Bisonni boccia Acquaroli sulla sanità:
«Costi aumentati e servizi peggiorati»

POLITICA - Il portavoce provinciale di Avs: «Basta con il dare la colpa agli altri. È oramai noto che il 9,7% della popolazione marchigiana ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi pur avendone bisogno»

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Sandro Bisonni, portavoce provinciale di Avs

«A distanza di anni, la tanto pubblicizzata riforma sanitaria, con la creazione delle Ast non solo non ha migliorato alcun servizio al cittadino, ma ha fatto moltiplicare i centri di costo e ha portato le Marche a una spesa pro-capite per la sanità pari a 638 euro contro una media nazionale di 730 euro con conseguente peggioramento dei livelli essenziali di assistenza (Lea)». La critica arriva dal co-portavoce provinciale di Alleanza Verdi Sinistra (alleati del Pd alle prossime regionali), Sandro Bisonni, che punta il dito contro l’organizzazione sanitaria del governo regionale a guida Acquaroli.

«La destra – dice -, che nel 2020 si era proposta come salvatrice della Patria, sulla sanità non solo non ha mantenuto nessuna promessa, ma oggi si dimostra anche incapace di ammettere il suo fallimento e assumersi la propria responsabilità. Per Acquaroli e Saltamartini la colpa è sempre di quelli che c’erano prima, eppure sono passati ormai cinque anni e la situazione di certo non è migliorata».

Allora il tema della carenza di personale: «Mancano medici ed infermieri – rimarca -. Per la precisione nelle Marche mancano 1.300 infermieri, 560 medici (di cui 200 di medicina generale), 800 operatori socio sanitari e 70 tecnici di radiologia, per non parlare nello specifico della carenza cronica di medici pediatri e del pronto soccorso dove i servizi vengono appaltati a medici esterni, che sono pagati molto di più di quelli interni (che giustamente si arrabbiano)». Con le conseguenze sulle liste d’attesa: «Tutti questi dati disegnano un quadro drammatico di un sistema sanitario pubblico in agonia che non riesce a garantire prestazioni e servizi in tempi ragionevoli – aggiunge Bisonni -, con conseguente aumento della spesa sanitaria privata (per chi se lo può permettere) che in Italia, e le Marche non fanno eccezione, è andata via via sempre aumentando raggiungendo quasi i 46 miliardi di euro. È oramai noto che il 9,7% della popolazione marchigiana ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi pur avendone bisogno, un dato drammatico che sintetizza perfettamente la situazione. Calano i servizi in termini di diagnosi, visite e analisi laboratoriali tanto da portare le Marche tra le ultime posizioni della classifica italiana».

Il co-portavoce provinciale di Avs conclude dunque che «noi di Alleanza Verdi e Sinistra di certo non ci aspettavamo più di tanto da chi pretendeva di trattare il Covid con l’idrossiclorochina, ma prendiamo atto che i fatti hanno superato le nostre più nere aspettative. Onestamente – termina Bisonni – prima non andava tutto bene e ora non va tutto male, ma quello che ogni marchigiano dovrebbe chiedersi è se dopo cinque anni di Acquaroli la sanità pubblica nelle Marche sia migliorata o peggiorata e ricordarsi della risposta alle prossime elezioni».

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