Macerata verso il ballottaggio
con lo spettro dell’“anatra zoppa”
ELEZIONI - Emerge un possibile paradosso politico legato ai seggi: se vincesse il centrosinistra in Consiglio la maggioranza in assise andrebbe al centrodestra. La norma dice che se una coalizione al primo turno, diversamente dal candidato sindaco proposto, supera il 50% e al ballottaggio vince il nome proposto dall'altra coalizione quest'ultima non ha la maggioranza in aula. Ma secondo Luciano Pantanetti, esponente della coalizione che sostiene Tittarelli: «Il calcolo si fa sui voti presi dai sindaci»

Gianluca Tittarelli ieri sera in Comune
AGGIORNAMENTO DELLE 20,45 – L’anatra non è zoppa? Nel pomeriggio sul sito di Eligendo, curato dal Ministero degli Interni, è apparso un asterisco sotto al dato di Sandro Parcaroli in cui si evidenzia che la percentuale delle liste di centrodestra calcolata sui voti ai candidati sindaco è del 48,55% e non il 50,4 indicato inizialmente per il centrodestra: se ne dedurrebbe che in caso di vittoria di Tittarelli scatterebbe il premio di maggioranza al centrosinistra. Tesi contestata dal centrodestra. Osserva l’avvocato Luciano Pantanetti, esponente della coalizione che sostiene Tittarelli: «A proposito di anatra zoppa. La percentuale si calcola sui voti presi dai sindaci e non sommando i soli voti delle liste. Ergo il centrodestra sta al 48,55%».
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di Luca Patrassi
Prima la lunga ed incredibile nottata trascorsa in attesa del voto e chiusasi (per ora) con il sindaco uscente Sandro Parcaroli che ha mancato la rielezione al primo turno per dieci voti dovendo affrontare il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli ed ora spunta – sul fronte del centrosinistra – l’ipotesi “anatra zoppa”.

Sandro Parcaroli ieri sera in Comune
L’”anatra zoppa” è quella specie rara che appunto di rado appare all’indomani delle competizioni elettorali. Si tratta di quel fenomeno per il quale la legge elettorale (si ricorda un articolo di Indro Montanelli che a fronte dell’apparire dei primi casi strani scherzando reputava necessaria la riapertura dei manicomi per l’autore della legge) dice che se una coalizione supera, diversamente dal candidato sindaco proposto, il 50% dei voti al primo turno e al ballottaggio vince invece il candidato sindaco della coalizione avversa quest’ultima non ha il premio di maggioranza che spetta invece alla coalizione che ha superato il 50% al primo turno.
A Macerata – secondo i numeri pubblicati dal sito del Ministero ma non ancora ufficializzati dall’ufficio elettorale centrale – il centrodestra è al 50,3% e dunque se Tittarelli dovesse vincere il ballottaggio non avrebbe poi la maggioranza in Consiglio visto che il centrodestra avrebbe 17 consiglieri contro i 15 della coalizione di Tittarelli ed uno alla lista di Marco Sigona.

Gianluca Tittarelli
La nota stampa di Gianluca Tittarelli per il ballottaggio: «La partita è aperta, la città non ha confermato il sindaco uscente e ha dimostrato che vuole cambiare. Ringrazio gli elettori che hanno scelto di votare per la coalizione che mi sostiene. Partiamo da un ottimo risultato e adesso abbiamo l’opportunità di accrescere il consenso, spiegando ancora il nostro progetto per Macerata ai cittadini. Ringrazio tutti i candidati, tutte le liste, i volontari e le centinaia di persone che in queste settimane hanno lavorato senza sosta in ogni quartiere e in ogni parte della città. Siamo partiti quasi da zero contro una macchina del potere enorme, con risorse impari contro chi governava da cinque anni ed era convinto di avere già vinto. E invece metà della città ha bocciato Parcaroli e la sua amministrazione. Oggi si apre una nuova fase della partita. Tra quindici giorni avremo un’ultima grande occasione per dare a Macerata il cambiamento che merita. Ora si riparte da zero a zero, ma noi arriviamo al ballottaggio con entusiasmo, energia e una spinta popolare crescente. Ripartiremo dai quartieri e in modo particolare dalle frazioni. Siamo pronti al rush finale e siamo convinti che, con l’aiuto di tutti i cittadini che vogliono una città più vicina alle persone, più viva e più proiettata al futuro, potremo vincere».
