Lavori all’ex ospedale,
ditta fa causa al Comune:
chiesto 1 milione di euro
CAMERINO - Il Consorzio stabile maceratese lamenta che avrebbe dovuto essere pagata con la cessione del piano terra, ma ormai l'edificio di via Lili, in centro storico, è inagibile dopo le scosse del 2016

Il tribunale di Ancona
di Monia Orazi
Il Comune di Camerino citato in giudizio dalla società edile Consorzio stabile maceratese, con la richiesta di pagamento di un milione e 130mila euro per i lavori eseguiti a suo tempo all’ex ospedale Santa Maria della Pietà, situato in via Lili nel cuore del centro storico.
Si tratta dei lavori di finitura del primo piano dello stabile di proprietà Ast (Azienda sanitaria territoriale), per cui il Comune è chiamato in causa come soggetto attuatore dei lavori. Il pagamento dei lavori sarebbe dovuto avvenire con la cessione in proprietà alla ditta del piano terra, ma ormai l’edificio è inagibile dopo le scosse del 2016 e l’azienda edile ha preferito chiedere i soldi. Di parere opposto il comune di Camerino, secondo cui la ditta può acquisire la proprietà del piano terra, visto che l’edificio è oggetto di contributo post terremoto, per la riparazione dei danni del 2016.
La società è rappresentata dall’avvocato Giuseppe Maria Giammusso, si è rivolta al tribunale di Ancona, sezione specializzata in materia di imprese. La giunta comunale si difenderà (è assistita dall’avvocato Fabio Pierdominici).
L’edificio era rimasto danneggiato gravemente dal terremoto del 1997 e l’amministrazione comunale del tempo aveva deciso di destinarlo a casa di riposo, il primo piano sarebbe stato destinato ad uffici Asur e il piano terra sarebbe stato ceduto in proprietà alle ditte esecutrici dei lavori, per un valore stimato in un milione e 200mila euro, per finanziare i lavori di finitura del primo piano, su progetto Asur, destinato ad ospitare gli uffici. Nello stabile avrebbero trovato posto anche la farmacia comunale e il polo di riabilitazione del Santo Stefano.
All’epoca del terremoto del 2016 i lavori erano stati completati al 90 per cento circa, dopo essere stati affidati al Consorzio stabile maceratese di Macerata ed alla Grime srl di Corridonia nell’agosto 2012. L’accordo per la riparazione del vecchio ospedale era stato raggiunto tra Regione, Asur e Comune nel 2007 per una cifra complessiva di 9 milioni e 300mila euro, il progetto era stato approvato nel 2011 e riguardava solo i due corpi di fabbrica b e c, escludendo la parte medievale di palazzo delle Esposte. Secondo l’accordo il Comune è il soggetto attuatore dei lavori. Il progetto di recupero dell’ex ospedale aveva richiesto tempi lunghi, era stato portato avanti dall’amministrazione allora guidata da Enzo Fanelli, poi da Dario Conti, che aveva tenacemente voluto nell’ex ospedale gli spazi per la casa di riposo, per dare una nuova sede dignitosa ai nonnini di Camerino, ospitati alle Mosse negli appartamenti acquistati dopo il terremoto del 1997 dai sindacati, grazie alle donazioni di solidarietà.
Nel gennaio 2016 l’allora sindaco Gianluca Pasqui chiese l’intervento della Regione, ci fu un sopralluogo dell’allora presidente Luca Ceriscioli, nel giugno dello stesso anno si trovò l’accordo per un collegamento meccanizzato tra il parcheggio a servizio della struttura in viale Betti e l’ex ospedale. L’autunno ha portato le scosse e il danneggiamento del palazzo, di cui era di fatto appena terminato il recupero dei danni del terremoto del 1997.
Nel febbraio 2021 la giunta comunale guidata dall’allora sindaco Sandro Sborgia ha approvato definitivamente la variante che si era resa necessaria nell’aprile del 2016 per migliorie varie da apportare alla casa di riposo ed ha definitivamente chiuso il contratto con le ditte che si erano aggiudicate i lavori. La variante all’epoca ha comportato la sospensione dei lavori e prevede maggiori spese per 263mila euro, che sono stati richiesti alla Regione. La chiusura del contratto con le ditte era stato definito un atto amministrativo necessario, in vista della presentazione del progetto di ripristino post sisma e riparazione dei danni del terremoto del 2016.
Ma può l’impresa edile modificare unilateralmente il contratto? Forse no.
Sig. Iacobini,
ma può un’impresa prenderlo sempre in quel posto quando c’è di mezzo un ente pubblico?
Sig. bruno, bisogna vedere che dice la legge, tutto qua.