Emergenza medici di base,
Catena: «Basta misure tampone.
La Regione dia risposte concrete»
TOLENTINO - Il consigliere regionale dem dopo che il coordinatore locale dei medici di medicina generale ha parlato di insulti ai professionisti: «E' inaccettabile. Se non arrivano soluzioni adeguate in tempi rapidi, porterò questa situazione all'attenzione del Consiglio»

Leonardo Catena
«Le dichiarazioni del coordinatore dei medici di medicina generale del distretto di Tolentino descrivono una situazione che non può più essere affrontata con misure tampone. È necessario che la Regione intervenga con urgenza per dare risposte concrete ai cittadini e ai professionisti che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale». Così il consigliere regionale del Partito Democratico, Leonardo Catena, interviene sulla carenza dei medici di base a Tolentino.
Una situazione che per l’Ast «è stata ulteriormente aggravata dalla cessazione, nel corso della primavera, dell’attività di due medici di base e, più recentemente, dalla drammatica e imprevedibile vicenda che ha coinvolto Franco Cencetti». Quest’ultimo è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio alla moglie. Nei giorni scorsi Andrea Mosca, coordinatore dei medici di base del distretto locale, si era sfogato parlando di «insulti contro di noi dagli ex assistiti di Cencetti che non sentiamo di meritare».
Per fronteggiare l’emergenza l’Ast ha annunciato che a partire da agosto, sarà potenziato con l’impiego di un terzo professionista
«Desidero innanzitutto esprimere la mia vicinanza ai tanti cittadini che, negli ultimi mesi, hanno vissuto enormi difficoltà nel trovare un medico di famiglia – prosegue Catena -, ottenere assistenza o semplicemente orientarsi tra le diverse soluzioni temporanee predisposte. Un disagio che ha colpito soprattutto le persone più fragili, gli anziani e le loro famiglie, costretti ad affrontare una vera e propria odissea».
«Al tempo stesso – prosegue Catena – rivolgo la mia piena solidarietà ai medici di medicina generale che, con grande senso di responsabilità, hanno garantito la continuità dell’assistenza facendosi carico di un numero di assistiti ben superiore a quello ordinario. È inaccettabile che, oltre a uno sforzo professionale straordinario, abbiano dovuto subire anche insulti e aggressioni verbali da parte di cittadini esasperati».
Per fronteggiare l’emergenza l’Ast ha annunciato che «a partire da agosto, l’ambulatorio medico diurno della cittadella sanitaria, sarà potenziato con l’impiego di un terzo professionista».
Riguardo ai fatti lamentati da Mosca, Catena è convinto che «le responsabilità di quanto accaduto non possono essere scaricate sui medici. Non è più accettabile che il Servizio sanitario regionale continui a fare affidamento esclusivamente sulla loro disponibilità, sulla loro professionalità e sul loro spirito di servizio per compensare carenze organizzative e di programmazione. I medici operano ogni giorno con competenza, ma non possono essere lasciati soli a sostenere il peso di un sistema in difficoltà».
Secondo il consigliere regionale dem «questa vicenda dimostra ancora una volta la necessità di affrontare in maniera strutturale il tema della medicina territoriale. Da tempo si susseguono annunci e impegni, ma i problemi continuano ad aggravarsi e il rischio è che la situazione diventi ancora più critica con i prossimi pensionamenti già annunciati. Se non si riesce a trovare un medico di medicina generale mi chiedo quale personale sanitario la giunta regionale pensi di portare nelle case della comunità. Le persone non si curano grazie a nuovi edifici. Serve personale adeguato e servizi aggiuntivi».
«La Regione ha il dovere di dare risposte concrete – conclude Catena -, non di continuare a rincorrere le emergenze. Servono una programmazione seria, investimenti sulla medicina territoriale e un piano capace di garantire continuità assistenziale sia ai cittadini sia ai professionisti. Se non arriveranno soluzioni adeguate in tempi rapidi, porterò questa situazione all’attenzione del Consiglio regionale affinché venga affrontata con la priorità che merita. La tutela del diritto alla salute dei marchigiani e delle condizioni di lavoro dei medici di famiglia non può più essere rinviata».
«Non meritiamo gli insulti dagli ex pazienti di Cencetti. Abbiamo già 1800 assistiti e l’Ast tace»
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