«Niente anatra zoppa: se Tittarelli vincerà il ballottaggio potrà contare su una solida maggioranza»








































Qualcuno non si è posto il problema a tempo debito? Mi pare proprio di no
Lo spettro dell’anatra zoppa spaventa i pistacoppi.
Tra le mura di sasso e i loggiati,
i pistacoppi son tutti agitati.
Non è per il prezzo del ciauscolo o il vino,
ma per l’incubo strano che s’offre vicino.
Gira voce in Piazza della Libertà
di una bestia che ansia e timore ti dà:
non vola, non corre, cammina un po’ storta
ma se entra in Comune, sprangata è la porta!
«O che ce s’affaccia?», domanda la gente,
«Se vince il sindaco ma resta il niente?».
È l’anatra zoppa, lo spettro temuto,
che rende il Consiglio un teatro mututo.
Col sindaco eletto da una fazione,
e i seggi all’opposta coalizione,
si rischia il blocco, la zuffa e il rinvio,
e il pistacoppo esclama: «O d.io mio!».
Volano i commenti sui social e online,
si teme che il voto rimanga un “dead end”.
E mentre la piazza s’interroga e scuote,
l’anatra zoppa fa girar le ruote…
lasciando Macerata col fiato sospeso,
mentre aspetta di veder chi l’avrà reso.
(in collaborazione con Gemini AI)
Leggete la legge n. 73 comma 10 e tutto vi sarà chiaro
Tra i loggiati e le mura di sasso,
Pistacoppi son tutti all’ammasso,
non è il prezzo del vino o ciauscolo,
ma per chi in futuro avrà muscolo,
in Libertà della piazza voce gira,
d’una bestia che di nuovo respira,
un po’ storta cammina non corre non vola,
ma se prova il Comune riceve una sola,
e domanda la gente cos’è che s’affaccia,
col Sindaco uscente a noi resta Vernaccia,
e lo spettro temuto è l’anatra zoppa,
Consiglio in Teatro qua e là si rattoppa,
che se una fazione elegge suo Sindaco,
i seggi maggiori per altri poi indico,
rischiamo il rinvio il blocco la zuffa,
non è più sicuro chi dopo s’abbuffa,
commenti on line sui social a volare,
in vicolo cieco rischiamo d’andare,
e mentre la piazza si scuote e domanda,
quell’anatra zoppa trastulla in veranda,
ancor Macerata sospeso il fiato,
ma tanto chi vince ha già pur trattato… m.g.
…Massimo, perdonami, non ho resistito nel copiarVi, questa volta, ma è stato più forte di me…quasi un’anatra che ancor svolazza…chiedi scusa anche a Gemini, grazie… gv
Le elucubrazioni
artificiali e artificiose hanno sempre lasciato il tempo che hanno trovato.
Come avvenuto nel caso della conferenza stampa di presentazione della lista “L’Altra Macerata” – quando venne costruito un articolo del tutto fuorviante il cui titolo era “Centri sociali in ogni quartiere” – anche stavolta si cerca di catturare il lettore scrivendo cose del tutto inesatte. Questo articolo è fondato su un dato inesistente giacché la cosiddetta “anatra zoppa” è una ipotesi che non si può neanche considerare. Nelle “Istruzioni per le operazioni dell’Ufficio centrale” pubblicate dal Ministero dell’Interno si indica chiaramente come vengono effettuati i calcoli che determinano le percentuali delle coalizioni. In base a tale documento, la percentuale delle liste collegate al candidato Parcaroli è del 48,55%. Tale dato è confermato da “Eligendo”, il portale ufficiale delle elezioni dello stesso Ministero dell’Interno. In caso di vittoria di Tittarelli, non ci saranno anatre zoppe e verrà assegnato normalmente il premio di maggioranza. Sarebbe il caso, ancora una volta, di correggere articoli del tutto fuorvianti.
