio

di Francesca Marsili

Imbracato e protetto, il busto su piedistallo di Giuseppe Verdi ha compiuto la sua “traversata” di 20 metri all’interno della stessa piazza della Libertà, a Pollenza. Da ieri il Maestro ha lasciato la sua storica postazione di guardia davanti l’ingresso del teatro per accomodarsi a lato della piazza, a una manciata di passi dal municipio.

Un “viaggio” breve ma chiacchieratissimo, che da un lato ha sollevato reazioni contrarie da parte di numerosi cittadini (con tanto di raccolta di quasi 500 firme), dall’altro ha segnato un passo importante nel rilancio del borgo. «La nuova conformazione della piazza risponde alla necessità di bilanciare in modo moderno le esigenze di tutti: residenti, commercianti, pedoni e turisti», evidenza il sindaco Mauro Romoli sottolineando che l’intervento fa parte di un piano da 7 milioni di euro per la riqualificazione del centro storico. Gli avversi allo spostamento nelle settimane scorse hanno criticato l’intervento parlando di «sfregio alla storia, alla cultura e alla memoria» del paese, accusando l’amministrazione di aver sacrificato la tradizione e ipotizzando che lo spostamento fosse funzionale soltanto al recupero di un paio di stalli per il parcheggio delle auto. Oggi è il sindaco Mauro Romoli ad intervenire, per chiarire il senso e gli obiettivi dell’intervento, rivendicando la bontà della scelta urbanistica e respingendo le accuse di arroganza o di decisioni prese in solitudine.

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Il sindaco Mauro Romoli

«In questi giorni ho ascoltato e letto molte cose, scegliendo di non cedere alle provocazioni per evitare di spaccare la comunità – sottolinea il primo cittadino – evitare la contrapposizione sterile è un atto di responsabilità: un sindaco ha il dovere di unire le diverse esigenze e sensibilità, senza però rimanere paralizzato dal principio per cui “nulla debba mai cambiare”». Romoli ribadisce che lo spostamento del busto di Verdi, effettuato all’interno di piazza della Libertà, fa parte di un progetto di restyling organico e meditato, sviluppato con l’ausilio di professionisti del settore e ampiamente condiviso all’interno della compagine di governo locale. «Dire che lo spostamento sia avvenuto per creare due posti auto è una semplificazione riduttiva – precisa – non c’è stata alcuna violenza alla storia o alla tradizione. Nella nuova piazza ci saranno molte meno auto rispetto al passato, quando la statua era letteralmente soffocata dai veicoli in sosta. Ci sarà più spazio per i pedoni, il verde pubblico, l’arredo urbano e per tutto quello che dovrebbe stare in una piazza concepita al giorno d’oggi. Lo spostamento è funzionale anche alla valorizzazione dell’ingresso del teatro con un’insegna ed illuminazione dedicata, che oggi era di fatto ostruito e dare al busto una centralità in una posizione con più respiro».

L’intervento sulla piazza si inserisce in un programma di investimenti ben più ampio. Tra il 2026 e il 2028, infatti, sono previsti circa 7 milioni di euro per la riqualificazione e la valorizzazione del centro storico di Pollenza, con l’obiettivo di rendere il borgo attraente, vivibile e accessibile anche in ottica turistica. «Chi pensa che le scelte vengano prese per dispetto è piccolo, piccolo ed inadeguato rispetto al compito richiesto a chi deve amministrare oggi una comunità – prosegue il primo cittadino – continuo a scrivere parole come “oggi” o come “futuro” perché la capacità di guardare avanti è la grande assente del dibattito pubblico». Richiamando anche la trasformazione storica degli spazi cittadini, come le antiche demolizioni che nel passato hanno dato forma alle attuali oiazza della Libertà e piazza Ricci, il sindaco conclude con un invito a guardare al futuro: «Guardare avanti significa assumersi la responsabilità di fare delle scelte. Chi amministra non può accontentarsi di vivere di ricordi, ma deve lavorare per costruire il futuro della propria comunità. Siamo fiduciosi che la cittadinanza saprà cogliere il valore di questo percorso di rinnovamento».

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