«Ho tagliato ospedali? Falso.
Con me Macerata punto di riferimento»
LA REPLICA - Piero Ciccarelli, ex direttore generale dell’Asur, risponde ad Andrea Blarasin e sottolinea: «Non ero direttore dell’Area Vasta 3 con Carancini. Nel 2011-2012 Italia a rischio default, c’era l’obbligo di ridurre il debito pubblico attraverso norme vincolanti, tra cui la spending review, con l’obbligo di riorganizzare i servizi sanitari. Da lì la riconversione dei 13 piccoli ospedali in Case della Salute». Contro le dichiarazioni dell'ex sindaco di Macerata interviene il consigliere regionale Pierpaolo Borroni (FdI)

Piero Ciccarelli
Dopo le accuse del consigliere comunale Andrea Blarasin, l’ex direttore generale dell’Asur, Piero Ciccarelli, risponde sottolineando innanzitutto che «Non guidavo l’Area Vasta 3 quando Romano Carancini era sindaco di Macerata». Ciccarelli ricorda Blarasin «giovane esponente politico comunale venire da me, quando ero direttore a Macerata, a chiedere delucidazioni sulle riforme sanitarie in corso e poi uscire con dichiarazioni che distorcevano quanto da me comunicatogli. Non so se per incapacità di comprendere o per malafede. Ed anche ora non si smentisce. Anzitutto io non guidavo l’Area Vasta 3 quando Romano Carancini era sindaco.
Io ho guidato da commissario e poi da Direttore generale la Zona territoriale 9 di Macerata dal 1 luglio 2002 fino al 10 maggio del 2010, quando sindaco era Giorgio Meschini. Le Aree Vaste non esistevano, esisteva solo la sperimentazione dell’Area Vasta affidata dalla Giunta regionale al sottoscritto perché Macerata in quegli otto anni della mia direzione era diventata, grazie ai grandi professionisti cui avevo dato responsabilità, leader a livello regionale tra tutte le Zone territoriali, con i migliori risultati di produzione sanitaria a fronte di un finanziamento che era il più basso pro capite di tutte. Quindi è falso che avrei iniziato a tagliare ospedali e servizi ed al contrario Macerata assunse un ruolo di riferimento per l’intera Area Vasta e poi per la Regione. Questo fu il motivo della mia nomina, successiva, a direttore generale dell’Asur». Ciccarelli continua: «È in questo secondo incarico, che si è protratto dal 10 maggio 2010 al 3 febbraio 2014 per poi proseguire come direttore del Servizio sanità della Marche fino al maggio 2016, che avrei fatto il “lavoro sporco” come lo definisce Blarasin. Peccato che con ciò dimostri di non avere nessuna cultura istituzionale, perché il lavoro sporco è stato semplicemente la capacità di applicare, tra le prime Regioni d’Italia, le normative imposte al Paese, che nel 2011-2012 era a rischio default, dall’Europa e dal mondo finanziario. Vi era l’obbligo di ridurre il debito pubblico attraverso norme vincolanti, tra le quali la cosiddetta spending review, con l’obbligo di riorganizzare i servizi sanitari. Da lì la riconversione dei 13 piccoli ospedali in Case della Salute e altre riorganizzazioni dettate dalla cosiddetta Bozza Balduzzi, una legge entrata in vigore nel 2015, ma che nelle Marche si iniziò ad applicare dal dicembre 2012, grazie anche agli sforzi del sottoscritto.
È solo per questo motivo che le Marche divennero dal 2013 in poi regione benchmark tra le regioni Italiane e in quell’anno non si era tra le prime 5, ma la prima. E fu per quello che alle Marche e solo alle Marche furono assegnati 29 milioni di euro in più rispetto alla quota del fondo spettante. Altro che la bufala di Blarasin sugli 11 milioni per le liste di attesa, che non c’entrano nulla con la regione benchmark e sono la quota che tutte le regioni hanno avuto, in proporzione al loro fondo, come finanziamento ad hoc».
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Pierpaolo Borroni, consigliere regionale di Fdi
Intanto Pierpaolo Borroni, consigliere regionale civitanovese di FdI replica al collega del Pd Romano Carancini: «La Riforma sanitaria ha due mesi, circa, prima c’era la vostra non Riforma che aveva un unico scopo: privilegiare il nord della Regione, il pesarese nello specifico. Nonostante ciò, l’attuale Ast di Macerata ha proseguito a lavorare con Daniela Corsi, che ha svolto un ottimo lavoro, certificato dai dati che attestano come sia tra le migliori e contribuendo a rendere le Marche tra le regioni benchmark a livello nazionale per prestazioni di servizio. Per i Cup, Carancini bussi alla porta di Ceriscioli, visto che sono ancora una promanazione della non riforma della sinistra. Dal Pd, Carancini in primis, hanno intrapreso la tattica degli allarmismi preventivi perché sanno che, con la Riforma approvata dal centrodestra, nessun politico può avere il controllo sulla sanità, loro cavallo di battaglia. Non riescono a comprendere come si debba necessariamente attendere un medio periodo per avere i risultati che noi ci aspettiamo. E che, se qualora non dovessero arrivare, a differenza loro, sapremmo trarne le giuste considerazioni. Mai un mea culpa, mai un chiedere scusa da parte di Carancini e del Pd per ciò che hanno fatto, anzi per ciò che non hanno fatto nell’interesse dei marchigiani, ma solo pensando al proprio orticello. Non si ricordano battaglie da parte del poco ripianto, se non dagli specchi di casa sua, ex sindaco di Macerata, quando la sinistra perseguiva il modello dell’ospedale unico che avrebbe smembrato la sanità territoriale, penalizzando tutta la Provincia di Macerata. La pandemia lo certifica che avevano imboccato una strada sbagliata e pericolosa. Senza considerare che avrebbe favorito la sanità privata che, con la sinistra, ha sempre brindato per i fatturati realizzati ed è servita anche come ufficio di collocamento. Per questo, i suoi attacchi strumentali, li rispediamo al mittente con gravi perdite da parte sue e dei suoi sodali».
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Che si parli con i fatti. Il solito consigliere regionario che non perde mai occasione da perdere assolutamente, qualche volta parli dopo che siano riusciti a migliorarne una, e dico solo una delle cose che non si riesce a riparare mentre la sanità nazionale sta affondando e quella marchigiana in particolare con la sua nuova riforma non dico non copiata ma nemmeno aperta se spedita in busta o plico o gettata da un aereo che andrebbe solamente ad intasare qualche tritacarte elettrico. Aho, ci sono distruggi documenti che ci puoi infilare fino a 300 fogli alla volta, utilissimo per riforme e soprattutto per discorsi inutili.
Cosa importa migliorare!!! L’importante che dicano che la colpa è di quelli di prima,questa dopo tre anni è l’unica cosa che gli riescono meglio…e vissero felici e contenti …
Signori vi faccio presente che andare a votare è inutile voi mi direte perché?Risposta con il nostro debito pubblico monstre siamo in balia delle agenzie di reating quindi vinco io o vinci tu il risultato non cambia.L’Italia è già da molto tempo uno stato vassallo chi nega questo è in malafede.
Ora con due assessori alla sanità anche gli ospedali raddoppieranno,il nuovo che avanza…”MODELLO MARCHIGIANO”…