L’analisi del commento evidenzia che l’autore mescola un dato numerico reale con un’interpretazione giuridica errata, portando a una conclusione che non trova riscontro nella legge elettorale dei comuni sopra i 15.000 abitanti (Testo Unico degli Enti Locali, d.lgs. 267/2000). Il sospetto che si tratti di un “esorcismo politico” o di una lettura strumentale per rassicurare l’elettorato ha solide basi.
1. Il dato reale (il 48,55%)
Il dato citato nel commento è verosimile: si riferisce alla percentuale totale dei voti di lista ottenuti dalla coalizione di centrodestra a sostegno del sindaco uscente Sandro Parcaroli, calcolata non sul totale dei voti ai candidati sindaco, ma sulla somma dei soli voti validi alle liste.
2. L’errore giuridico (il meccanismo dell’Anatra Zoppa)
L’autore del commento afferma che se al ballottaggio vincesse Gianluca Tittarelli (centrosinistra), “non ci saranno anatre zoppe” e scatterà normalmente il premio di maggioranza. Questa affermazione è giuridicamente errata.
Secondo l’art. 73 del TUEL e le stesse “Istruzioni per le operazioni dell’Ufficio centrale” del Ministero dell’Interno, il premio di maggioranza al secondo turno (il 60% dei seggi) viene assegnato alla coalizione del sindaco eletto a meno che un’altra coalizione o lista non abbia già superato il 50% dei voti validi al primo turno.
Qui sorge il punto cruciale e la giurisprudenza consolidata (Consiglio di Stato):
• Cosa si intende per “voti validi”? La legge e i tribunali amministrativi hanno chiarito che il calcolo del 50% va effettuato sui voti complessivi attribuiti alle liste (voti validi di lista), non sui voti ai candidati sindaco (che includono il voto disgiunto o schede nulle/bianche dedicate).
• Se le liste collegate a Parcaroli al primo turno hanno ottenuto il 48,55% dei voti di lista, la coalizione avversaria non ha raggiunto la soglia sbarramento del 50%+1.
• Tuttavia, l’autore del commento ribalta la regola: sostiene che, non avendo Parcaroli superato il 50%, il premio scatterebbe automaticamente per Tittarelli in caso di sua vittoria. Non è così.
Perché il rischio “Anatra Zoppa” esiste davvero?
L’anatra zoppa non si verifica solo se la coalizione perdente supera il 50% al primo turno (bloccando legalmente il premio). Si può verificare anche per via del calcolo proporzionale puro dei seggi.
Se Tittarelli vincesse il ballottaggio, l’Ufficio centrale elettorale procederebbe al riparto proporzionale (metodo D’Hondt) basandosi sui voti del primo turno. Dato che la coalizione di Parcaroli ha preso la maggioranza relativa dei voti di lista (il 48,55% contro una cifra inferiore della coalizione di Tittarelli), nel riparto proporzionale iniziale la coalizione di centrodestra otterrebbe matematicamente più seggi di quella di centrosinistra.
Se la coalizione di Parcaroli dovesse ottenere la maggioranza assoluta dei seggi (es. 17 seggi su 32) già attraverso il riparto proporzionale del primo turno, a Tittarelli verrebbe negato il premio di maggioranza, poiché il premio non può essere assegnato se danneggia una coalizione che ha già acquisito un diritto di seggi proporzionali così ampio, oppure semplicemente perché la composizione del consiglio vedrebbe l’opposizione numericamente maggioritaria.
(Gemini AI)