«Più di 10mila euro di lavori
per il verde davanti allo Sferisterio.
Sono aiuole d’oro?»
MACERATA - Dopo l'affondo di ieri del consigliere di Forza Italia Silvano Iommi, che l'aveva definita una "bara floreale", il 5 Stelle Roberto Cherubini rincara la dose: «L'affidamento diretto è una scelta formalmente legittima sotto la soglia dei 140mila euro, ma che apre una domanda politica inevitabile: è stato fatto davvero il massimo per ottenere il miglior prezzo?»
Un affidamento diretto da oltre 10mila euro per la sistemazione del verde davanti allo Sferisterio. A rincarare la dose, dopo che il caso era emerso con forza ieri con l’affondo del consigliere comunale di Forza Italia Silvano Iommi, che non aveva esitato a parlare di “bara floreale”, è il leader del Movimento 5 Stelle cittadino Roberto Cherubini, che punta il dito contro la determina con cui il Comune ha affidato l’intervento in vista del Macerata Opera Festival.
L’atto, firmato dal dirigente del Servizio Servizi Tecnici, dispone infatti l’affidamento diretto del servizio di «sistemazione e rinnovo del verde urbano» in piazza Nazario Sauro, con l’obiettivo di «dare maggior lustro alla Città e al Macerata Opera Festival prima dell’inizio della stagione lirica».

Roberto Cherubini (M5S)
L’incarico è stato affidato a una ditta di Montecassiano per un importo di quasi 11mila euro. Cherubini precisa di non contestare la necessità dell’intervento. «Curare il decoro urbano è doveroso – dice – il problema è come lo si fa», osservando come la procedura sia avvenuta tramite affidamento diretto, modalità consentita dalla normativa per importi inferiori ai 140mila euro. Proprio questo aspetto è al centro delle critiche del consigliere pentastellato: «Una scelta formalmente legittima sotto la soglia dei 140mila euro, ma che apre una domanda politica inevitabile: è stato fatto davvero il massimo per ottenere il miglior prezzo?», si chiede.
Nella determina si legge che il responsabile dell’unità operativa verde e arredo urbano «ha identificato la ditta in possesso di idonea esperienza pregressa» e che, trattandosi di un importo inferiore a 140mila euro, «è possibile procedere all’affidamento diretto» ai sensi del Codice dei contratti pubblici.

(foto di Andrea Del Brutto)
Per Cherubini, però, resta aperta la questione dell’opportunità: «Quasi 11mila euro per aiuole e verde urbano non sono pochi – osserva -. È una cifra che merita almeno trasparenza totale su cosa sia stato fatto nel dettaglio: materiali, ore di lavoro, piante installate e manutenzione prevista».
Il consigliere si domanda inoltre «sulla base di quali criteri» sia stata individuata l’impresa incaricata, chiedendo se «sia stato fatto un confronto informale, richiesti più preventivi oppure se sia stato scelto direttamente un operatore senza verificare alternative». Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, «il punto non è la legittimità amministrativa, ma l’opportunità politica. Quando si spendono soldi pubblici, anche per piccoli interventi, il principio dovrebbe essere sempre lo stesso: massimo controllo, massimo risparmio e massima trasparenza». Cherubini richiama infine anche le precedenti valutazioni dell’ex assessore Iommi sull’allestimento dell’aiuola, definita dallo stesso «funerea», sostenendo che «non basta dire che è tutto regolare: serve dimostrare che è stato fatto il miglior uso possibile delle risorse pubbliche. È proprio dalle piccole cose che passa la credibilità di un’amministrazione».
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Fa benissimo Cherubini a mostrare i conti, dato che i soldi sono delle mostre amate tasse
A cosa serve aggiungere commenti?
Questo dicono le norme al riguardo.
L’affidamento diretto è la procedura con cui una Pubblica Amministrazione assegna un contratto di lavori, servizi o forniture direttamente a un operatore economico, senza indire una gara di appalto o un confronto competitivo formale. Si tratta della modalità più semplice e rapida prevista dal Codice dei Contratti Pubblici italiano (D.Lgs. 36/2023) per rispondere a esigenze di modesta entità.
Il suo utilizzo è consentito solo entro precise soglie economiche (IVA esclusa):
Fino a 150.000 € per l’esecuzione di lavori pubblici;
Fino a 140.000 € per servizi e forniture (compresi i servizi tecnici di ingegneria e architettura).
Nonostante la natura snella, l’affidamento non è arbitrario. La PA deve adottare una decisione motivata, indicando le ragioni della scelta dell’operatore, la rispondenza alle proprie esigenze e la congruenza del prezzo pattuito.
L’operatore scelto deve possedere tutti i requisiti di legge, ossia essere in regola con i contributi (DURC) e privo di cause di esclusione della contrattazione pubblica.
A garanzia della trasparenza e del mercato, si applica il principio di rotazione: salvo casi eccezionali motivati, l’amministrazione non può riaffidare subito lo stesso servizio o lavoro al gestore uscente.
In sintesi, la procedura bilancia l’esigenza di celerità amministrativa per gli importi contenuti con le garanzie minime di correttezza ed efficienza nell’uso delle risorse pubbliche.
Le ‘pulci’ vanno fatte basandosi su quanto sopra riportato, se&o.
Mi sto chiedendo chi sia stato sepolto al centro della strada, alla fine di C.so Cairoli davanti allo Sferisterio.
Si tratta di un abbozzo di aiuola tipo cuscino soprabara realizzata per la stagione lirica.
Tenta di descrivere lo stemma di Macerata con scarsissimo successo.
Il tutto sembra una sepoltura fresca dato che è anche sopraelevata.
Sicuramente il morto è il buon gusto !
La prima foto svela il mistero, è un cucciolo di Sferisterio, ma così piccolo che ha ancora gli archi chiusi.
Non la prima foto, l’ultima.
Questi soldi spendateli per acquistare condizionatori da donare all’ospedale di Macerata,da posizionare nelle stanze dei malati. Trascorrete una giornata con loro dopo capirete.
…Massimo, Sferisterico, ci risiamo…non fiori, ma opere di pene… m.g. gv