Pollenza celebra due voci del passato
sostenendo il futuro del canto
LIRICA - Il Comune e l'Associazione Amici dello Sferisterio hanno consegnato al giovane baritono Arrigo Liverani Monzoni un premio (e una borsa di studio) intitolati a Nicola Benedetti e Paolo Pelagalli Rossetti, entrambi originari del centro pollentino. Il sindaco Mauro Romoli e la presidentessa dell’associazione Lucia Rosa sono stati a Parma per la consegna del riconoscimento

Il sindaco di Pollenza Mauro Romoli (a sinistra) e la presidentessa dell’Associazione Amici dello Sferisterio Lucia Rosa premiano Arrigo Liverani Monzoni
Nell’anno in cui il “Macbeth” di Giuseppe Verdi torna in scena allo Sferisterio, il Comune di Pollenza, in collaborazione con l’Associazione Amici dello Sferisterio, ha istituito un premio dedicato a due illustri cantanti originari del comune pollentino: il basso Nicola Benedetti (1821–1875), primo interprete del ruolo di Banco al debutto del “Macbeth” al Teatro della Pergola di Firenze nel 1847 e il tenore Paolo Pelagalli Rossetti (1852–1918), che fu il primo Bardolfo del “Falstaff “di Verdi alla Scala nel 1893.

Lucia Rosa e Mauro Romoli con Cristina Bersanelli, presidentessa di Parma Lirica
Il riconoscimento, connesso a una borsa di studio, è stato conferito direttamente dal sindaco di Pollenza Mauro Romoli e dalla presidentessa dell’associazione Lucia Rosa sabato a Parma ad Arrigo Liverani Monzoni, giovane basso 23enne, in occasione della finale della settima edizione del concorso “Voce d’Angelo”, promosso da Parma Lirica. Il premio, nato per celebrare i 150 anni dalla morte di Nicola Benedetti, testimonia la volontà ù condivisa di valorizzare la storia musicale del territorio, rendendo omaggio a due figure che hanno segnato momenti importanti nella storia dell’opera verdiana.

L’opera di Giuseppe Fammilume nel foyer del teatro Verdi di Pollenza
Nicola Benedetti, nato a Pollenza il 18 giugno 1821, fu un basso di grande talento, tra i più apprezzati cantanti lirici del XIX secolo. Oltre al ruolo di Banco nel “Macbeth”, cantò in Italia e all’estero, ottenendo sempre ottimi successi. Uomo mite e riservato, si ritirò dalle scene nel 1868 e trascorse gli ultimi anni della sua vita nel borgo natio, nella quiete dell’ambiente familiare. Morì il 3 novembre 1875, a soli 54 anni. Nel 2021, in occasione del bicentenario dalla nascita di Nicola Benedetti, lo storico Fabio Sileoni ha dedicato al cantante una importante biografia, restituendo un ritratto completo dell’artista e del suo contesto teatrale. Il libro, oltre a concentrarsi sulla vita e carriera di Benedetti, offre anche numerosi spunti su altri protagonisti dell’epoca, arricchendo così la comprensione del panorama lirico del XIX secolo. Quanto a Paolo Pelagalli Rossetti, nato anch’egli a Pollenza nel 1852, fu tenore dalla voce elegante, noto per la sua attività artistica e per l’amicizia personale con Verdi. In occasione della prima del “Falstaff”, fu scelto per il ruolo di Bardolfo. È conservata nella biblioteca comunale di Pollenza una preziosa intervista rilasciata negli ultimi anni di vita al pittore e scrittore Giuseppe Fammilume, nella quale i ricordi personali e il lavoro con Verdi offrono uno spaccato affascinante della vita teatrale di fine Ottocento.

Nicola Benedetti
Il teatro comunale Giuseppe Verdi conserva un’ulteriore testimonianza concreta della memoria dei due artisti: sulla parete di fondo della sala degli intervalli, nel foyer, è presente un quadro a tempera su tela realizzato da Giuseppe Fammilume. L’opera, in puro stile liberty, raffigura i due cantanti, Nicola Benedetti a sinistra e Paolo Pelagalli Rossetti a destra, ed è completata da due note biografiche redatte da Vincenzo Cento. «Questo premio rappresenta non solo un omaggio alla memoria di due figure della storia del canto lirico, ma anche un ponte tra passato e futuro, tra la memoria delle eccellenze del territorio e i nuovi talenti del panorama operistico – fa sapere l’associazione – La collaborazione tra il Comune di Pollenza e gli Amici dello Sferisterio, attiva ormai da quattro anni con il progetto “Buon compleanno Maestro”, che si tiene ogni ottobre intorno alla data di nascita di Verdi, prosegue nel segno della valorizzazione culturale e musicale del territorio. Quest’anno, la collaborazione con Parma Lirica, storica realtà associativa parmigiana, arricchisce un sodalizio che unisce memoria, formazione e promozione dei giovani interpreti della lirica».
